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| Raffaella Carra', da Mina ai 'fagioli', da Carramba a Sinclar |
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| Una carriera unica e fantastica, ripercorsa da un bell'articolo de Il Giorno. "Ed ora a Raffa l'aspetta da Düsseldorf l'Eurofestival su Rai 2, per portare fortuna al giovane Gualazzi" |
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| Lunedì 18 Aprile 2011 |
| di Il Giorno |
| in Spettacoli |
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Benedeti dalla fama televisiva, come si conviene nella nostra era mediatica, presto si uniranno all'altare della prima serata, due personaggi che hanno ben poco in comune, uno, appena nato alla notorietà e di cui già in molti hanno dimenticato il nome, e l' altra, una icona, un cult, un mito, come viene definita dai più nostalgici. Sono Raffaella Carrà, conosciuta trasversalmente da nonni e nipoti, amata e rimpianta, regina dei recessi più reconditi degli archivi televisivi a cominciare dal 1962 con Il paroliere questo sconosciuto' e Raphael Gualazzi, il cantante e pianista che ha vinto quest'anno nella categoria Giovani' al Festival di Sanremo. Il prossimo 14 maggio, lui gareggerà a nome dell'Italia all'Eurosong, come è stato ribattezzato l'Eurofestival, e lei condurrà il collegamento segnando ufficialmente il suo ritorno in Rai, dopo l'apparizione con Gianni Boncompagni da Fazio a Che tempo che fa' su Rai 3, e con il deejay Bob Sinclar, da Insinna a Canale 5, alla finalissima della Corrida'. Tanto per far vedere che è viva e vegeta, in forma e non depressa o rifatta, e non demorde come Mina, che non appare, ma ogni anno, con un album, si fa ancora sentire con la sua splendida voce e come testimonial degli spot della pasta, entrambe prede ambite e inavvicinabili per L'Isola dei Famosi'.
Proprio con Mina, la Raffa nazionale, insignita così del titolo glorioso anche se non ha 150 anni come l'Italia, ha segnato la stagione più brillante televisiva, quella di Mille luci' del 74 con la regia di Falqui. Belle e giovani, si completavano a vicenda regalando al pubblico le loro performance sul filo della rivalità, che non le mortificava in una sterile battaglia ma le incentivava a dare il meglio della loro arte. In molti rimpiangono i programmi di Raffaella, che ancora adesso quando appare fa salire gli ascolti, che pure facevano polemizzare sull'uso dei sentimenti straziati famigliari. Si chiedono, insomma, perché non abbia potuto condurre qualche altra edizione di Carramba che sorpresa!', la zia di C'è posta per te', il fortunato programma della De Filippi, che come Carramba', basa il successo sulle classiche agnizioni, ovvero i ritrovamenti sperduti nel tempo e nella infelicità parentale. In sintonia con i gusti del pubblico, ma anche innovatrice, Raffaella si è inventata la schiera dei valletti maschi, ma soprattutto in Io, Agata e tu' ha scandalizzato nel '69 con l'ombelico desnudo il casto pubblico di un tempo: per capirci, poco tempo prima le gemelle Kessler avevano dovuto coprire le gambe con la calzamaglia nera e ciò nonostante suscitavano i desideri erotici maschili. Allora nessuno avrebbe potuto immaginare che nel terzo millennio ci sarebbero stati interi talk show a stigmatizzare l'uso improprio del corpo femminile, ben più spogliato del pancino della Carrà, mentre il turpiloquio dei reality viene a stento coperto da pietosi, quanto inutili, bip. Insomma, non c'è pace nel mondo televisivo, che oscilla tra la vetero ipocrisia dei sepolcri imbiancati e l'eccesso, altrettanto ipocrita, della pseudo liberazione dai tabù della buona creanza. Raffaella Maria Roberta Pelloni si è esposta ai riflettori fin da quando era bambina e dalla nativa Bellaria-Igea Marina in provincia di Rimini si spostò a Roma con la mamma e il fratello maggiore, per seguire le lezioni di danza di Jia Ruskaja che aveva fondato l'Accademia Nazionale di Danza. Ma era destino che non dovesse diventare una ballerina classica e che la sua vita non sarebbe stata legata sulla punta delle scarpette agli esercizi alla sbarra. Era il 1952 quando, piccola e tenera, esordisce in un film, di Mario Bonnard,Tormento del passato'. Nel suo carnet ci sono altri nomi di registi importanti, Alessandro Blasetti, Florestano Vancini, Mario Monicelli e Lizzani.
Tutto, quindi, faceva supporre che Raffaella Pelloni, con il nome d'arte Carrà, sarebbe diventata un'attrice famosa, se non altro per avere avuto l'onore di recitare, come Virna Lisi, con Frank Sinatra in Il colonnello Von Ryan', per la regia di Mark Robson. Ma era in agguato la televisione e come in Sliding doors', il destino si era divertito ad aprirgli una porta diversa. Il vero, immenso successo di una televisione monopolista, Raffaella lo raggiunse improvvisamente, cantando, ballando e conducendo, facendo impazzire il pubblico con Maga Maghella e il Tuca Tuca. «Mi piaci, ah ah ah» risuona ancora fresco su You Tube, avendolo cantato e ballato anche di recente con Patty Pravo. Pigmalioni della sua carriera, fu prima Lelio Luttazzi, che con pazienza le aggiustava la voce per cantare le canzoncine orecchiabili televisive, e poi Gianni Boncompagni, il geniale autore che con Renzo Arbore dissacrava la conduzione radiofonica. Trent'anni fa divennero compagni, prendendo la casa uno accanto all'altra e ora sono rimasti amici e condomini. Gli uomini di Raffaella sono appunto quelli legati al lavoro, come il coreografo e regista Sergio Iapino, presenze forti come una roccia che hanno contribuito a renderla famosa anche in Spagna e in Sud America. I legami duravano parecchi anni e bisogna dare atto che di vero amore si trattava, soprattutto con Japino, che con gli anni è diventato molto più bello, se così si può dire, di quanto lo era da giovane, sottoposto com'era alle impietose parodie dei comici che andavano a nozze prendendolo in giro. Del resto, Raffaella è dotata di senso dell'umorismo, quello che le ha permesso di sopravvivere alle avances spettacolari di Roberto Benigni che l'ha sbattuta per terra davanti a milioni di telespettatori. Ed ora a Raffa l'aspetta da Dusserdolf il collegamento l'Eurosong su Rai 2, per portare fortuna, come con i mitici fagioli di Pronto Raffaella', al giovane e bravo Gualazzi. Prelude' a un vero ritorno? Carràmba che sorpresa! Questo articolo ha ricevuto 727 visite.
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