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| Séptimo: un bestia nella fantascienza, nella realtà la ferocia dei pregiudizi |
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| Durante i 24 minuti di durata della pellicola viene presentata la vicenda di due ragazzi scandinavi, Gustav e Vincent che si conoscono in una estate di vacanza |
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| Domenica 14 Agosto 2011 |
| di La redazione - Daniel N. Casagrande |
| in Spettacoli |
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Lugano - (TicinoLibero.ch) - Diretto da Valentina Chamorro e prodotto dalla Tjockishjärta Film, Séptimo è il cortometraggio svedese che fonde fantascienza e omosessualità. Durante i 24 minuti di durata della pellicola viene presentata la vicenda di due ragazzi scandinavi, Gustav (Robert Noack) e Vincent (Andreas La Chernadière) che si conoscono in una estate di vacanza, in un luogo isolato dalla quotidianità.
Il film inizia in maniera piuttosto misteriosa, mostrando delle scene in cui Vincent, il ragazzo moro, brucia delle scarpe di ginnastica, oppure quando – di fronte ad uno specchio – si depila quasi maniacalmente, come se si trattasse di un rituale nervoso, ma necessario. In seguito comincia a svilupparsi la trama del film, a partire dall’incontro dei due ragazzi, conosciutisi grazie ad un’amica in comune (Thérèse Svensson): un rapporto che progredisce di volta in volta, all’insegna di una normalissima relazione, se non fosse che cominciano a farsi strada delle ombre tra i due, palesate dall’atteggiamento di Vincent, che sembra continuamente combattuto tra l’amore per Gustav e la volontà di distanziarsene.
Alla fine Vincent, nonostante provi addirittura a mandare via Gustav, preferisce dare ragione al cuore, trascorrendo un’ennesima notte di passione con il suo compagno, ma al mattino sparisce dalla casa sul lago, nascosta in mezzo ad un bosco tipicamente scandinavo. Ciò provoca la preoccupazione di Gustav, che al risveglio si lancia nella sua ricerca, setacciando la foresta nelle vicinanze dell’abitazione.
Quando lo trova scorge in lui qualcosa di drammaticamente diverso, l’ombra che avvolgeva l’animo di Vincent si è fatta tangibile e concreta in una terribile metamorfosi che lo costringe a condividere il suo corpo con quello di una bestia. E stavolta non riuscirà ad evitare all’amato una sorte drammatica, motivo per cui il film si chiude con le lacrime dell’omicida versate per la sua stessa vittima, per un amore spezzato.
Un tentativo riuscito di presentare in maniera particolare le difficoltà con le quali ancora oggi il mondo gay si trova confrontato: basti pensare al fatto che la vicenda si svolge in un ruolo isolato, dato difficilmente casuale, per mettere in evidenza lo stato semi-clandestino in cui si devono sviluppare certe relazioni tra gay o lesbiche, ma lo stesso fil rouge dell’amante che deve respingere l’amato è una chiara metafora di una società, la nostra, che ancora fatica a dare centralità alla normalizzazione dell’omosessualità. Se nel film l’elemento dissuasivo che spinge Vincent a respingere Gustav per il suo bene è una bestia prestata dalla fantascienza, nella realtà la ferocia è quella dei pregiudizi ancora caldi, conditi dall’ignoranza in materia che ancora in maniera eccessiva popola le opinioni della gente, arrivando addirittura a mettere in seria difficoltà l’esistenza di persone che hanno operato un certo tipo di scelte sentimentali e sessuali piuttosto che altre.
Séptimo è un cortometraggio efficace, a tratti commovente e capace di lanciare un messaggio chiaro e importante, ma non banale. Buona la fotografia di Alexander Westergårdh, che rende la bellezza degli scenari in cui è ambientato il film. Questo articolo ha ricevuto 4938 visite.
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