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| Venezia 67: Black Swan apre la Mostra |
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| Ad aprire la rassegna il film in concorso 'Black Swan', thriller psicologico di Darren Aronofsky con Natalie Portman, Mila Kunis; il film è in gara per il Leone d'Oro e per il Leone Queer |
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| Giovedì 02 Settembre 2010 |
| di Rainews24 |
| in Spettacoli |
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Venezia - Al via ieri sera la 67ma edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, presente per la prima volta il capo dello Stato Giorgio Napolitano. Ad aprire la rassegna il film in concorso 'Black Swan', thriller psicologico di Darren Aronofsky con Natalie Portman, Mila Kunis, Vincent Cassel e Winona Ryder.
Nel pomeriggio anche un videomessaggio del regista iraniano Jafar Panahi. "Sono felice di tante opere prime italiane", ha detto il presidente Napolitano, che in mattinata ha visitato la Biennale di architettura.
Intanto arriva la prima polemica: Mueller e il suo staff sono o insensibili o ignoranti, ha detto Antonio Capuano il cui film, L'amore buio, non è presentato in concorso.
Il balletto come il wrestling
"Quando ho iniziato a pensare di girare questo film dopo il successo di 'The Wrestler', mi sono reso conto da subito che si trattava di due progetti con diverse similarità. In fondo tra il balletto e il wrestling ci sono diversi punti in comune: in entrambi il performer utilizza il proprio corpo in modo estremo, e la messa in scena porta all'esaltazione ultima della fisicità. Poi chiaramente è subentrato un certo modo di intendere la storia, un suo stile legato alla forma narrativa da utilizzare".
Darren Aronofsky ha letteralmente appena finito la post-produzione di 'Black Swan', e ne parla ai giornalisti per la prima volta. "E' un grande privilegio aprire la Mostra del Cinema di Venezia, il festival cinematografico più antico e prestigioso del mondo. Sono grato a Marco Muller per l'onore che ci ha concesso, ma allo stesso tempo, essere pronti per l'inaugurazione ci ha costretto a giorni e giorni di lavoro ininterroto e tante ore straordinarie".
Al suo fianco la protagonista di 'Black Swan', Natalie Portman, che racconta della lunga gestazione di questo progetto: "Darren ed io abbiamo parlato di questo film per la prima volta nel 2002 - spiega -. E' stato interessante avere a disposizione una così lunga gestazione, ben sette anni. La storia era pronta, quindi ho potuto lavorare a lungo sul personaggio.
Poi, quando si è trattato di metterla in scena, ho passato sei mesi a prepararmi dal punto di vista fisico, ho ripreso le lezioni di danza e coreografia e intensificato il training personale, arrivando ad un punto decisamente estremo!" "Non è stato facile penetrare all'interno del mondo del balletto - prosegue Aronofsky - devo dire che all'inizio erano tutti molto sospettosi nei nostri riguardi. La danza è un ambiente piuttosto chiuso, con delle gerarchie molto chiare. Poi tutto è diventato più facile quando abbiamo iniziato a ricevere il beneplacito di diversi grandi coreografi americani che ci hanno aiutato durante le riprese".
Il regista spiega poi la scelta del Lago dei cigni. "Mi piaceva molto l'idea del doppio, il cigno bianco e quello nero, il bene e il male, tutto molto stilizzato. E' stato bello vedere, in ogni parte del mondo, diverse produzioni di questo balletto, inclusa una in Russia che prevedeva addirittura un finale positivo." Infatti, alla fine, nel film come nel balletto, trionfa il cigno nero, è un punto di vista negativo sull'umanità in generale e sul mondo dello spettacolo in particolare? "Non so. Forse", balbetta il regista, spiazzato.
Nathalie Portman: "Il bacio lesbo? Una sfida"
"Darren (Arronofsky, ndr) mi ha parlato otto anni fa della scena del bacio con la collega Mila Kunis, me l'aveva descritta come una scena sexy con me stessa. La considero importante per l'impatto psicologico che ha sul mio personaggio. E' stata una vera sfida". Lo ha detto durante la conferenza stampa del primo film in concorso alla Mostra del Cinema Natalie Portman, protagonista di 'Black Swan'.
Tarantino: "Cinema italiano sinonimo di passione"
"Quando penso al cinema italiano mi viene in mente il termine passione", così Quentin Tarantino, presidente di giuria alla 67ma Mostra del Cinema di Venezia, rimedia a un commento sulla nostra cinematografia di qualche tempo fa, quando aveva dichiarato che faceva tutto schifo. "in realtà - sottolinea - sono stato citato male".
Quanto all'esperienza da giurato il regista di Pulp Fiction afferma: "Mi piace molto questo ruolo perché permette a un'artista di crescere, di diventare più forte. Adoro mettermi a tavolino da solo per vedere film e poi magari scrivere una critica per me stesso, non per pubblicarla". "Questa selezione - aggiunge - propone lavori provenienti da tutto il mondo", ci sarà sbizzarrirsi. Anche se ci sono molti amici di Tarantino in concorso il cineasta premio Oscar promette di essere imparziale, "Se mi piace un film lo sosterrò fino in fondo, così come se mi piacerà un film realizzato da un amico".
Anche il nostro Gabriele Salvatores condivide la passione di Quentin, "giudicare i film è come entrare nel sogno di qualcun altro, fa bene al tuo ego - dichiara - mi piacerebbe che un film italiano vincesse qualche premio, ma dobbiamo farci trasportare dalla passione senza considerare la nazionalità". Quanto al cinema italiano presente in selezione Salvatores dice: "Questa Mostra offre un ampio panorama, da autori all'opera prima a cineasti ben conosciuti, da quando faccio questo mestiere si parla di crisi del nostro cinema, penso che oggi stiamo producendo ottimi prodotti". Questo articolo ha ricevuto 294 visite.
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