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| Pegaso d'Oro: «Io icona gay? Certo e ne sona orgogliosa!», gongola Iva Zanicchi |
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| Il trofeo le verrà consegnato domani a conclusione delle iniziative del Pride Milano 2010 |
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| Sabato 12 Giugno 2010 |
| di Il Resto del Carlino |
| in Spettacoli |
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Gongola Iva Zanicchi quando parla del Pegaso d'Oro, un trofeo che le verrà consegnato domani a conclusione delle iniziative del Pride Milano 2010. Presso la discoteca Karma di Milano, l'Aquila di Ligonchio verrà premiata da Arcigay come personaggio dell'anno che si è contraddistinto per il sostegno della dignità delle persone di vari orientamenti sessuali.
Così, dopo una carriera quarantennale tra musica, Tv, cinema e politica, l'unica interprete italiana ad avere trionfato per ben tre volte al Festival di Sanremo, raccoglie con affetto anche l'amore dichiarato della comunità gay italiana che l'acclama e le dimostra la propria ammirazione e la propria stima attraverso un riconoscimento simbolico così importante.
Che effetto le fanno queste celebrazioni? «Pensi che difficilmente vado a ritirare i premi che mi vengono conferiti, ma a questo, proprio non posso rinunciare perché mi riempie di gioia. Sapevo di essere amata come artista e come donna dai gay e credo che tutto sia nato da quando nella fiction televisiva "Caterina e le sue figlie", ho recitato la parte della mamma di un figlio diverso».
E qual è la sua posizione in proposito? «Ho sempre avuto un grande legame con loro, forse anche perché sanno che io sono per la libertà assoluta, ovviamente, sempre nel rispetto degli altri. Essere gay non è né un vizio, né una malattia e certamente non è niente da cui si debba guarire». Oltre a difenderli ne frequenta? «Assolutamente sì. Ho amici gay che vivono insieme felicemente da oltre quarant'anni: e cosa c'è di male?».
Anche persone del suo ambiente? «Soprattutto. Sono stata molto amica di quel grande artista che si chiamava Umberto Bindi, autore di brani immortali come "Arrivederci". Ma era nato nel periodo sbagliato e ha dovuto pagare in prima persona lo scotto di essere omosessuale, quando ancora tutto veniva vissuto come una colpa. Ricordo i commenti negativi ad un suo concerto in quel di Catania, gli insulti e le cattiverie che dovette subire. Io gli sono sempre stata vicina anche dal punto di vista umano».
Oltre che cantante, attrice e conduttrice lei è anche europarlamentare : cosa ne pensa del riconoscimento delle coppie di fatto? E delle adozioni da parte delle coppie gay? «Ecco, qui bisogna distinguere bene. Riconosco le coppie di fatto, anche se fondamentalmente rimango sempre per la famiglia. Però, mi sembra anche giusto che le coppie omosessuali abbiano il diritto di assistersi vicendevolmente. Se due uomini o due donne si sono voluti bene per una vita perché non devono avere il diritto di aiutarsi fino alla fine dei loro giorni? Perché non possono lasciare l'eredità al compagno che hanno amato per una vita? Per quanto riguarda le adozioni, invece no. Su questo, sono proprio contraria. La famiglia è un bene inattaccabile e i bambini che crescono, hanno bisogno di vedere entrambe le figure dei genitori, sia quella femminile che quella maschile». Questo articolo ha ricevuto 603 visite.
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