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| Torino: sul patrocinio al festival gay Cota sfiora l´autogol |
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| Pomeriggio di fuoco ieri in Consiglio regionale sul mancato patrocinio al Festival del cinema gay, negato per la prima volta quest´anno dall´assessore Michele Coppola |
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| Giovedì 21 Aprile 2011 |
| di la Repubblica - Torino |
| in Spettacoli |
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A salvare la maggioranza sono stati i sei astenuti che, secondo il regolamento, vengono considerati equivalenti ai voti contrari. Salvataggio che non ha nascosto però le divisioni che la polemica ha aperto all´interno del centrodestra sia tra Pdl e Lega sia, nel Pdl, tra la componente "laica" e quella più vicina al Carroccio.
La votazione è avvenuta, dopo una discussione di quasi un´ora sull´interpretazione del regolamento, con voto segreto. Ma i numeri dicono che hanno votato sì, quindi con l´opposizione, anche quattro consiglieri di maggioranza, considerato che nei banchi della minoranza mancavano i due consiglieri dell´Udc e l´ex presidente Mercedes Bresso. Il dato politico è chiaro e fotografa una profonda spaccatura nel Pdl, anche perché è stato alla fine decisivo il voto del presidente del Consiglio, Valerio Cattaneo (che per prassi, come avviene per Camera e Senato, dà la presenza, ma non vota, ieri invece, in modo del tutto insolito, l´ha fatto). Il risultato è che la maggioranza si è salvata per un voto, proprio come è capitato appena due settimane fa sulla vicende delle quote latte.
La votazione ha messo fine a un pomeriggio di bagarre soprattutto tra i banchi del Pdl. Durante tutta la mattinata si sono inseguite le versioni su come si sarebbero comportati i consiglieri di maggioranza. La Lega infatti si è sempre espressa contro la possibilità che il logo della Regione apparisse sulle iniziative del festival gay, mentre la posizione dei consiglieri del Pdl appariva fin da subito più variegata. Il consigliere Gianpiero Leo - che da assessore ha sempre concesso il patrocinio, motivandolo con «la difesa della libertà» - nei giorni scorsi aveva sponsorizzato la possibilità che sul tema venisse lasciata ai consiglieri libertà di coscienza. Linea che però non ha convinto, complice, pare, anche un tentativo telefonico di "mediazione" del presidente Cota che è stato il vero ispiratore del veto di Coppola.
Nella pausa pranzo poi è avvenuta la retromarcia: troppo alto il rischio di andare sotto e di far così passare l´ordine del giorno dell´opposizione. Se il rischio era chiaro, molto meno la soluzione. La seduta pomeridiana è stata infatti ritardata di oltre un´ora e mezza per una riunione del gruppo Pdl. Al rientro in aula l´accordo era che fosse il capogruppo Pedrale a prendere la parola per annunciare il voto contrario e sostenere come in realtà la questione fosse tecnica: «la Giunta non ha concesso il patrocinio perché nessuno l´ha mai chiesto e non è il caso di farne una questione di principio a favore o contro i gay perché sono stati comunque garantiti i finanziamenti». È stato invece a sorpresa in compagno di partito Gianluca Vignale il primo a parlare, scatenando l´ira di alcuni colleghi: un altro pidiellino Daniele Cantore ha abbandonato l´aula urlando ai suoi «siete un gruppo di cialtroni» e Pedrale ha attaccato Vignale sostenendo che gli accordi erano diversi.
Il pd ha chiesto allora il voto segreto, sperando di stanare quei consiglieri della maggioranza pronti a sostenere il patrocinio al cinema gay. Pdl e Lega hanno però chiesto l´appello nominale: è stata di nuovo battaglia regolamentare. Alla fine si è deciso per il voto segreto. E la maggioranza ha di nuovo rischiato grosso: «Le divisioni del centrodestra sono evidenti – ha attaccato il capogruppo Reschigna – e in questa occasione la maggioranza ha scelto di rompere una tradizione, che dura da 26 anni, di rispetto dei diritti delle minoranze, negando il patrocinio a un festival che fa onore a Torino e al Piemonte in tutta Europa». Questo articolo ha ricevuto 981 visite.
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