Aronofsky, Ozon, Tykwer e Cordier in gara anche per il Leone Queer; giuria presideduta da Ivan Stefanutti, regista teatrale; cerimonia e festa di chiusura venerdì 10 settembre (video)
Il Queer Lion Award, diretto da Daniel N. Casagrande, organizzato da CinemArte e sponsorizzato dalla neonata linea di distribuzione Queer Frame, quest’anno per la prima volta gode del patrocinio della Regione del Veneto e del Comune di Venezia, oltre al contributo della Provincia di Venezia.
GIURIA – Saranno 3 registi i componenti della giuria del premio collaterale Queer Lion chiamati ad eleggere il “Miglior Film con Tematiche Omosessuali o di Interesse Queer” presente trasversalmente in tutte le sezioni della 67. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (1 / 11 settembre). A presiedere la giuria Ivan Stefanutti, regista, scenografo e costumista per i maggiori teatri lirici italiani e stranieri, dal Teatro dell’Opera di Roma, all’Opéra Comique di Parigi, al Gran Teatro La Fenice di Venezia. Roberto Cuzzillo, giovane regista torinese con all’attivo due lungometraggi, e Daniele Sartori, veneziano, regista di clip e corti, sono gli altri due componenti.
FILM – Tra i film in competizione per il Queer Lion 2010: da Venezia 67 il thriller psicologico ambientato nel mondo della danza “Black Swan” di Darren Aronofsky; il triangolo amoroso “Drei” di Tom Tykwer, il delizioso sguardo camp sul cinema e sul mondo di “Potiche” di François Ozon; gli scambi di coppia di “Happy Few” di Antony Cordier; da Orizzonti il film a episodi sulle dinamiche dell’erotismo di “En el futuro” di Mauro Andrizzi; dalle Giornate degli Autori il violento e pasoliano “Et in terra pax” di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini; il ritratto della fotografa che negli anni ’60 e ’70 restituì dignità a trans e travestiti di Genova in “Lisetta Carmi, un’anima in cammino” di Daniele Segre.
EVENTI – Venerdì 10 settembre alle ore 18:00 presso la Villa degli Autori al Lido di Venezia, si svolgerà la cerimonia di premiazione alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni che hanno sostenuto il QL 2010 e del regista vincitore – ingresso ad inviti. Nello stesso giorno, ma alle ore 23:00, si svolgerà (sino all’alba) presso la discoteca Club 22 al Lido di Venezia, il grande party di chiusura – ingresso libero.
NON SOLO QL – Il cartellone di Venezia 67 si presenta, come sempre, ricco di interesse e di spunti per il cinema e la cultura queer, oltre ai film in competizione per il Queer Lion Award, tante le segnalazioni da fare: prima fra tutte quella a Paul Morrissey, regista della factory di Andy Warhol, che in Orizzonti presenta News from Nowhere con la superstar warholiana Viva. La straordinaria inventiva creativa di Warhol è presente, sempre in Orizzonti, anche in Magic for Beginners di Jesse McLean, mash-up e collage di materiali eterogenei e citazioni warholiane sulla tv.
I temi e l’estetica cara a Pasolini sono invece evocati in due film italiani delle Giornate degli Autori: Et in terra pax in gara per il Queer Lion, e lo straordinario e sorprendente L’amore buio di Antonio Capuano; ma Pasolini lo vedremo davvero, mentre discute di cinema insieme a Visconti e Buñuel all’interno del documento Dai nostri inviati – La Rai racconta la Mostra del Cinema 1954-1967 di Giuseppe Giannotti ed Enrico Salvatori.
Jean-Gabriel Périot, videoartista francese, è autore in Orizzonti di Les Barbares, Périot non è nuovo al Lido, alle Giornate di Cinema Omosessuale del 2006 infatti era presente con il corto “Eût-elle été criminelle…”.
Il documentario delle Giornate degli Autori Liliana Cavani, una donna nel cinema di Peter Marcias, ritrae una regista che ha profondamente segnato l’immaginario queer con “Il portiere di notte”, “Al di là del bene e del male”, “La pelle” e “Interno berlinese”. Infine, Fuori Concorso, Showtime del regista hongkonghese, e gay dichiarato, Stanley Kwan.
Buon cinema a tutti, ed in bocca al lupo ai registi in gara per il Queer Lion: dopo l’edizione 2009, che vide la targa finire nelle mani di Tom Ford (“A Single Man”) e di Ang Lee (premio alla carriera), quest’anno a chi toccherà l’onore?
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