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| "Coming out" così le stelle scendono sulla terra |
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| La fiction diventa l’orizzonte di vita dei comuni mortali cooptati nella dimensione scintillante e fasulla dei reality, le celebrity scelgono, non senza una buona dose di astuzia, la via opposta |
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| Lunedì 08 Novembre 2010 |
| di la Repubblica |
| in Spettacoli |
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Non esistono più le star di una volta. Patinate, ultraumane, distanti, inarrivabili, le stelle del tempo che fu erano perfette: divine. In apparenza, certo, altrimenti Kenneth Anger cosa avrebbe rivelato in Hollywood Babilonia? A che sarebbero serviti i paparazzi resi immortali da Federico Fellini ne La Dolce Vita, appena restaurata con il generoso contributo della maison Gucci? Non esistono più nemmeno gli uomini di una volta, tutti d’un pezzo. Che l’era della fiction ad ogni costo volga finalmente al termine? È presto per cantare vittoria.
Mettiamola così: mentre la fiction diventa l’orizzonte di vita dei comuni mortali cooptati nella dimensione scintillante e fasulla dei reality, le celebrity scelgono, non senza una buona dose di astuzia, la via opposta: schiettezza e calcolata onestà. Da Lindasy Lohan a Britney in lacrime, gli esempi abbondano, ma è soprattutto tra i signori uomini che la via del vero fa proseliti. Il coming out, in questo senso, è il nuovo marchio al valore mediatico. Il 2010 è stato in effetti, fino a qui, anno di rivelazioni sensazionali, di quelle che fanno crollare le certezze rinverdendo la speranza il mondo cambia, checché si dica. Ha aperto i giochi quel fusto di Ricky Martin, scoprendo il segreto di pulcinella della propria omosessualità.
Mentre continuava il walzer delle rivelazioni — c’è stato? non c’è stato? — sul matrimonio tra Marc Jacobs e Lorenzo Martone, che in fine si sono proprio separati, anche il nostro Tiziano Ferro usciva dall’armadio parlano a chiare lettere. Oddio, il ragazzotto di Latina già qualche anno fa intonava "Raffaella canta a casa mia", tirando in ballo l’icona gay, ma messa nero su bianco la confessione ha ben altra consistenza. Meno recente, ma non meno sconvolgente, la schiettezza di Enrique Iglesias sulla pochezza dei propri attributi: anche questo in fondo è coming out, sul tabù dei tabù maschili, nientemeno.
La verità, si dice, è nuda e fortifica, ma forse indebolisce il mito. Che fare? Nessuna paura: nel mondo di oggi il vero è così iperreale e rutilante da superare in assurdità e fantasmagoria la fiction. Distinguerli è impossibile. (La Reppublica - Affari e Finanza) Questo articolo ha ricevuto 205 visite.
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