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| Todd Haynes: 'La mia Mildred è una tosta che non si arrende'. Da domani su Sky |
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| La serie tv è fedele al romanzo del 1941 di James M. Cain. E Kate Winslet è perfetta. L´illusione di una scalata sociale ad ogni costo genera eccessi che non funzionano. Di Maria Pia Fusco |
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| Giovedì 13 Ottobre 2011 |
| di la Repubblica |
| in Spettacoli |
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«Ho letto il romanzo tre anni fa, quando negli Stati Uniti cominciavano ad avvertirsi i segni della crisi, uno stato d´animo diffuso nella società che mi sembrava molto vicino a quello della Depressione, molti temi di allora si adattano alla situazione di oggi. E il personaggio di Mildred che lotta per assicurare un futuro alla figlia è simile a quello di tanti americani che non si arrendono e s´ingegnano per guardare avanti»: così Todd Haynes a Venezia a proposito di Mildred Pierce, la miniserie della Hbo adattata dal romanzo di James M. Cain del 1941, che, dopo il successo in America (21 candidature agli Emmy) e l´anteprima alla Mostra di Venezia, andrà in oda su Sky Cinema da domani.
Il rapporto tra la serie e il romanzo?
«Di assoluta fedeltà. Se mai una differenza c´è tra la serie e Il romanzo di Mildred, il film di Michael Curtiz del 1945, che per altro mi piace molto. Nel film si è dovuto necessariamente condensare il racconto e sacrificare i personaggi, io ho fatto il percorso inverso, mi sono permesso il lusso di distendere e dilatare la storia. Ma non penso che il riferimento al rapporto tra film e serie sia di aiuto agli spettatori».
Secondo qualcuno la dilatazione della storia è a discapito del ritmo.
«Può darsi, ma penso anche che in un tempo in cui siamo sopraffatti da notizie che si sovrappongono e si consumano e in cui è inesistente il tempo della riflessione, potrebbe essere un sollievo per la gente godere di un racconto lineare che copre un arco di nove anni, senza frenesie, senza flash avanti e indietro. È una sfida che accetto volentieri. Spero che la miniserie comporti lo stesso piacere della lettura di un libro».
Kate Winslet protagonista è stata la sua prima scelta?
«Sì. Non la conoscevo di persona, ma leggendo il libro mi è venuta in mente la sua faccia e ci è rimasta. Le ho scritto, ci siamo incontrati, è stata subito interessata e disponibile. Quando ha accettato mi ha scritto una mail, era rimasta positivamente colpita dal fatto che non le avessi chiesto di farmi vedere le gambe».
Però nel film il sesso tra Mildred e Modie, il personaggio di Gay Ritchie, c´è.
«Ed è importante, è il segno della libertà fisica e il piacere che Mildred si concede nella camera da letto sfogando una sensualità che contrasta fortemente con i principi e il rigore che applica nella sua vita quotidiana, tipica di una donna della piccola borghesia americana».
Il rapporto madre figlia: come lo definisce?
«Anche questo è rappresentativo di un certo ceto, in cui i genitori sognano per i figli un destino migliore del loro, una crescita nel benessere e nel grado sociale. È un´aspirazione ancora più forte che Mildred, che pure è una figura femminile modernissima nella sua indipendenza e nel rapporto con il lavoro e con gli uomini, per il futuro della figlia si sottopone a qualunque sacrificio. E commette l´errore di non tenere conto del carattere di lei, dei suoi desideri, di ciò che vorrebbe dalla vita. Con la conseguenza di alienarsene l´affetto. È quasi una tragica storia d´amore tra due personaggi femminili complessi, forti e fragili nello stesso tempo, comunque entrambi diversi dalle donne dell´epoca».
Nell´ansia di evoluzione di Mildred c´entra il sogno americano?
«I valori ci sono tutti, ma c´è anche un´interpretazione sbagliata. Il sogno americano non si realizza pensando che "basta volere per ottenere". Bisogna conoscere nel profondo le proprie aspirazioni e le proprie capacità e accettarne i limiti. L´illusione di poter raggiungere un benessere sempre maggiore e una scalata sociale ad ogni costo genera eccessi che non funzionano, anzi sono un grande pericolo. E ho l´impressione che anche questa falsa interpretazione del sogno americano abbia un legame con tante scelte che sono parte delle radici della crisi attuale». Questo articolo ha ricevuto 2969 visite.
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