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| Rovigo: comparse nude (foto) nel Rigoletto di Verdi. L'ex sindaco solleva la polemica |
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| Avezzu' (Pdl): «Scene di cattivo gusto per attirare l'attenzione». Ed è in arrivo la moratoria contro le pubblicità osè |
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| Lunedì 28 Febbraio 2011 |
| di Corriere del Veneto |
| in Spettacoli |
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Rovigo – Polemiche per l'impiego di comparse nude nel Rigoletto di Giuseppe Verdi, portato in scena al Teatro Sociale di Rovigo sotto la regia di Stefano Poda. Una questione che emerge a un mese dall'esibizione senza veli di Vincenzo Carpino nell'Otello, presentato al Comunale di Vicenza ma accolto senza particolari clamori da parte del pubblico. In Polesine, invece, pare andare diversamente e a sollevare il malcontento è addirittura l'ex sindaco Paolo Avezzù (Pdl - Forza Rovigo), oggi consigliere d'opposizione nel centrodestra. «Per buona parte del secondo atto – racconta - il tenore Giordano Lucà, che interpretava il duca di Mantova, è stato circondato da cinque ballerine a seni nudi, in bella evidenza, e da un ballerino vestito come mamma l'ha fatto. Ma cosa c'entravano queste scene di nudo con la collaudata tradizione del Rigoletto di Verdi? Niente, solo scene di cattivo gusto in omaggio alla moda di usare la nudità per attirare l'attenzione».
Avezzù pone anche un problema di natura politica, dato che il Comune di Rovigo si appresta ad approvare, primo nel Veneto, una moratoria contro le pubblicità lesive dell'immagine e della dignità delle donne, su proposta dell'assessore Giovanna Pineda (Fds – Prc). Ed è proprio Pineda a rispedire al mittente la considerazione. «Ho stima di Avezzù e mi pare una caduta di stile dovuta all'imminenza della campagna elettorale – spiega – la nostra iniziativa non intende coprire le gambe dei tavoli come in epoca vittoriana, ma accompagnare un lavoro sulle pari opportunità che ha coinvolto anche le scuole. La nostra iniziativa si lega a un progetto Udi che ha avuto l'adesione anche del ministro Mara Carfagna. Un conto è la valorizzazione artistica dei corpi, altro è la loro mercificazione». Ribatte anche il titolare della Cultura, Riccardo Rizzo: «Mi fa piacere che l'ex sindaco si sia accorto di essere al teatro e non ad Arcore. Battute a parte, non penso stia a noi discettare sulle scelte artistiche e, in ogni modo, non è stato superato il limite. Anche a me l'impiego dei nudi non ha entusiasmato, ma è una questione di gusti. E ciò non toglie che Poda sia un regista molto bravo, un grandissimo talento emergente secondo molti critici». Questo articolo ha ricevuto 2000 visite.
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