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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
La favola di Sal, stella cadente nel mito di Dean. Franco: celebro l'attore ucciso a 37 anni
La favola di Sal, stella cadente nel mito di Dean. Franco: celebro l'attore ucciso a 37 anni
James Franco, attore eclettico ed impegnato, si appresta a partire per Venezia dove presenterà Sal (nella sezione Orizzonti). Il film sarà anche in competizione per il Queer Lion Award 2011
Mercoledì 17 Agosto 2011
di Corriere della Sera
in Spettacoli

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Los Angeles - James Franco, forse oggi l'attore più eclettico nei suoi tanti mestieri e arti, è super impegnato, ma si appresta a partire per Venezia dove presenterà Sal(nella sezione Orizzonti) da lui scritto, diretto e interpretato in un ruolo non da protagonista, ma significativo. Non è tutto perché il 33enne Franco si darà da fare al Lido anche con attività fuori concorso o collaterali visto che presenterà con la vedova di Nicholas Ray (1911-1979) la copia postuma, restaurata/ricostruita, di We Can't Go Home Again diretto all'inizio degli anni Settanta da Ray.

In aggiunta, illustrerà anche Rebel, l'installazione di arti visive da lui ideata come omaggio al film del regista di Gioventù Bruciata (Rebel without a cause) e realizzata con altri artisti come Harmony Korine, Paul McCarthy e suo figlio Damon e con il sostegno del Museo d'Arte Contemporanea di Los Angeles e di Gucci. Chiarisce subito: «Sono tutti impegni che mi appassionano perché il tempo e la memoria, ai quali fa riferimento il film di Ray We Can't Go Home, sono la sostanza di molti miei lavori. Accade anche in Sal, che non è un documentario, ma una biografia, che ricostruisce la vita di Sal Mineo, l'attore che conquisto due nomination agli Oscar, la prima come non protagonista per Gioventù bruciata».

Lasciato alle spalle il discusso ruolo di presentatore della serata degli Oscar, Franco si gode il successo e le eccellenti critiche di L'alba del pianeta delle scimmie, ma intanto finisce di girare il prequel di Il Mago di Oz (da un racconto dell'autore della fiabesca saga, L.Frank Baum) diretto da Sam Raimi e con le tre streghe Mila Kunis, Rachel Weisz e Michelle Williams. Un kolossal, ma ha altri tre film indipendenti pronti e spiega: «Dopo Milk accettai tanti film e, a un certo punto mi sono reso conto che non mi ritrovavo in alcune pellicole interpretate. Mi sono preso una pausa di riflessione ritornando all'Università».

Ha un carnet di lavoro impressionante, ma tiene più di ogni altra cosa a Sal in cui, se ha affidato la parte di Mineo a Val Lauren, un attore di teatro e cinema, si è riservato il ruolo emblematico di Milton Katselas (1933-2008). Dice: «Un regista, un artista multimediale e insegnante di recitazione cresciuto con Strasberg e Kazan, che poi ha formato la Beverly Hills Playhouse. Diverse generazioni devono molto a questa scuola, da Gene Hackman a Tom Selleck, George Clooney e a tanti giovani». Il film di Franco è molto atteso anche perché, con la recente pubblicazione della biografia di Mineo scritta da Michael Gregg Michaud si assiste a una sorta di culto per l'attore.

L'aver interpretato nel 2001 proprio James Dean nel film tv di Mark Rydell, che circolò anche nella sale, quanto ha inciso nella sua decisione di scrivere e dirigere Sal? «Molto e poco nel senso che ho sempre studiato quegli anni, affascinato anche dall'odissea di Sal. Suo padre era un emigrante siciliano. Sal era un ottimo attore giovane, recitò sempre anche in teatro, fu regista ed ebbe successo come musicista. Aveva avuto una primissima giovinezza difficile nel Bronx, divenne un grande attore, ma poi conobbe la crisi di mezza età, la sua parabola fu ardua ed è quanto mai emblematica».

Intende dire che, ieri come oggi, e i nostri sono anni in cui tutto si brucia rapidamente, non basta avere due nomination agli Oscar, la seconda con Exodus, per conquistare una carriera duratura? «Sal negli anni Cinquanta fu una stella, alla fine del Sessanta e nel Settanta si trovò a lottare per piccoli ruoli. Il passaggio di ruoli di una teen star è spesso traumatico, puoi scoprire che non hai più audience e devi ricostruire tutto e te stesso. Sal fu ucciso sulle colline di Hollywood, morì a 37 anni, ma i suoi film, i suoi tanti impegni televisivi continuano a essere proiettati».

La fine violenta di Sal fu oggetto di speculazioni anche se le comari di Hollywood non erano ciniche come quelle di oggi «Questo è un tema del film. Essere una persona pubblica corrisponde a vivere una pericolosa tagliola, che nelle personalità più fragili può portare a forme autodistruttive. Si parlò di un delitto gay svendendo la vita privata di Sal, si vociferò che era stato ucciso dai membri di una gang. Malcostume quanto mai significativo nei tabloid di oggi. Un anno dopo, l'assassino, un balordo, fu scoperto. Non c'erano stati retroscena scandalistici nella morte di Sal. Il film, al quale ho lavorato con una mole di ricerche cinematografiche e ambientali, affronta i temi del mestiere dell'attore e la denuncia di fatti simili a quelli accaduti a Sal, che possono distruggere carriera e reputazione anche quando sei vivo, non solo quando muori a Hollywood». (di Giovanna Grassi)

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