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| Rai3: Vendola fa l'elenco degli insulti ai gay, Abbado quello dei tagli alla cultura |
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| A dar voce alle ragioni di quelli che vanno e di quelli che restano saranno da stasera, e per quattro lunedì, Fabio Fazio e Roberto Saviano, ideatori e protagonisti di «Vieni via con me» |
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| Lunedì 08 Novembre 2010 |
| di Corriere della Sera |
| in Spettacoli |
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MILANO - «Via, via, vieni via di qui/ niente più ti lega a questi luoghi/ neanche questi fiori azzurri/ Chips, chips, du-du-du-du-du... ». Versi e musica di Paolo Conte, involontariamente profetici di un attuale, diffuso, sentire sociale. Via, via da questa Italia che va pezzi, dissestata, tellurica, triviale, terminale... Chi può se la batte. Chi non si arrende insiste, resiste, lotta più di prima. Andare o restare, questo il problema. A dar voce alle ragioni di quelli che vanno e di quelli che restano, all'Italia del farsi e del disfarsi, saranno da stasera, e per quattro lunedì, Fabio Fazio e Roberto Saviano, ideatori e protagonisti di «Vieni via con me», Raitre, 21.10.
Colonna sonora inevitabile, la canzone di Conte, declinata in infinite variazioni. «Uno sguardo serio e allegro insieme sul Paese e le sue contraddizioni spiega Fazio . Un racconto a più voci. Oltre alle nostre, quelle di personaggi dello spettacolo, della società civile, di gente comune. Ciascuno con una sua storia, grande o piccola, un suo elenco di speranze e disperazioni». Tra i primi a dire sì al progetto Claudio Abbado e Roberto Benigni, artisti da sempre impegnati per un'Italia migliore, entrambi di scena stasera a titolo gratuito, a smentire polemiche pretestuose. Abbado, che da Fazio, a «Che tempo che fa», aveva diretto la Filarmonica della Scala, qui stavolta non alzerà la bacchetta ma farà risuonare il suo catalogo del panorama culturale del Bel Paese.
Un inventario di istituzioni, teatri, musei, orchestre, a rischio chiusura causa tagli. Il paradosso, ripete da tempo il direttore, è che nonostante l'Italia raccolga il più ricco patrimonio artistico del mondo, i suoi attuali politici considerano la cultura come qualcosa «che non rende». Come corollario, Saviano e Fazio (che non vogliono giornalisti in studio) metteranno a confronto i finanziamenti per la cultura in Italia con quelli degli altri Paesi d'Europa. Quanto a Benigni, top secret su quel che farà. Ma lo show, che secondo indiscrezioni dovrebbe intitolarsi «Tutto mio» in chiaro riferimento alle sconfinate proprietà di Berlusconi, si annuncia imperdibile. Momenti di grande comicità, in sintonia con quella che Fazio definisce la struttura «quasi teatrale» del programma, nato dopo lo speciale Saviano «La Bellezza e l'Inferno», e scritto con Galeotti, Posani, Serra e Piccolo.
Una nuova formula, che alternerà varie narrazioni: dal racconto letterario alla satira politica alla danza contemporanea. «E anche una serie di momenti musicali aggiunge Fazio . Alcune canzoni-manifesto per descrivere l'Italia». A completare il parterre della puntata d'esordio, oltre a Angela Finocchiaro e Daniele Silvestri, ci sarà Nichi Vendola. «La sua lista anticipa Fazio sciorinerà gli insulti più comuni rivolti agli omosessuali nel nostro Paese». Un lungo elenco. Da mercoledì, data fissata in origine, il programma è slittato al lunedì, a ridosso a «Che tempo che fa». «Pochissime ore per le prove. Si va dritti in diretta, con tutto il fascino e i rischi del caso». Si è parlato di sfida al «Grande Fratello». «Sciocchezze... La sfida sarebbe tra reti ammiraglie, Canale 5 contro Raiuno, non Raitre. Un'ultima sgradevolezza, tra le tante, incomprensibili, che ci hanno bersagliato». Alla fine, «Vieni via con me» suona come invito a restare. «E' un atto d'amore per l'Italia dal finale aperto. Quando si ama davvero qualcuno bisogna aver il coraggio di dire la verità». Questo articolo ha ricevuto 386 visite.
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