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| Littizzetto «prof» separata con un figlio che si vergogna |
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| RaiUno si lancia: dal 23 una fiction in sei puntate sulla scuola pubblica italiana |
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| Mercoledì 19 Gennaio 2011 |
| di Il Giornale di Vicenza |
| in Spettacoli |
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L'umanità varia, i problemi e il quotidiano tragicomico della scuola pubblica italiana diventano una fiction da prima serata: Fuori Classe, sei puntate in onda su RaiUno dal 23 gennaio, ispirate ai libri di Domenico Starnone e interpretate da un'inedita Luciana Littizzetto.
Così le reti generaliste lanciano il guanto di sfida a Sky e a I liceali, che per due stagioni ha deliziato il pubblico (in chiaro è stata vista su Canale 5) forte di quella agilità espressiva concessa, fino ad oggi, solo ai canali a pagamento. È un'impresa ardua, per l'ammiraglia Rai, liberarsi dagli antichi gioghi mediatici che la costringono a ignorare le esigenze degli spettatori più giovani. Resta da sperare che la presenza della Littizzetto, eroina di Rai Tre e artista capace di non fare sconti ai poteri forti, potrebbe smuovere le acque stagnanti del buonismo che inquina i nostri prodotti televisivi. Abbiamo recentemente subito soldati della Prima Guerra Mondiale (Eroi per caso) dalle divise ben stirate, che si muovevano in paesaggi incontaminati dal conflitto. Questi studenti, per farsi perdonare, dovrebbero avere almeno una misura di realismo, pratico e umano.
Dirige Riccardo Donna, alla sceneggiatura troviamo Federico Starnone, figlio di Domenico, lo scrittore Francesco Piccolo (Caos Calmo, La prima cosa bella) e Doriana Leondeff (Pane e tulipani): un team d'eccezione come ricco di talenti vecchi e nuovi è il cast. Neri Marcoré è l'ex marito dentista della professoressa Isa Passamaglia (Littizzetto); insieme hanno un figlio quattordicenne che tifa per il padre e si vergogna di frequentare la stessa scuola in cui insegna la madre. Mariella Valentini è la preside neo-convertita, diventata suora. Roberto Citran è un collega che si oppone ai metodi di Isa. Si parlerà d'amore, ovviamente, con un prof che perde la testa per la protagonista (Roberto Sciarabba), di timidezza, handicap (c'è una studentessa in sedia a rotelle), droga, gite scolastiche, omosessualità, esami. Di tutto, insomma e, come sempre, si corre il rischio che sia troppo, che l'iperrealismo diventi facile macchietta o predica da stampa parrocchiale.
I parallelismi con I liceali, inoltre, sono quasi sospetti: c'era il protagonista vedovo con figlia in classe; lo studente gay e la studentessa di colore; c'era la collega innamorata e un insegnante di latino temuto ma di buon cuore. C'erano la gita, gli esami e la droga. Ma gli argomenti erano affrontati con la giusta prospettiva (non melodrammatica) e i dialoghi, finalmente, suonavano veri. Se Fuori Classe facesse altrettanto bene sarebbe già un eccellente risultato. Questo articolo ha ricevuto 453 visite.
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