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| La versione italiana di «Mamma mia!» salvata dalle ragazze |
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| Ieri la «prima» del musical al Nazionale di Milano. Lo show funziona, i ballerini un po' meno |
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| Sabato 25 Settembre 2010 |
| di Corriere della Sera - Milano |
| in Spettacoli |
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MILANO - Mamma mia!, finalmente in edizione italiana a 11 anni dal debutto, è un musical tutto maliziosamente pensato, gestito e manovrato al femminile, dove la donna trionfa. È lei che goldonianamente si prende gioco del maschio e risolve le situazioni familiari più aggrovigliate. Come quella di una ragazzina che deve sposare un suo fidanzatino sull'isola greca dove la mamma ex canterina hippy di disco music (ora non a caso «locandiera»), l'ha condotta dopo una vita simpaticamente spericolata e non monogama. Così la figlia, al contrario del padre di Filumena Marturano, non sa chi, fra tre gli ex pretendenti amorevolmente giunti, debba ora chiamare papà. Chi ha visto il film con la Streep sa come va a finire: una cerimonia ci scappa, ma non quella prevista, la madre finalmente s'accasa e la figlia annuncia la coppia di fatto, oltre a una gay.
Lo spettacolo italiano con le liriche tradotte ed adattate alla nostra metrica da Stefano D'Orazio con qualche scorciatoia (a quando il coraggio di sottotitolare le canzoni?), è diretto da Phillyda Lloyd che detiene la primogenitura così come il testo è quello di Catherine Johnson che ha avuto il merito di inserire i 20 pezzi degli ABBA come se fossero stati scritti proprio per questa storia, in una sintonia perfetta di sentimenti, rimandi ed atmosfere. Due terzi allegro, un terzo malinconico (come nei due filoni musicali degli ABBA) anche se finisce all dancin' and singin' per signore con gambe e memoria lunghe, il musical è femminile anche nel rimpiattino delle nostalgie condivise dalle tre amiche del cuore.
Qui («Dancing queen») lo show acquista quella verve, quel ritmo, quell'humour che non sempre mette a fuoco all'inizio; così funziona la scena ovviamente «madre» di mamma e figlia («Mi sta sfuggendo tra le dita»), i pezzi brillanti delle due single che acchiappano i ragazzotti mediterranei («Ma tua mamma sa dove sei?»), il coro di «Money money» e il finale del primo tempo: negli ensemble ballati i cromosomi del musical vanno sull'attenti. Gioco generazionale da famiglia allargata, ironia da over 40 e romanticismi da greek holiday con rimando al cinema, Buonasera, mrs. Campbell con la Lollo e Summers lovers.
Lo show funziona anche se bisognoso di stringere i tempi in una scenografia spartana (mancano effetti luce su piattaforma e nel finale) e nel palco asfittico del Nazionale dove sole e mare entrano di straforo. Ma tutte le ragazze, anche quelle attempate, sono bravissime, comandate dall'esperienza di Chiara Noschese che tiene per mano all'italiana ma non troppo la sua Donna e le dà un marchio di qualità pure canoro; Elisa Lombardi (la figlia) è quella che canta con più intonata dolcezza, le due amiche (Lisa Angelillo, Giada Lorusso) sono spiritose quanto basta; ma il reparto maschile è d'una mediocrità che né seduce né conquista, a parte gli allegri salti di Giacomo Angelini. Questo articolo ha ricevuto 324 visite.
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