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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Boy George: «Sono ancora un ragazzo ma con molta più saggezza di un tempo»
Boy George: «Sono ancora un ragazzo ma con molta più saggezza di un tempo»
Intervist all'icona pop anni '80 in giro per le Marche
Sabato 10 Luglio 2010
di La redazione di Gaynews
in Spettacoli

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Ascoli Piceno - E' sbarcato ad Acquaviva quasi per caso, ospite di una delle tante serate del Liqid Club di Gabriele Neroni. Ma Boy George è stato davvero un divo, uno di quelli inavvicinabili che moltissimi cercavano di imitare, uno di quelli che ha venduto sul serio fantastilioni di copie dei suoi album. George Alan O'Dowdy (questo il suo vero nome) cominciò la sua carriera come ragazzo dall'aspetto androgino e dalla potente voce soul nella Londra dei primi anni '80, quando gli eccessi delle due decadi precedenti viaggiavano a gran velocità verso la canonizzazione', poco prima di trasformarsi in inquietanti carrozzoni televisivi pieni di lustrini e paillettes. Ma chi è veramente Boy George? «Una persona oggi molto più saggia e felice di un tempo. Ho vissuto una vita pazza, fatta di eccessi, nonostante questo non ho rimpianti. Non nego essermi messo in qualche brutta situazione in passato, ma ho vissuto anche alcuni momenti incredibili nella mia vita di cui sono molto fiero. La musica è la mia vita ma mi piace anche esplorare la mia creatività provando nuove strade. Vedrete molto di questo l'anno prossimo nelle mie nuove creazioni». Sei stato una delle più grandi icone pop degli anni '80, cosa si prova ad arrivare a questi livelli? «Sono onorato di aver ispirato la gente a provare qualcosa di nuovo. Non mi vedo come una leggenda, né mi ci vorrei sentire. Sono la persona meno leggenda' la mattina, venite a casa mia prima della colazione e lo scoprirete da soli». Nella tua carriera hai usato molti pseudonimi e nomi collettivi, anche se dietro quei progetti, fondamentalmente, c'eri sempre tu. Perché? «In parte perché quello è un modo per fare qualcosa di nuovo senza l'assillo dei media su chi ero molti anni fa. Per qualcuno è molto difficile accettare che gli artisti vadano oltre il loro passato, nel mio caso con i Culture Club (il gruppo che lo ha portato al successo, ndr). In ogni caso, questo non vuol dire tagliare i legami completamente. Per me è importante muovermi per canali' differenti rispetto a quel periodo della mia vita, che ormai è vecchio di trent'anni». Parlaci della tua esperienza come fotografo, come mai questa scelta artistica? «Al di fuori della musica, la fotografia è la mia passione. Posso veicolare molta della mia energia nelle immagini e questo mi dà uno spazio immenso per sgombrarmi' la testa quando non compongo musica». La Bbc ha realizzato un documentario sulla tua vita intitolato Worried about the boy', che ne pensi? «E' fatto benissimo e Douglas Booth (l'attore che ha interpretato Boy George, ndr) è divertente. In un modo o nell'altro lui ha dei tratti del mio carattere. C'è qualcosa in lui che ricorda me quando avevo 17 anni. Non sono molto geloso del mio passato, così non ho mai perso il sonno per questo film. Comunque mi ha fatto ridere». Ci puoi parlare del tuo impegno nella promozione del mondo gay? «Bene, io sono gay e ne sono fiero. Ovviamente il mio passato è ben documentato e quando ho fatto outing' c'erano molte più difficoltà rispetto ad oggi. Quello che io apprezzo è ancora molto difficile da capire per molti. Essere gay è una cosa bellissima per me e non qualcosa che si dovrebbe nascondere». Per concludere, hai avuto modo di visitare le nostre zone? «L'Italia è un paese che ho attraversato in lungo e in largo nel tempo. E' uno dei posti che preferisco visitare e che occupa un posto speciale nel mio cuore. Ho viaggiato nella vostra zona ma purtroppo quando si è in tour, il tempo è limitato, tra programmi e impegni che, spiacevolmente, lasciano poco tempo per visitare bene i luoghi, se non dal finestrino di un pullman».

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