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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Cinema, Cipelletti: «L'affetto tra gay non lede nessuno»
Cinema, Cipelletti: «L'affetto tra gay non lede nessuno»
Nel documentario ''Due volte genitori'' si parla della fase della rivelazione familiare (video)
Sabato 15 Maggio 2010
di La redazione di Gaynews
in Spettacoli

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Il 17 maggio 2010 è la Giornata Mondiale contro l'omosessualità. Claudio Cipelletti (audio), regista milanese, ha realizzato con l'associazione AGEDO il documentario “Due volte genitori”, incentrato sul delicato momento di passaggio in cui in una famiglia viene rivelata l'omosessualità dei figli, proiettato domenica 16 maggio al Nuovo Cinema Aquila di Roma. «Dal 1993 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha derubricato l'omosessualità dalle malattie - ricorda Cipelletti -, eppure continuano le aggressioni contro gli omosessuali. L'affetto tra gay non lede nessun altro, è inconcepibile che provochi violenza».

Quella proposta nel film documentario “Due volte genitori” è la reazione che scaturisce quando in un nucleo familiare un figlio dichiara la propria omosessualità. «È una storia molto quotidiana, il film entra nelle famiglie italiane e descrive l'istante in cui tutto cambia: una figlia o figlio dicono ai genitori di essere lesbiche o gay. Un momento dell'omosessualità poco conosciuto». Ne parla Claudio Cipelletti, regista della pellicola, realizzata in collaborazione con l'associazione AGEDO (Associazione Genitori Di Omosessuali) che dal 1992 lotta affinché ci sia dialogo e condivisione tra e nelle famiglie.

«La rivelazione dell'omosessualità – prosegue il regista - in famiglia sembrerebbe essere la cosa più ovvia, la fase da cui partire, ma è coperta da un grosso tabù. Crescere senza un dialogo con i genitori è un punto di debolezza che a catena provoca altre difficoltà e troppo spesso struttura il presupposto dell'omofobia. L'affetto tra gay non lede nessuno, è inconcepibile che ci siano ancora aggressioni. Credo si tratti di fenomeni di superstizione, forse legati ad invidie e a ignoranza di ciò che si ha davanti».

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha derubricato l'omosessualità dalle malattie: secondo Cipelletti, il dialogo è fondamentale per la crescita umana e per cancellare l'omofobia. «Per i genitori ascoltare la rivelazione di un figlio omosessuale è come trovarsi di fronte ad un nuovo essere, ad una seconda genitorialità. È un percorso necessario e che accomuna tutti i genitori, anche chi non ha figli gay: tutti si identificano in quel passaggio, quando a un certo punto le aspettative dei genitori si infrangono e i figli diventano adulti, chiedendo di essere se stessi, rispettati non in quanto proiezione di un desiderio dei genitori. Se viene accettato questo passaggio è proprio una rinascita». (di Valentina Venturi) (Fonte: Agenzia Multimediale Italiana)

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