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| Torino: tutti i sessi di Hollywood sullo schermo del cinema gay |
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| Il 26° Festival diretto da Giovanni Minerba (foto) fa "pansessuale" e celebra il tema della memoria. S´inizia giovedì con lo svedese "Four more years", storia dell´amore "omo" tra leader politici |
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| Venerdì 22 Aprile 2011 |
| di la Repubblica - Torino |
| in Spettacoli |
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Torino - Nell´ottica "pansessuale" con cui quest´anno ecumenicamente il 26° festival "Da Sodoma a Hollywood" punta a inglobare tutto lo scibile erotico, ci attende una settimana cinefila assai variegata: si va dal biopic dell´icona fashion Veruschka ai documentari choc sui ragazzi gay lapidati in Iran, dai titoli vintage del repertorio omosex alle commedie lesbo a lieto fine ai porno horror notturni, presentati da Dario Argento. Insomma, ne vedremo delle belle. A cominciare dal film di apertura, giovedì al Uci del Lingotto (cerimonia inaugurale alle 21, ospite la cantante Noemi in un set acustico), sul tema che in Italia è diventato, ahinoi, il tormentone nazionale: il sesso e la politica. Ma la storia di "Fyra år till" (Four More Years), come la sua autrice, Tova Magnusson, sono svedesi. Si racconta di un leader liberale che s´innamora del capo dell´opposizione socialdemocratica. Dalla camera dei deputati alla camera da letto: battuta scontata, non fosse realtà (e non necessariamente solo etero) qui da noi.
Tra gli eventi di questa edizione, che omaggia alla carriera il danzatore, coreografo e icona queer Lindsay Kemp al quale il 1° maggio verrà assegnato il Premio Dorian Gray, c´è l´arrivo in città di Veruschka, già "donna più bella del mondo" scoperta dal cinema italiano in "Blow-Up" di Antonioni, oggi depositaria di una biografia personale che è la sintesi di mezzo secolo: dall´infanzia di perseguitata dopo la guerra (il padre fu tra i cospiratori dell´attentato a Hitler) ai trionfi nel mondo della moda negli anni Sessanta al recente lavoro di artista, fotografa e body painter.
«Tema conduttore del concorso - racconta il coordinatore artistico Fabio Bo - sarà la memoria». Otto titoli da tutto il mondo (tra cui uno, il thailandese "Insects in the Backyard", di una regista transessuale: Tanwarin Sukkhapisit) con uno sguardo al passato. In giuria lungometraggi Carmine Amoroso, Maria Pia Fusco, Gianni Farinetti, Mehdi Ben Attia (autore del film di apertura dello scorso anno, "Le fil", con Claudia Cardinale) e Pratibha Parmar. In gara anche un film italiano, "Kbiria" di Sigfrido Giammona, in concorso cortometraggi. Tre titoli made in Torino fuori concorso nella sezione Binari: "Camminando verso" di Roberto Cuzzillo, storia d´amore al femminile sullo sfondo della guerra nella ex Jugoslavia, il documentario "Angels on Death Row" di Rocco Bernini e Alessandro Golinelli, sulle persecuzioni del regime talebano sui giovani omosessuali, e il corto di Chiara Pacilli "Nuvola benedetta" che racconta come l´anno scorso durante festival si siano incrociati, tra sacro e profano, il popolo gay, il Papa, i pellegrini della Sindone e, su tutti, la nube del vulcano islandese.
In programma anche due corti di James Franco (da cui si attende il coming out definitivo) "The Clerk´s Tale" e "Masculinity & Me", la biografia della figlia di Cher, Chaz Bono, che ha cambiato sesso ("Becoming Chaz" di Fenton Bailey e Randy Barbato), due focus sull´omofobia, una sezione "lesbian romance". L´immagine e il trailer del festival sono firmati da Massimo Fenati, autore degli irresistibili pinguini gay Gus & Waldo. Tra gli ospiti ci sarà anche il nipote dell´icona del movimento per i diritti degli omosessuali Harvey Milk: Stuart Milk, consigliere di Barack Obama, che presenterà il documentario "Stonewall Uprising" di Kate Davis e David Heilbroner. Tra le star in locandina anche le bellissime Francesca Inaudi e Sandra Ceccarelli, protagoniste in versione lesbo di "Il richiamo" di Stefano Passetto, dal 6 maggio nelle sale.
Arrivederci Cota, arriva la Carfagna
Torino - Patrocini che vanno, patrocini che vengono. Perso quello della Regione, il festival di cinema gay, alla vigilia dell´inaugurazione di giovedì, guadagna quello del Ministero per le pari opportunità. Mara Carfagna pare si sia battuta personalmente per dare quel che il governatore leghista Cota (per un pelo, con maggioranza risicatissima in Consiglio) ha tolto. Un gesto che ha un po´ consolato il malumore del direttore Giovanni Minerba, ieri al tavolo delle autorità orfano di un rappresentante della Regione per la prima volta da ventisei anni. C´erano in compenso Alfieri e Perone, e l´ex assessore Marzano, storico sostenitore della kermesse, a sopperire all´assenza. Perone stigmatizzando filosoficamente la «propaganda per antifrasi» fatta da chi ha negato il patrocinio, Alfieri sottolineando pure lui il «contributo involontario» che grazie alla querelle sul marchio il governo Cota ha dato suo malgrado, in termini mediatici, al festival.
Ma in verità il contributo dato dalla Regione a "Da Sodoma a Hollywood", per il tramite del Museo del Cinema che da sei anni organizza la rassegna, al di là dei giochi dialettici, è sostanziale: 225 mila euro lo scorso anno, poco meno in questa edizione. Il budget, in previsione, avrà un calo del 10 per cento. Erano 620 mila euro nel 2010 (265 mila dal Comune, 40 mila dal Ministero, 15 mila dalla Provincia, 3.500 dalla Crt e 35 mila da altri sponsor, oltre a quelli della Regione); saranno 560 mila, salvo sorprese, grazie al reintegro del Fus, nel 2011.
Tra gli sponsor entra quest´anno Parks, associazione che promuove diritti e pari opportunità nelle aziende (tra i suoi soci Ikea, Telecom, Johson & Johnson). Ad ospitare la kermesse sono l´Uci del Lingotto per la première e poi il Massimo, epicentro della città cinefila. La manifestazione durerà sette giorni, dal 28 aprile al 4 maggio, un giorno in meno rispetto al passato per assorbire il taglio al budget. Questo articolo ha ricevuto 862 visite.
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