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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Da omo a etero, per la prima volta in tv il Luca della canzone di Povia si racconta, in esclusiva su Current
Da omo a etero, per la prima volta in tv il Luca della canzone di Povia si racconta, in esclusiva su Current
UPDATE: in onda martedì 6 luglio, alle ore 21.10 sul canale 130 Sky, Luca di Tolve, colui che con la sua storia ha ispirato la canzone di Povia (video)
Lunedì 05 Luglio 2010
di La redazione di Gaynews
in Spettacoli

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In Italia e in tutta Europa si celebrano in questi giorni i Gay Pride nazionali. Tra i più attesi, ad agosto, c'è la tre giorni di Amsterdam, capitale europea col più basso tasso di omofobia secondo l’Agenzia per i Diritti Fondamentali della UE (FRA).

Proprio dall'Olanda parte il sesto reportage del ciclo Europa dell'Odio, ideato, prodotto e realizzato da Davide Scalenghe per la serie Vanguard Internazionale targata Current, in onda martedì 6 luglio alle ore 21.10 sul canale 130 Sky. Un percorso investigativo nell'omofobia che comincia da 'un'isola felice' dei diritti civili per gli omosessuali nel cuore del Vecchio Continente e finisce in Italia dove, per la prima volta in video, il Luca era gay della canzone di Povia racconta la sua vera storia.

Ad Amesterdam esiste la COC, la più antica organizzazione d'Europa e del mondo fondata nel 1947 per difendere i diritti dei gay. A colloquio con una dirigente di questa associazione, Davide Scalenghe scopre che nei Paesi Bassi oltre alle leggi di tutela per i diritti dei gay, il riconoscimento del matrimonio a tutti gli effetti tra individui dello stesso sesso e l’adozione per le coppie omogenitoriali, esiste un corpo di polizia speciale che si chiama Pink&Blue, specializzato contro i crimini omofobi. Alcuni agenti ne spiegano genesi e funzioni. "Abbiamo cominciato 11 anni fa -. dice un uomo in divisa - In occasione dei Giochi Gay, la polizia di Amsterdam decise di fare qualcosa per assicurare l’accoglienza degli ospiti stranieri". In Olanda una legge riconosce l'aggravante per crimini di matrice omofoba, in Italia una proposta simile è naufragata nel 2009. "Non facciamo altro che far rispettare la legge - dice un altro agente ai microfoni di Current - perché le persone, a prescindere dal colore o dall'orientamento sessuale, devono avere gli stessi diritti". Proprio come le due coppie omogenitoriali che intervistate da Scalenghe raccontano la loro esperienza di vita da coniugi dello stesso sesso e da genitori di figli concepiti con il seme di donatori.

Anna Paola Concia, deputata del PD, è la relatrice della proposta di legge italiana contro l’omofobia, simile a quella olandese, che introduce aggravanti per reati di violenza commessi in ragione dell'orientamento sessuale della persona offesa. Raggiunta dalle telecamere di Current, l’onorevole racconta i retroscena e le dinamiche che hanno portato alla prima bocciatura nel 2009 e all'attuale stallo della proposta presso la Commissione Giustizia alla Camera: "Nel mondo – dice Paola Concia - le società civili tentano di sconfiggere il pregiudizio omofobo attraverso una legislazione che salvaguarda il principio di ugualianza. Nel nostro Paese no. Sulla legge contro l'omofobia c'è stato un lavoro astuto e sottobanco delle gerarchie ecclesiastiche che questa volta, a differenza dei DICO, non si sono mai pronunciate pubblicamente". E conclude puntando il dito contro i responsabili: "Oggi viviamo in un Paese che sul piano dell'accettazione del diverso è tornato indietro. Nelle altre nazioni europee, dove pure esistono xenofobia, omofobia e razzismo, ci sono istituzioni pronte al contrasto. Il nostro Governo, che sta facendo gravi scempi sul piano culturale, è come se sostenesse le intolleranze. Questa è una tragedia".

In Italia esiste anche chi risolve omosessualità e omofobia attrverso le cosiddette “terapie riparative”, il cui assunto sarebbe la possibilità di invertire l’orientamento sessuale: da omo a etero. Current è riuscita a parlarne in esclusiva assoluta con un testimone d'eccezione che per la prima volta si mostra in TV a volto scoperto. E' Luca di Tolve, colui che con la sua storia ha ispirato la canzone di Povia, Luca era gay. "Panico", questo ha provato nel giorno del debutto sanremese del brano. "Non mi aspettavo una cosa così clamorosa" dice Luca che oggi ha fondato il gruppo LOT, dal nome del personaggio biblico che abbandonò la città di Sodoma. Si tratta di un'associazione che difende l'identità di genere come insegnano il Magistero e il Catechismo della Chiesa Cattolica. "Gay si diventa non si nasce" ne è convinto Luca di Tolve che ricorda il suo percorso dalle prime pulsioni omosessuali tra i banchi di scuola, alla separazione dei genitori all'aiuto del consultorio dove gli dissero che l'omosessualità è naturale, dando via libera ai suoi istinti adolescenziali. "Sono convinto che l'omosessualità è un cammino che si può scegliere e cambiare. Ci vuole l'aiuto di psicologi e educatori, perché non tutte le omosessualità sono vere ma sono mondi da esplorare". Colloqui, ritiri spirtuali e preghiera sono gli stumenti utilizzati per le "terapie riparative". Si cerca di capire anche se un trauma infantile possa aver causato la scelta di un orientamento sessuale diverso. "Il perdono - assicura Luca che oggi è sposato - può guarire lo spirito di molti ragazzi omosessuali". Sic!

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