Corsaro: chi mi critica non ha visto la trasmissione. Nessun paragone fra Concia ed escort
"I colleghi Lolli e Pollastrini parlano a tutta evidenza di una trasmissione che non hanno visto, quando mi accusano di aver paragonato i gay alle escort nel corso de `L`Infedele'"
Roma - "I colleghi Lolli e Pollastrini parlano a tutta evidenza di una trasmissione che non hanno visto, quando mi accusano di aver paragonato i gay alle escort nel corso della puntata de `L`Infedelè". Lo spiega in una nota Massimo Corsaro, vice presidente vicario del gruppo PDL alla Camera, rispondendo agli attacchi dei deputati PD sulla sua partecipazione alla trasmissione di Gad Lerner.
"E` vero piuttosto - e ringrazio comunque Lolli e Pollastrini per avermi dato la possibilità di ribadirlo - che ho espresso grande stupore per il nuovo, ipocrita perbenismo che aleggia nei sostenitori della sinistra da quando hanno deciso di provare a battere Berlusconi non sul campo della politica (impresa che non gli riesce mai), ma su quello dei costumi personali - continua Corsaro - Ho rilevato che è molto curioso che oggi si ergano a nuovi moralisti gli stessi che hanno investito la propria gioventù nelle battaglie di liberalizzazione dei costumi sessuali, sino a portare in Parlamento esponenti che hanno assunto un rilievo di notorietà sociale proprio in quanto rappresentanti di un modo particolare di intendere la sessualità privata".
"Nel dire questo ho personalmente espresso, vadano pure a sentirsi il sonoro Lolli e Pollastrini, grande apprezzamento per le qualità politiche di Paola Concia, che escludo si sia risentita per averla descritta come `bravissima, autorevole ed esponente di grande capacità` della comunità omosessuale", aggiunge il vice presidente vicario dei deputati PDL.
"La differenza tra me, Lolli e Pollastrini, - conclude Corsaro - è che io posso anche non condividere le scelte affettive di alcuni colleghi ma ritengo che appartengano comunque alla loro sfera privata, continuando a considerarli esponenti politici di una parte avversa alla mia con cui confrontarmi. Loro invece appartengono a quanti ficcano il naso nelle vicende personali di un avversario politico facendo finta di tramutare la strumentale disapprovazione in motivo di contrasto politico". (LaPoliticaItaliana.it)
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