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| Scandali e commedie le storie di altri mondi al Festival di Roma |
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| Dog Sweat di Hosein Keshavarz racconta le vite di sei giovani nell’Iran di oggi, tra loro una femminista che ha una relazione con un uomo sposato e un gay che deve accettare un finto matrimonio |
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| Lunedì 25 Ottobre 2010 |
| di Il Mattino di Padova |
| in Spettacoli |
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Tanta politica, scandali, realtà “altre”, drammi e un pizzico di commedia nei 16 film in concorso alla quinta edizione del Festival di Roma che parte giovedì. Eccone una breve sintesi (esclusi i quattro italiani).
Intanto, sul fronte delle realtà “altre” c’è DOG SWEAT di Hosein Keshavarz. Ovvero le vite di sei giovani nell’Iran di oggi, oppressi dalla società islamica. Tra loro una femminista che ha una relazione con un uomo sposato e un gay che deve accettare un finto matrimonio. Girato clandestinamente a Teheran prima delle elezioni del 2009.
Dal regista iraniano residente in Italia Fariborz Kamkari arriva invece I FIORI DI KIRKUK. Siamo nell’Iraq di Hussein. Najla è una donna che dall’Italia, dove ha studiato, torna a Kirkuk alla ricerca del fidanzato coinvolto nella resistenza. Tratto dal romanzo omonimo del regista. Musiche dell’Orchestra di Piazza Vittorio.
Taglio politico anche IN A BETTER WORLD di Susanne Bier. Il dottor Anton, che opera in un campo profughi in Sudan, torna a casa. Qui si incrociano le vite di due famiglie e sboccia una straordinaria amicizia. Il film, riflessione su pacifismo e violenza, è stato accusato dal governo del Sudan di razzismo nei confronti dell’Islam e di raccontare una realtà drammatica, quella del Darfur.
ORANGES AND SUNSHINE di Jim Loach è ispirato invece ad uno degli scandali più recenti della storia inglese. Racconta di Margaret Humphreys (Emily Watson), assistente sociale, che ha svelato come per anni 130.000 bambini inglesi indigenti furono inviati all’estero. Bambini di quattro anni rinchiusi in istituti e spesso oggetto di abusi.
Anche THE POLL DIARES di Chris Kraus racconta un tema scottante. Alla vigilia della prima guerra mondiale la 14enne Oda von Siering fa ritorno a casa, a Poll (Baltico), regione dove convivono tedeschi, russi ed estoni. Il padre di Oda è uno scienziato che fa esperimenti sulla razza. Oda finisce per prendersi cura di un anarchico estone ferito, una sfida troppo rischiosa.
Esotismo etnico invece in LAS BUENAS HIERBAS di Maria Novaro. Dalia vive con il figlio e lavora in una radio. Sua madre, Lala, si occupa del Giardino Botanico di Città del Messico. Quando a Dalia viene diagnosticato l’Alzheimer, chiede alla figlia di aiutarla. Lala così le consegna le ricerche sulle piante che, secondo la cultura precolombiana, curano l’anima dell’uomo.
Clima mortuario per KILL ME PLEASE di Olias Barco (Belgio) con uno strambo dottore che vuole dare senso al suicidio: creare una struttura terapeutica dove darsi la morte è un atto consapevole svolto con assistenza medica. Toni più leggeri per FIVE DAY SHELTER di Ger Leonard. Nel corso di cinque giornate alcune persone si sfiorano, incrociando i rispettivi destini.
LAST NIGHT di Massy Tadjedin, film d’apertura del festival, mette in campo una coppia messa alla prova da ogni forma di seduzione: mentre Michael è in viaggio di lavoro con la sexy collega Laura (Eva Mendes), sua moglie Joanna (Keira Knightley) incontra per caso l’altro grande amore della sua vita, Alex.
Di diverso clima THE BACK di Liu Bingjian del regista di Men and Woman, censurato per i suoi contenuti lesbo-gay, che torna con questo film, rilettura contemporanea e in chiave horror della rivoluzione culturale e delle sue crudeli follie.
E’ dramma in LITTLE SPARROWS di Yu-Hsiu Camille Chen. Storia di una famiglia australiana che all’arrivo del cancro al seno di Susan deve affrontare la realtà.
Ancora un dramma nella pellicola RABBIT HOLE di John Cameron Mitchell con Becca (interpretata da Nicole Kidman) e Howie Corbett felicemente sposati fino a quando il figlio resta vittima di un incidente. Lei da donna in carriera diventa casalinga, mentre Howie cerca rifugio negli estranei che gli offrono ciò che Becca è incapace di dare. Questo articolo ha ricevuto 279 visite.
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