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| Verona: ultimatum, proteste e patrocini. Spettacolo omosex sotto assedio, stasera al Camploy |
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| The show must go on, lo spettacolo si farà. Ma andrà in scena in recita unica, senza lo spettacolo mattutino riservato alle scuole e con qualche taglio al copione, ripulito dai passaggi più «coloriti» |
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| Giovedì 05 Maggio 2011 |
| di Corriere del Veneto |
| in Spettacoli |
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Verona - Dopo un mese di polemiche incandescenti, si apre stasera il sipario al teatro Camploy (nella foto) sul Giulietta e Romeo in versione omosex, sostenuto con patrocinio e contributo da Comune e Provincia in occasione della Giornata mondiale contro l'omofobia. Un debutto accompagnato da ultimatum e invettive, con i cattolici tradizionalisti che fino all'ultimo hanno chiesto di sospendere il sostegno e di negare il teatro allo show.
Ma da Comune e Provincia nessun dietrofront. Così per «Divercity» , proosso dal Gruppo Gasp e diretto dal regista Gaetano Miglioranzi, si preannuncia un'atmosfera effervescente. Un pienone dentro, con i 400 posti a ruba tra politici, associazioni e cittadini incuriositi dal tam-tam. E un grande affollamento fuori, per la protesta dei tradizionalisti e si vocifera pure di una contestazione di Forza Nuova e altri possibili blitz nel teatro. Perciò, sul rovente triangolo di Veronetta, veglierà la Digos. Una miccia esplosiva, che ora in molti cercano di spegnere.
Al regista non è arrivata solo la richiesta di far vedere il copione, ma anche di «epurare» gli eccessi. Spariti un dialogo tra mamma e figlio sull'omosessualità e un'esclamazione a tema religioso. Miglioranzi, a un certo punto, sarebbe sbottato spazientito: «Basta, il copione è mio e non lo tocco più» . Ed è anche saltato lo spettacolo mattutino previsto per le scuole superiori. Con un piccolo giallo. Perché i cattolici rivendicano che è stata una telefonata di Giovanardi al Provveditorato a far fare dietrofront.
Versione smentita dai promotori, che dichiarano come già da settimane le scuole abbiano manifestato la difficoltà di essere presenti in un mese dedicato agli scrutini. Conferma l'assessore ai Servizi Sociali, Stefano Bertacco: «Il Gasp ci ha comunicato da tempo che in maggio gli studenti sono impegnati. Mi dispiace di tutto questo baillame, perché non aiuta a stemperare gli animi e a creare il clima giusto per la serata» . Martedì il sottosegretario Carlo Giovanardi ha telefonato all'assessore Bertacco chiedendo di poter leggere il copione del recital.
«Se è per questo ho parlato anche con il sindaco Tosi e con il presidente della provincia Miozzi. Ma finora non ho ancora ricevuto nulla» , spiega. Il sottosegretario vuole capire quale sia la «morale» dello spettacolo. «Se è contro l'omofobia, mi va bene. Ma se si racconta dell'amore di Romeo nei confronti di un altro Romeo, allora l'appoggio di Comune e Provincia mi lascia molto perplesso» . Il problema, secondo Giovanardi, è proprio questo: «La tragedia di Shakespeare in versione gay rischia di scatenare polemiche e divisioni, non certo di favorire la tolleranza.
Far passare il messaggio che una coppia omosessuale è la "normalità"va perfino contro la Costituzione che sancisce che il nostro è un paese fondato sul matrimonio. Matrimonio tra uomo e donna, naturalmente. Per fortuna i presidi hanno avuto il buonsenso di fare un passo indietro e non portare gli studenti a questo spettacolo» . Critico anche un ex compagno di partito di Giovanardi, il consigliere regionale dell'Udc Stefano Valdegamberi: «Non è il momento per sponsorizzare forme di famiglia diversa da quella tradizionale.
Quanto a Giovanardi, meno proclami e più fatti, pensi piuttosto a recuperare i soldi che il suo governo ha tagliato alle famiglie» . Ma Stefano Pini, che interpreterà Giulietta, scrolla le spalle: «Non mi spaventano questi attacchi. Sono montati ad arte da una minoranza intollerante».
«Il bacio? Certo che ci sarà, perchè trionfi l'amore I politici stiano tranquilli»
Verona - Gaetano Miglioranzi, 50 anni, è l'ideatore e il regista dello spettacolo «Divercity» , che andrà in scena questa sera dopo aver creando scandalo, soprattutto tra i politici. Per undici anni ha diretto la Scuola di Teatro Studentesco di Verona, al Liceo Maffei. Autore di oltre trenta testi comici e drammatici, tutti rappresentati in Italia e all'estero, da vent'anni lavora nel teatro lirico e di prosa come regista, attore e drammaturgo. Se l'aspettava tutto questo scalpore? «No di certo. Quando mi hanno proposto di dirigere quest'opera contro la discriminazione nei confronti delle coppie gay, mi sono chiesto se fosse davvero utile rappresentarla a Verona.
Pensavo di no, perché in fondo siamo in Italia, mica in un paese islamico...» . E ora cosa ne pensa? «Che le polemiche e lo scandalo suscitati da questa iniziativa dimostrano che mi sbagliavo» . In molti hanno criticato questa iniziativa. Giovanardi ha perfino telefonato a sindaco, assessore e presidente della Provincia per avere il copione... «Ringrazio il sottosegretario, in fondo ci sta facendo pubblicità...» . Anche lo spettacolo per le scuole è stato snobbato dai presidi... «Non credo sia stata una decisione dovuta alle polemiche né tanto meno al tema trattato. Semplicemente avevano altri impegni»
Chi vi ha sostenuto? «L'assessore Stefano Bertacco e la consigliere Elena Traverso ci sono sempre stati vicini, in queste settimane» Dove è ambientato lo spettacolo? «Sulla falsa riga della tragedia di Shakespeare, abbiamo immaginato la rivalità di due famiglie che frequentano due locali di Verona. Tra i clienti del bar sport, tradizionalista e "di destra", c'è Giulia, che tutti credono donna e che in realtà è un uomo. Tra quelli del bar Rainbow, più "libertino"e frequentato da molti gay, c'è invece Romeo» . Tra i due nasce l'amore... «Certo, quella che raccontiamo non è una tragedia, qui nessuno muore e l'amore trionfa. Ma quella di Romeo e Giulia è una relazione tormentata, che dovrà essere più forte della rivalità di pensiero che divide le due famiglie. Perfino gli amici gay di Romeo lo prendono in giro, perché inizialmente credono si sia innamorato di una donna» . Alcuni politici temono vengano rappresentate scene di passione tra gay... «Non ci sarà nulla di spinto, possono stare tranquilli» . Neppure un bacio? «Beh, quello è inevitabile. In fondo anche Shakespeare fa dire a Romeo: "E così con un bacio io muoio"» . Questo articolo ha ricevuto 2114 visite.
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