 |
| Chistina protagonista ma in «Burlesque» ha il sopravvento la sorprendente Cher |
 |
| Burlesque è un titolo che vale doppio: indica il genere di spettacolo - un varietà con accentuazioni erotiche - cui si riferisce il film e dà il nome al cabaret di Los Angeles |
 |
| Venerdì 25 Febbraio 2011 |
| di La Provincia di Sondrio |
| in Spettacoli |
|
 |
|
Burlesque è un titolo che vale doppio: indica il genere di spettacolo - un varietà con accentuazioni erotiche - cui si riferisce il film e dà il nome al cabaret di Los Angeles dove approda Christina Aguilera nei panni niente affatto inediti della provinciale che si porta addosso tutto quello che ha, compresa la determinazione che la conduce senza soverchi ostacoli - s'improvvisa cameriera e intanto impara a memoria i passi delle ballerine - sul palcoscenico, pusilla, ma non troppo, di Cher, padrona in attesa di una primadonna che la sostituisca, cui infine fornisce la dritta per salvare l'indebitato locale.
Poiché sul lato sentimentale l'intreccio è ancora più scontato - c'è un barman che si mostra subito gentiluomo e poi risulterà anche musicista - non sarà la trama ad assicurare consistenza a Burlesque che in effetti confida in coreografie e canzoni. Le seconde anche più delle prime, offrendo a Christina Aguilera una legittima opportunità per sfoderare la voce che costruisce la farcitura del film, anche se il primo motivo della pellicola di Steve Antin - il regista è al servizio delle signore - è prerogativa di Cher, nell'invidiabile longilinea forma per cui nei dialoghi il suo personaggio può rifiutare con amabile sdegno l'appellativo "signora" con cui la "nuova" le si rivolge.
I duetti non sono scintillanti come i costumi cui sovrintende Stanley Tucci, perfezionando la caratterizzazione dell'eminenza grigia gay in cui rischia però di restare impaniato, e perciò sono i numeri sgambettanti a divertire in un film musicale che dal varietà estrae il sex appeal grazie al quale funzionano le coreografie che però non bastano per incoronare Aguilera regina del burlesque. La distacca Cher, personaggio e interprete, che svetta sul palcoscenico e sfida lustrini e bustier con superbo aplomb anche se è della (ben) più giovane collega il ruolo protagonista: allora Burlesque funziona come confezione sovrabbondante, a momenti rutilante, di un long play della cantante americana. (di Bernardino Marinoni) Questo articolo ha ricevuto 349 visite.
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|