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Il cinema di Ferzan Ozpetek allo Spazio Oberdan, da oggi al 30 maggio ( v.le V. Veneto 2, ingr: e 5, tess. e 3). Alle 17 «Le fate ignoranti», che nel 2001 portò nel cinema italiano di massa temi come Aids e libertà sessuale del mondo gay; alle 21.30 «Il bagno turco-Hamam», che nel 1997 rivelò il regista come narratore multiculturale, in equilibrio tra Roma e Istanbul. Nei suoi otto film ha fatto specchiare un'Italia incasinata e infelice, ma desiderosa di sentirsi più tollerante e colorata. Di rado è incappato in un film sbagliato o in un mezzo insuccesso, come «Un giorno perfetto» (il 21), tratto da un soggetto non suo. Il film più amato: forse «La finestra di fronte» (il 17), dove l'emancipazione della mogliettina insoddisfatta (Giovanna Mezzogiorno) passa attraverso la creatività pasticcera. Si chiude con il film che ha convinto anche i suoi detrattori (non pochi, anche in ambito gay): il recente (foto) «Mine vaganti» (il 30). (Alberto Pezzotta) Questo articolo ha ricevuto 347 visite.
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