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| Da Sodoma a Hollywood specchio sul mondo gay |
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| Una chiusura con Patty per il Cinema Gay |
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| Giovedì 22 Aprile 2010 |
| di La Stampa |
| in Spettacoli |
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di GIANNI RONDOLINO
TORINO - Da qualche anno si chiama Torino GLBT Film Festival, ma da tutti è conosciuto come «Da Sodoma a Hollywood», un’etichetta gloriosa che compie 25 anni. Una bella data, non perché, come si legge sul catalogo, «non si arriva a celebrare il 25° anniversario se non si gode di una sana e robusta costituzione», ma perché è e continua ad essere un punto di riferimento di un certo cinema e più ancora di una battaglia culturale non ancora finita. Ci sono festival che vivono da più di 25 anni solo grazie ai contributi pubblici e potrebbero morire senza rimpianti, e altri ben più validi che muoiono per l’assenza di quei contributi. Non vorremmo che il festival di Torino dovesse fare questa seconda fine.
E’ una manifestazione di grande valore culturale, che ha attirato nella nostra città personalità internazionali – quest’anno, fra gli altri, Claudia Cardinale e James Ivory ma anche Patty Pravo presente stasera alla cerimonia di chiusura – e ha fatto conoscere registi e autori che si sono affermati in tutto il mondo. Ed è un festival molto seguito, non solo, ovviamente, dalla comunità gay. Basta scorrere il fitto programma per rendersi conto, da un lato, dell’abbondanza e della varietà delle proposte, al di là del valore intrinseco dei singoli film presentati; dall’altro di una ricerca attenta delle novità, degli esordi, di certi recuperi. Come, ad esempio, la retrospettiva dedicata ai «25 film che ci hanno cambiato la vita», che non comprende solo opere importanti e riconosciute come The Boys in the Band (1970) di William Friedkin, Happy Together (1997) di Wong Kar-wai o Poison (1991) di Todd Haynes, ma anche film quasi sconosciuti come Des majorettes dans l’espace (1996) di David Fourier, Lilies (1996) di John Greyson o il cortometraggio Kampvuur (1999) di Bavo Defurne. Ma sono ovviamente le altre sezioni - concorsi, omaggi, documentari ecc. - ad attirare l’attenzione. E qui il discorso si fa articolato e aperto a ogni interpretazione. Nel senso che, data la varietà e la quantità dei film presentati, si fa fatica a seguire un unico percorso: anzi, è assolutamente impossibile vedere tutto. Ma forse è proprio questo l’intento del festival: attraverso la quantità e l’eterogeneità delle proposte costringere il pubblico, sempre numeroso e partecipe, a farsi un proprio programma ovvero a saltellare da una sezione all’altra, non tanto alla ricerca del film migliore, quanto piuttosto di un «mondo» filmico, cioè di una sorta di specchio più o meno deformante, che riesce a riflettere il mondo concreto in cui vivono gli omosessuali.
Di qui l’interesse non solo per i film in concorso e fuori concorso, da The City of Your Final Destination di James Ivory al cortometraggio Covered di John Greyson, da Little Ashes di Paul Morrison a New York Memories di Rosa von Praunheim, ma anche alle opere dei giovani e degli esordienti. Per tacere dei due omaggi dedicati a Maria Beatty e a Patricia Rozema. Sebbene sembra mancare al programma di quest’anno quello spirito «eversivo» e di ricerca innovativa che vi portavano Davide Oberto e Cosimo Santoro, i due ottimi selezionatori che non fanno più parte della squadra del direttore Giovanni Minerba.
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Una chiusura con Patty per il Cinema Gay
di DANIELE CAVALLA
L’ultima sera è con Patty Pravo. La star, icona gay per antonomasia, caratterizza infatti questa sera la cerimonia di premiazione del «Glbt Film Festival – Da Sodoma a Hollywood», in programma nella sala Uno dell’Ideal Cityplex. Appuntamento alle 21 con Fabio Canino, presentatore della serata, affiancato dal direttore Giovanni Minerba per l’assegnazione dei premi. La giuria: Eytan Fox, Cesare Petrillo, Peter Cameron, Ivan Cotroneo, Patricia Rozema. Al termine, sale sul palco Patty Pravo, peraltro già evocata all’inaugurazione del Festival in quanto la sua «La bambola» era presente nel film d’apertura «Le fil»: accompagnata al pianoforte dal maestro Giovanni Boscariol, la Pravo canterà alcuni fra i suoi successi quali «Se perdo te» «Pazza idea», «Col tempo». «La ragazza del Piper», fra l’altro, è tuttora al cinema in quanto interprete di «Sogno», canzone inserita da Ferzan Ozpetek nella colonna sonora del successo «Mine vaganti» e candidata al David di Donatello 2010 come miglior brano originale. Fra gli ospiti c’è il regista Fausto Brizzi, a Torino sul set di «Maschi contro femmine». Completa la serata la «prima» europea di «Oy Vey! My Son is Gay!» di Evgeny Afineevsky, cineasta americano di origine russa ospite in sala. Si tratta di una commedia romantica incentrata sul personaggio di Nelson, giovane ebreo con una madre che cerca in tutti i modi di farlo fidanzare ma lui ha già un’altra persona nella sua vita, un coetaneo. Lui è John Lloyd Young, mentre Carmen Electra («Hot movie», «Scary movie») impersona l’attraente vicina di casa. Il biglietto costa dieci euro.
Per il resto, il cartellone di quest’ultima giornata di Festival prevede un pomeriggio all’Ambrosio dedicato alla retrospettiva «I 25 film che ci hanno cambiato la vita». Si comincia alle 14,30 nella sala Due del locale di corso Vittorio Emanuele con «Otra historia de amor (Another Love Story)» dell’argentino Américo Ortiz de Zárate, premio del pubblico al Festival del 1988. «Si trattava - si legge nella presentazione del film - dell' opera prima del regista e, purtroppo, restò anche l'ultima. Il film si dimostrò particolarmente coraggioso nell'affrontare il tema dell'omosessualità in un momento difficile per la storia di quel paese». A seguire, ma in sala Tre, appuntamento alle 16,30 con «My Father is Coming», opera datata 1991 della regista tedesca Monika Treut che descrive la sconclusionata esistenza di un'aspirante attrice tedesca disoccupata.
Da segnalare, infine, alle 16,30 in sala Due la replica di uno dei film più attesi di questa venticinquesima edizione: «Prayers for Bobby» di Russell Mulcahy, il regista australiano diventato famoso per «Highlander» impegnato in questo caso nel portare sullo schermo la storia vera di una donna molto religiosa che quando scopre di avere un figlio gay vede la sua vita cambiare radicalmente. Lei è Sigourney Weaver.
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22 Aprile 2010
GREEN ZONE
Il bel film d’azione di Paul Greengrass
sulla guerra degli americani in Iraq
«Green Zone», il film più diretto e duro sulla guerra degli americani in Iraq, ha aspettato tre anni prima di poter essere distribuito e visto: già nel 2008 veniva offerto alla Mostra di Venezia. Non c’è da stupirsene troppo: è un film che legittima quanto molti hanno sempre creduto di sapere. Nel 2003, il giovane ufficiale Matt Damon insieme con la sua pattuglia di specialisti viene inviato a Baghdad e incaricato della ricerca di quelle armi di distruzione di massa all’origine dell’attacco contro Saddam Hussein. Gli danno indicazioni, ma seguendole i militari non trovano alcunché, e son esposti a rischi letali. Le loro proteste vengono messe a tacere; però l’ufficiale frustrato indaga e raccoglie i risultati peggiori. «Green Zone» (la zona verde blindata di una decine di kmq nel cuore di Baghdad, sede dei vertici Usa) è poi dinamico, movimentato almeno quanto i film di Bourne già diretti dal regista Greengrass.
Lietta Tornabuoni
BASILICATA COAST TO COAST
Comico. Regia di Rocco Papaleo, con Alessandro Gassman e Giovanna Mezzogiorno. Durata: 104 minuti. Esordio alla regia, descrive il viaggio a piedi attraverso la Basilicata di un gruppo musicale disposto a tutto pur di partecipare al Festival di Scanzano Ionico. Una giornalista narra l'impresa.
CELLA 211
Drammatico. Regia di Daniel Monzón, con Luis Tosar e Alberto Ammann. Durata: 110 minuti. Al primo giorno di lavoro in carcere il giovane secondino Juan Olivier viene inavvertitamente coinvolto nella rivolta dei detenuti guidata dal carismatico Malamadre. Trionfo di pubblico e tanti premi in Spagna.
COLPO DI FULMINE
Commedia. Regia di John Requa e Glenn Ficarra, con Jim Carrey e Ewan McGregor. Durata: 102 minuti. In seguito ad un incidente stradale, l’ex poliziotto Steven Russell cambia vita diventando gay e imbroglione al punto di finire in galera. Qui s’innamorerà di un detenuto, Phillip Morris. E’ COMPLICATO
Commedia. Regia di Nancy Meyers, con Meryl Streep e Steve Martin. Durata: 120 minuti. La cinquantenne Jane Adler, proprietaria di una pasticceria a Santa Barbara e madre di tre figli, è corteggiata dall’ex marito e da un architetto.
FROM PARIS WITH LOVE
Azione. Regia di Pierre Morel, con John Travolta e Jonathan Rhys-Meyers. Durata: 92 minuti. A Parigi il giovane assistente dell’ambasciatore americano affianca in un’operazione antiterrorismo un agente dei servizi segreti Usa dai metodi assai sbrigativi. Dal cineasta di «Io vi troverò», produce Luc Besson.
GREEN ZONE
Azione. Regia di Paul Greengrass, con Matt Damon e Greg Kinnear. Durata: 115 minuti. Dopo «The Bourne ultimatum», la coppia Greengrass e Damon è tornata insieme per la storia di un maresciallo americano mandato nel 2003 in Iraq a cercare armi di distruzione di massa che si crede gli iracheni stiano accumulando.
FANTASTIC MR. FOX
Animazione. Regia di Wes Anderson. Durata: 88 minuti. dal bestseller per l’infanzia di Roald Dahl, la storia della famiglia Fox che conduce un’idilliaca vita insieme al figliolo Ash e al nipote Kristofferson. Un giorno il Signor Fox decide di tornare ad essere uno spregiudicato ladro di galline.
HAPPY FAMILY
Commedia. Regia di Gabriele Salvatores, con Fabio De Luigi e Diego Abatantuono. Durata: 90 minuti. I sedicenni Filippo e Marta sono decisi a sposarsi: entrambi dovranno convincere le rispettive famiglie. Dalla piece teatrale.
MINE VAGANTI
Commedia. Regia di Ferzan Ozpetek, con Riccardo Scamarcio e Alessandro Preziosi. Durata: 110 minuti. Da anni a Roma, il giovane Tommaso torna in famiglia a Lecce per confessare la sua omosessualità: lo precede, fra lo sbigottimento dei genitori, il fratello. Dall’autore de «Le fate ignoranti».
OLTRE LE REGOLE
Drammatico. Regia di Oren Moverman, con Ben Foster e Woody Harrelson. Durata: 105 minuti. Due ufficiali dell’esercito americano notificano le vittime di guerra alle loro famiglie. Uno di loro s’invaghisce di una giovane vedova (Samantha Morton). Miglior sceneggiatura al FilmFest di Berlino, opera prima sceneggiata da Alessandro Camon.
IL PICCOLO NICOLAS ...
Commedia. Regia di Laurent Tirard, con Valérie Lemercier e Kad Mérad. Durata: 90 minuti. La vita del piccolo Nicolas viene sconvolta dal pensiero della nascita di un fratellino. Dai racconti di René Goscinny e Jean-Jacques Sempé.
SCONTRO TRA TITANI
Fantasy. Regia di Louis Leterrier, con Sam Worthington e Liam Neeson. Durata: 118 minuti. Perseo, figlio mortale di Zeus, guida un gruppo di eroi in una sanguinosa ed epica guerra contro mostruosi nemici in mondi mai visti.
SHUTTER ISLAND
Thriller. Regia di Martin Scorsese, con Leonardo DiCaprio e Mark Ruffalo. Durata: 138 minuti. Nel 1954 il detective Teddy Daniels viene mandato sull’isola di Shutter, sede di un famigerato manicomio criminale, per indagare sul caso di una paziente scomparsa. Dal libro di Dennis Lehane, quarta esperienza insieme per Scorsese e DiCaprio.
SIMON KONIANSKI
Commedia. Regia di Micha Wald, con Jonathan Zaccaï e Popeck. Durata: 100 minuti. Simon, trentacinquenne ebreo, è costretto a tornare a vivere con il padre, reduce dai lager. I due non si sopportano ma quando il genitore muore, Simon decide di esaudire le sue ultime volontà: essere sepolto nel villaggio in cui è nato.
L’UOMO NELL’OMBRA
Thriller. Regia di Roman Polanski, con Ewan McGregor e Pierce Brosnan. Durata: 128 minuti. Dal best seller di Robert Harris, la storia di un ghost writer chiamato a scrivere le memorie dell’ex primo ministro inglese Adam Lang e quindi a subentrare al suo precedente collaboratore, morto in un misterioso incidente stradale.
LA VITA E’ UNA COSA ...
Commedia. Regia di Carlo Vanzina, con Gigi Proietti e Nancy Brilli. Durata: 103 minuti. Cesare è un poliziotto che si occupa di intercettazioni: spia le vite degli altri, a cominciare da quella del presidente di un importante gruppo bancario al quale i politici chiedono con insistenza fondi neri per finanziare loro traffici.
A CURA DI Daniele Cavalla Questo articolo ha ricevuto 310 visite.
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