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| Cannes: con Inarritu e Frears incubo e serenita' sul grande schermo |
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| Con "Biutiful" Javier Bardem si candida al premio per la miglior interpretazione. In concorso una storia cupissima dal messicano di "Babel" e fuori competizione la leggerezza di "The queen" |
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| Martedì 18 Maggio 2010 |
| di la Repubblica |
| in Spettacoli |
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Al cinema i morti non sono tutti uguali. Ci sono quelli che riempiono di angoscia e quelli che addirittura fanno ridere. C´è il morto che si annuncia sin dalla prima inquadratura, trovandosi lo stesso in un aldilà meno brillante di quello del caffè Lavazza, cioè in una foresta ricoperta di gelida neve, a chiacchierare con un ragazzo che risulta essere suo babbo morto giovane; e c´è il morto del tutto inaspettato vittima del caso, quando un cane sfuggito al proprietario spaventa una mandria di pacifiche mucche che travolgono e uccidono l´uomo, già a terra per aver fatto a pugni con un rivale di scrittura e d´amore. Sarà il caso di deprimersi o invece di rasserenarsi, di scegliere il film di un autore messicano di gran bell´aspetto come Alejandro Gonzáles Iñárritu, che nel 2006 ha vinto qui il premio alla miglior regia per Babel, o quello di un eclettico autore inglese come Stephen Frears, che nello stesso anno ha diretto The Queen, la cui protagonista, Helen Mirren, ha conquistato una montagna di riconoscimenti?
Guai ad azzardare con Alejandro Gonzáles Iñárritu, 47 anni, che il suo film in concorso, Biutiful è un po´ cupo: «Niente affatto, anzi è molto positivo, pieno di speranza». Certo dipende dai punti di vista: già da subito sappiamo che il protagonista Uxbal ha un cancro alla prostata con metastasi al fegato e alle ossa, e urina sangue, tra l´altro in un gabinetto sporchissimo. Ha la bella faccia ispida e mal lavata del brutto e bravo Javier Bardem che nella vita (forse da rasato e deodorato) ha conquistato l´amore di Penelope Cruz e che nel film sopporta con sguardi dolenti e gesti teneri una tal mole di disgrazie, da essersi già accaparrato, secondo qualche esperto, il premio al miglior attore.
Riassumendo: Uxbal vive nella Barcellona (tutto il mondo è paese) sgretolata degli immigrati clandestini e dei miserabili, in un pertugio di casa con scarafaggi, assieme ai due amatissimi piccini: è separato dalla moglie, bruttina e amata, ma fragile, alcolista e promiscua («Io voglio esserti fedele, ma mi piace divertirmi»). È un sensitivo che riesce a mettersi in contatto coi morti e a farli parlare, il che gli frutta qualche soldo dai parenti disperati, il suo lavoro è mettere in contatto africani e cinesi con chi li sfrutterà col lavoro nero. «Non fidarti mai di chi ha fame» gli spiega il poliziotto corrotto, ma in fondo anche Uxbal campa su questi invisibili disperati, però con affetto: una carezza qua, una buona parola là, e almeno i soldi che prende servissero a nutrire i figli non solo di latte e biscotti.
Il padrone cinese è gay, il suo amante combina guai, si ritrovano i clandestini cinesi morti sulla spiaggia, i neri perseguitati dalla polizia fuggono in una scena spettacolare girata nel centro di Barcellona. Il fratello di Uxbal si fa la cognata, è proprietario di un locale dove le go-go dancers hanno le natiche truccate da seno con effetto strabiliante, insieme inùmano i resti del padre imbalsamato per venderne la preziosa tomba. Uxbal è ossessionato dalla paura di lasciare soli i suoi figli innocenti e teneri e s´ingegna per sistemarli prima di morire. Non sappiamo se ci riuscirà, tanto per non importunarci con un sia pur labile lieto fine. Spettatori divisi, chi opta per la Palma d´Oro che pare sempre più adatta alla tragedia che alla commedia, chi pensa che almeno un raggio di sole, a Barcellona, poteva capitare.
Forse a causa della sua leggerezza, è fuori concorso Tamara Drewe, il film che Stephen Frears ha tratto dalla graphic novel di Posy Simmonds, ispirata al romanzo di Thomas Hardy Via dalla pazza folla. Villaggio inglese tipo quello dell´ispettore Barnaby, comoda pensione per scrittori che in mezzo alla campagna preparano i loro prossimi libri. Proprietari l´autore di gialli popolari Nicholas e sua moglie Beth, che in preda a una mistica esagerata della femminilità, fa da mangiare, alleva galline, tosa pecore, tiene l´orto, serve in tavola, dà dritte al marito e in più è tradita. Torna l´ex nasona bistrattata e diventata bellissima, giornalista e di facile avventura, si fa un batterista rocker dagli occhi bistrati, lo scrittore Nicolas e anche il suo primo amore oggi contadino belloccio, Andy. Due adolescenti innamorate del rocker tramano con Internet, creano casino, sfasciano coppie, poi tutto si ricompone felicemente tranne che per il povero Nicholas, travolto dalle mucche.
Come capita anche nei più riposanti e divertenti film inglesi, attori geniali, brutti e di mezza età di provenienza teatrale, protagonista la bella Gemma Anterton, bruna e formosa, ex Bond girl. (di Natalia Aspesi) Questo articolo ha ricevuto 206 visite.
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