Per chiudere la stagione un argomento leggero ma importante, prendendo spunto dalla più recente attualità televisiva europea, ma non italiana. Sì, stiamo proprio parlando dell’Eurovision Song Contest, su cui torniamo dopo alcuni strascichi polemici in giro per la rete. Benvenuti all’ultima edizione stagionale del VENERDÌTORIALE di Digital-Sat.
Eurovision Song Contest… nome noto in tutta Europa, ma non in Italia. Non voglio tornare sul tema da un punto di vista storico, lo abbiamo già fatto nel nostro pezzo di “promozione” dell’evento e nemmeno tornare a celebrare la vittoria di Lena, come invece ha fatto il collega Simone (anche se avendo vinto con il brano “Satellite” saremmo anche nel luogo giusto per farlo).
Battute a parte, mi è capitato nei giorni scorsi di leggere in rete qualche giudizio sulla copertura che i media italiani hanno dato all’Eurofestival, di recente snobbato oltre che dalla Rai anche da tutti gli organi d’informazione. Il blog Eurofestival News ha stilato un completo resoconto di come e quanto giornali, radio e siti web del nostro paese hanno parlato dell’evento di Oslo. Si citano quindi due sole radio, peraltro locali, accreditate alla Telenor Arena, una breve di tre righe sul Televideo Rai nella sezione Ultim’ora, un flash anche su MTV News, alcuni lanci di agenzia, la notizia sulla vincitrice sul sito del Corriere e poi molti altri siti, piccoli e grandi, tra portali e blog di vario genere.
Un po’ pochino per un evento da 125 milioni di telespettatori in tutto il continente e non solo. E chi tra gli italiani non ha usufruito della copertura indiretta di Tv Koper Capodistria non ha potuto vedere nemmeno il flash mob più “affollato” del mondo con tutte le 18mila persone nello stadio di Oslo più qualche migliaio in giro per l’Europa. Per chi, immaginiamo tanti, non l’abbiano visto ecco il video dell’incredibile danza collettiva sulle note di Glow del duo norvegese Madcon.
Con questa piccola chicca non pensate anche voi come il sottoscritto che una diretta sul primo canale della nostra tv di stato sarebbe stato più che adeguato? Forse avrebbe addirittura sollevato il tenore di alcune prime serate molto deludenti sotto il piano dei contenuti, specie ora che si va verso la stagione estiva, dominata peraltro dal ritorno della musica in tv. E proprio la musica, uno dei mezzi che da sempre ha unito l’intera Europa, anche in tv quando si seguiva tutti lo stesso programma preceduto dalle note del Te Deum di Charpentier, beh.. la musica dell’Eurovision sarebbe stata un’ottima offerta per una Raiuno che già sabato era fuori dal periodo di garanzia.
La speranza è che un giorno ciò possa diventare realtà: l’ho detto sabato scorso – venendo criticato per il troppo ottimismo – e lo ripeto oggi dopo aver guardato sabato questo stupendo spettacolo. Uno spettacolo che, nell’era dei talent, non stona affatto con la nostra già abbondante programmazione a sfondo musicale, specie per la presenza quest’anno di moltissimi cantanti giovani o semisconosciuti, che cercano di sfruttare l’Eurofestival per diventare famosi non solo nel loro paese ma in tutta Europa.
Lo stesso che tutti auguriamo per Lena, la giovane vincitrice di quest’anno, arrivata a Oslo dopo aver vinto un programma della tv di stato tedesca alla ricerca di un rappresentante per la rassegna continentale. Un successo che siamo certi arriverà e sta già arrivando a sorpresa anche in Italia: la canzone vincitrice, “Satellite”, è già in classifica su Itunes e l’album d’esordio “My cassette player” dovrebbe entrare nelle charts italiane a breve, pur senza molta pubblicità.
Se Lena dovesse diventare famosa e conosciuta anche in Italia, potrebbe essere lei il veicolo giusto per far sì che si torni a parlare dell’Eurofestival... come proprio il sottoscritto si augura. (di Giorgio Scorsone) (Fonte Digital-Sat.it)
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