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| Regione Piemonte revoca il patrocinio al Torino Gay & Lesbian Film Festival |
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| E' un gesto gravissimo a meno di un mese dall'inizio della kermesse, con tutti i materiali in produzione ed è ascrivibile all'atto intimidatorio di una giunta schiacciata sull'ideologia più retriva |
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| Giovedì 31 Marzo 2011 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Spettacoli |
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Torino - La Regione Piemonte non tolga il proprio logo dal Festival del Cinema Gay, una delle manifestazioni europee più importanti su questo ambito: lo chiede il Pd piemontese con il consigliere regionale Nino Boeti.
In un'interrogazione, Boeti chiede se è vero che "l'assessore regionale alla Cultura del Piemonte, Michele Coppola, ha intenzione di negare il logo della Regione al Festival" sottolineando che "l'intenzione sarebbe stata già comunicata in via ufficiosa. Ed è in assoluta controtendenza con l'atteggiamento sempre avuto dalla Regione Piemonte, indipendentemente dal colore politico delle giunte che si sono succedute".
"Il Piemonte - aggiunge - è sempre stata una Regione aperta e rispettosa dei diritti di tutti, che ha fatto dell'accoglienza una delle ragioni del suo sviluppo". "Spero che l'assessore - dice ancora - non intenda davvero ufficializzare il ritiro del logo. Altrimenti emergerebbe una concezione discriminatoria nei confronti dei gay, per lo meno sul piano della legittimità culturale, da parte dell'uomo che il centrodestra vorrebbe eleggere sindaco di Torino".
Duro il commento di Giovanni Caponetto, presidente dell'Arcigay Torino: "Un gesto gravissimo, compiuto a meno di un mese dall'inizio della kermesse, con tutti i materiali in produzione. Ci chiediamo quale idea di Torino abbia Michele Coppola, assessore regionale alla Cultura e candidato sindaco del centrodestra, se si diletta a revocare l'investitura istituzionale della Regione al più antico e riconosciuto festival a tematica Lgbt italiano, uno dei principali in Europa".
Il candidato sindaco del centrosinistra, Piero Fassino, rincara la dose e parla di "incomprensibile atto di discriminazione" e di "una scelta assurda in una città da sempre all'avanguardia sul tema dei diritti". Critiche anche l'ex presidente Mercedes Bresso: "Comportamento vergognoso e assurdo, che denota una giunta omofoba). E la consigliere regionale di Sel, Monica Cerutti: "Auspichiamo che non sia così, altrimenti sarebbe un bruttissimo segnale per la subalternità culturale che verrebbe dimostrata dal candidato sindaco a Torino per la coalizione di destra". (Repubblica.it)
Torino - Apprendiamo in questo istante che l'assessore alla Cultura della Regione Piemonte Michele Coppola ha revocato il patrocinio e l'uso del logo per la 26° Edizione del "Da Sodoma ad Hollywood" Film Festival: il principale evento cinematografico tematico dedicato alla cultura LGBT in Italia.
E' un gesto gravissimo a meno di un mese dall'inizio della kermesse, con tutti i materiali in produzione ed è ascrivibile all'atto intimidatorio di una giunta di fatto schiacciata sull'ideologia più retriva che il governatore Roberto Cota, leghista e rampollo di Bossi, ha imposto a tutti i suoi collaboratori.
Ci chiediamo quale idea di Torino abbia Michele Coppola - candidato sindaco di tutto il centrodestra - se nella parte finale del suo mandato si diletta a revocare il patrocinio, quindi l'investitura istituzionale, al più antico e riconosciuto festival a tematica LGBT italiano, uno dei principali in Europa. Questo gesto contraddice completamente l'idea di una Torino aperta alle sfide del futuro, alla diversità e alla dimensione internazionale, descrivendo invece una città grigia, impaurita e magari anche omofoba: una città che attualmente non esiste.
Non è un caso che il nostro Comitato, che opera sul territorio torinese da alcuni anni, nato dall'esperienza del Pride nazionale del 2006 a Torino, abbia deciso di dedicare il suo nome proprio ad Ottavio Mai che, insieme a Giovanni Minerba (l'attuale Direttore) ha fondato questo festival nel 1985. L'esistenza e la crescita di questo appuntamento sono legate indissolubilmente alla crescita della cultura della diversità e del rispetto che ha reso Torino, culla dell'intero movimento LGBT italiano, uno dei luoghi migliori in cui vivere.
Vogliamo festeggiare i 150 anni della Repubblica Italiana, e non di quella Padana, nel rispetto della nostra storia. Chiediamo pertanto all'assessore Coppola di fare un immediato passo indietro, restituendo al Festival del Cinema LGBT di Torino tutta la dignità e l'attenzione che gli spettano. (Giovanni Caponetto - presidente Arcigay Torino "Ottavio Mai") Questo articolo ha ricevuto 595 visite.
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