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| Usa: dopo bufera, Gibson lascia Hollywood |
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| C'e' in America chi dice che Gibson ce la fara', che superera' questa crisi proprio come Woody Allen, ostracizzato quando si scopri' che andava a letto con la figliastra adolescente |
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| Domenica 18 Luglio 2010 |
| di Ansa |
| in Spettacoli |
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NEW YORK, 18 LUG - Abbandonato dagli agenti e alla gogna sui tabloid, Mel Gibson lascia Hollywood con la coda tra le gambe: l'attore e regista che nel 2004 divenne un eroe della destra cristiana per 'La Passione di Cristo' starebbe per abbandonare gli Stati Uniti per tornare in Australia e riunirsi con l'ex moglie Robyn che lo difende e lo rivuole indietro.
Il Daily Mail ha appreso che Gibson ha venduto la sua villa in Connecticut e si appresterebbe a far lo stesso con quella di Malibu in California. ''Robyn lo ha persuaso che deve lasciare Hollywood e ritrovare la pace nel suo ranch. Lei stara' al suo fianco con alcuni dei figli'', ha detto un amico di famiglia.
C'e' in America chi dice che Gibson ce la fara', che superera' questa crisi proprio come Woody Allen, ostracizzato quando si scopri' che andava a letto con la figliastra adolescente della compagna Mia Farrow, ma che poi e' tornato a fare film. Intanto pero' negli Usa il caso Mel Gibson e' diventato politico dopo le raccapriccianti intercettazioni in cui il cineasta insulta come ''una fottuta troia in calore'' degna di ''essere stuprata da un branco di negri'' la ex compagna Oksana Grigorieva e minaccia di picchiarla anche quando lei aveva in braccio il loro figlio neonato.
Gibson, che nei giorni scorsi e' stato scaricato dalla prestigiosa agenzia per attori William Morris, e' oggi al centro delle riflessioni di Frank Rich, uno degli editorialisti di punta del New York Times, che vede nella sua stella discendente la fine di un'era: ''La buona notizia su Mel Gibson e' che il giorno del giudizio per il creatore della 'Passione di Cristo' e' arrivato in parallelo con il declino della destra cristiana''.
Rich, un progressista che firma sul giornale della domenica, ricorda che sei anni fa Gibson non era solo ''una star di serie A con la tendenza all'alcol e al bullismo, ma un potente personaggio canonizzato nel pantheon dei conservatori''. Il columnist ricorda il trionfo al box office e tra le elite repubblicane della 'Passione' (370 milioni di dollari con la benedizione della Casa Bianca) e osserva che ''il fatto che oggi abbia toccato il fondo non dice nulla di nuovo su Gibson, ma la dice lunga sui cambiamenti intercorsi da allora nel nostro paese: cambiamenti di cui bisogna prendere nota e celebrare'''.
Questi cambiamenti, secondo Rich, hanno a che fare con il declino delle campagne che nella seconda meta' del decennio hanno visto divampare le ''isterie'' sulle presunte ''guerre al Natale'' e ai Dieci Comandamenti mentre gli Stati Uniti si preparavano alle elezioni 2004 vinte dalla coppia Bush-Karl Rove mobilitando il fervore evangelico sullo spettro delle nozze gay.
Secondo Rich, l'ondata culturale che porto' la 'Passione' sugli altari era molto piu' grande di Gibson, che fu semplicemente un sintomo e il beneficiario di un momento storico superato: ''Gli ayatollah della destra religiosa sono stati marginalizzati dalla morte (il predicatore Jerry Fallwell), la pensione (James Dobson di Focus in the Family) e gli scandali sessuali: sui loro eredi del movimento dei Tea Party le crociate morali ereditate dall'era Reagan non fanno piu' presa''. Questo articolo ha ricevuto 299 visite.
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