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| Raffaella Carra' e Bob Sinclar sabato in diretta a 'La Corrida' |
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| E sull'Eurofestival: «In Spagna c'è una febbre pazzesca, con 400 giornalisti accreditati. Ogni volta che mi chiedevano perché l'Italia non c'è non sapevo cosa rispondere» |
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| Giovedì 14 Aprile 2011 |
| di Corriere della Sera |
| in Spettacoli |
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Milano - La regina del Tuca Tuca e il re delle discoteche. La 67enne conduttrice che ammaliò il mezzogiorno degli italiani con un quiz elementare e impossibile (indovina quanti fagioli ci sono in un barattolo, ipnosi per milioni di spettatori nel 1983) e il 41enne dj francese che incassa cinquantamila euro a serata, trecentomila per un San Silvestro esotico e come automezzo ha un jet privato. Raffaella Carrà e Bob Sinclar. A prima vista due parallele che non si incontrano nemmeno all'infinito.
E invece lui l'ha corteggiata «Ah, Raffaellà... È la mia superdiva» e lei ha ceduto e gli ha dato il permesso di usare una sua canzone. «A far l'amore comincia tu» , anno 1976, che già dal titolo non lascia dubbi, è tornata nelle discoteche in un remix techno con il titolo abbreviato di «Far l'amore» e i nuovi arrangiamenti sincopati di Sinclar. Sabato la strana coppia si esibisce nella puntata finale della «Corrida» su Canale 5, altro paradosso, due super professionisti nella casa dei dilettanti allo sbaraglio.
Sinclar (foto sopra) ha usato parole di ammirazione prossime alla devozione, come è nato il progetto? «A Sinclar piaceva questo mio pezzo che è più famoso all'estero che in Italia. Mi ha telefonato, mi ha detto di ricantare le strofe e che al resto ci pensava lui. Ora si sta scatenando l'inferno, arrivano richieste di interviste da tutte le parti» . Dica la verità, lei sapeva chi era Sinclar? «Mica tanto» . Un modo gentile per dire che per lei era un illustre nessuno... «Per me il suo è un mondo un po' sconosciuto. Sono rimasta alle discoteche degli anni 70 e 80.
Un mio amico che ha fatto da tramite mi aveva spiegato chi era, poi ho guardato su internet per farmi un'idea. Ho chiamato anche Gianni Boncompagni, che con Franco Bracardi era autore della canzone: era perplesso, poi è andato a cercare chi era e mi ha detto: "questo è micidiale"» . E quando vi siete visti? «Con il tempo diventi psicologo e capisci le persone dalle facce, ho subito pensato: questo Sinclar è uno forte. A cantare le strofe ci ho messo cinque minuti, la so ancora a memoria, e poi mi ha mandato il risultato, molto carino.
Adesso è saltata fuori questa cosa della "Corrida": quando mi chiedono qualcosa che riguarda Corrado non dico mai di no, è sempre stato un amico leale e serio. E allora mi è venuta l'idea: perché non portiamo anche lui» . Sinclar la voleva anche nel video della canzone. «Purtroppo avevo degli impegni e non ce l'ho fatta. Ho anche scoperto che ha usato delle mie immagini su un brano suo a mia insaputa: orami con la tecnologia si fa di tutto, ma non mi voglio vedere, preferisco non sapere niente. Io il computer lo uso solo come macchina per scrivere» . Ha mai visto un dj set di Sinclar? «Il primo maggio andrò a Madrid, anche per farmi un'idea di come sono le discoteche di oggi.
Nelle discoteche non si balla più, quando andavo io, fino al 1978/80 ti potevi scatenare alla Tony Manero, c'era un sacco di spazio per muoversi» . La Carrà quando torna in tv? «È la domanda da un milione di dollari. Sarei contenta di tornare, non tanto per farlo, ma con un bel progetto, con il supporto della rete. Mi avevano fatto una proposta, cinque serate su Rai1, ma non mi piaceva tanto e ho detto no. Ho una vita ricca di altre cose, non vivo solo per la tv. Sono fuori da tre anni, mi sono tolta tante soddisfazioni, se non arriva niente posso farmi una bella partita a tressette» .
Ora commenterà per Raidue il 14 maggio l'Eurofestival musicale. «In Spagna per l'Eurofestival c'è una febbre pazzesca, con 400 giornalisti accreditati. Ogni volta che mi chiedevano perché l'Italia non c'è non sapevo cosa rispondere. Può essere una manifestazione molto kitsch, o stramba, comunque strana, è una roba grandiosa. Quest'anno la musica italiana rientra in questo mondo europeo, e visti i tempi, mi sembra un bel segnale» . Il fatto che non la vediamo in tv ha a che fare con il canone estetico predominante? «Non è questo il problema. Se ti vuoi tirare, rifare, fino a sembrare un burattino puoi farlo. Ma la gioventù sta dentro di te, se gli occhi non sono accesi puoi tirati fin che vuoi, se sono accesi qualche ruga in più non si nota. Un dirigente tv ha il dovere di lanciare nuove persone, ma anche di curarle. Io ai miei tempi venivo fustigata. Sono andata a scuola di danza, mi sono messa a studiare lo spagnolo. Il sacrificio ci vuole» .
Bob Sinclar, pseudonimo di Christophe Le Friant. Lei all'anagrafe fa Raffaella Pelloni. Da dove viene Carrà? «Mi storpiavano sempre il cognome. Allora lo sceneggiatore Dante Guardamagna mi suggerì di associare il nome Raffaella, che ricorda il pittore Raffaello, a un cognome di un pittore moderno. Gli dissi che non mi piaceva. Però ora tutti mi chiamano la Carrà, con quel bell'accento sulla a» . Questo articolo ha ricevuto 663 visite.
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