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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Saranno famosi (ma con ironia): arriva in Italia il fenomeno
Saranno famosi (ma con ironia): arriva in Italia il fenomeno "Glee"
Su Sky la fiction politicamente corretta anti-bullismo
Martedì 22 Dicembre 2009
di Corriere della Sera
in Spettacoli

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MILANO — Un po’ «High School Musical», un po’ «Il mondo di Patty ». Ed ecco quello che l’America ha consacrato come il fenomeno televisivo dell’anno ( New York Times : «È il più affascinante, magico, innovativo, irrinunciabile show della televisione »), con dieci milioni di spettatori e quattro nomination ai Golden Globe, tra cui quella come miglior serie televisiva comedy. Per vedere «Glee» in Italia bisognerà aspettare il nuovo anno, il 21 gennaio. Ma a Natale, Fox (canale 110 di Sky) regalerà l’anteprima del primo episodio della serie tv alle 15 e, in replica, alle 21. Scritta da Ryan Murphy («Nip/Tuck»), la serie si accoda alla fortunata scia di teen-drama che raccontano le vicende di ragazzi che studiano in scuole dove si fanno anche lezioni di canto o di ballo. E dove spesso finiscono per contrapporsi delle fazioni.

«Glee» è ambientata alla McKinley High School di Lima, in Ohio: lì ciò che davvero conta ruota attorno ai giocatori di football e alle cheerleader. Ma arriva l’immancabile insegnante illuminato che vuole cambiare le cose. Will Schuester (Matthew Morrison, nominato ai Golden come miglior attore) decide di riportare in auge il Glee Club (nei campus degli Stati Uniti ne sono stati fondati a centinaia): un’attività extrascolastica dove si studiano canto e ballo. Discipline ormai considerate poco «glam». Naturalmente, il professore per dare vita al suo progetto deve affrontare l’ostilità dei suoi colleghi capeggiati dal coach delle cheerleaders, Sue Sylvester (Jane Lynch, anche lei nominata come miglior attrice non protagonista). All’inizio nessuno vuole fare parte del club, poi Schuester scopre la passione per il canto del quarterback della squadra del liceo (Cory Monteith) e, con un ricatto, lo obbliga ad entrare nel Glee Club assieme alle «dive» Rachel Berry (Lea Michele, altra nomination ai Golden come miglior attrice protagonista) e Mercedes Jones (Amber Riley).

E il Glee club decolla. Questo anche se nel circolo ci sono pure i meno fortunati, come Artie (Kevin McHale) chitarrista su una sedia a rotelle, Jenna (Tina Cohen-Chang) punk e balbuziente, Kurt (Chris Colfer), un ragazzo gay perseguitato dalla squadra di football. Tutto perché passi il messaggio che il successo non si ottiene seguendo la massa ma puntando sulle proprie potenzialità. Racconta Ryan Murphy: «Quando ho detto che volevo fare un musical, tutti hanno riso. Ma sentivo il bisogno di fare qualcosa di positivo, ottimista ma innovativo». E «Glee», che per metà è teen drama e per metà musical, ha appassionato per la freschezza e l’ironia nell’affrontare anche argomenti poco simpatici ma concreti, come il bullismo. «Ogni puntata ha un tema e una lezione — prosegue l’autore —. Ma quando la guardi non hai l’impressione di esserti sintonizzato su un canale per ragazzi. Siamo su Fox, dopo tutto. Non ho mai voluto fare una serie sui ragazzi ma sull’ambizione e sul talento » .

Il paragone con «High School Musical »? «Sono due cose diverse. Loro stanno parlando e poi improvvisamente iniziano a cantare. Noi trattiamo la musica diversamente, la contestualizziamo: si canta su un palco, in una sala d’incisione. La musica è davvero molto importante nel mio lavoro ». Il fenomeno di «Glee» infatti non si esaurisce solo come televisivo. Proprio l’incredibile repertorio musicale è tra le caratteristiche più apprezzate della serie — si va da Bon Jovi a Celine Dion, Dionne Warwick, Rihanna, Queen, Kanye West, Madonna fino ai brani dei musical più famosi come Cabaret o My Fair Lady — e coinvolge i telespettatori attivamente: tutte le canzoni sono sottotitolate in stile karaoke. Non solo.

I brani cantati nel telefilm negli Stati Uniti sono diventati delle hit e dopo ogni puntata è possibile scaricarli: l’iniziativa ha avuto un tale successo che molti cantanti hanno «regalato » i loro pezzi alla serie in cambio dell’enorme pubblicità di ritorno. Un fatto che ha ingolosito anche artisti affermati. Il singolo di Rihanna «Take a Bow», ad esempio, ha avuto un vertiginoso picco di vendite dopo essere stato cantato da una delle protagoniste e perfino Madonna ha messo a disposizione la sua discografia (pare che la cantante possa partecipare nella prossima stagione ad una puntata come guest star). I fan del telefilm hanno comprato su iTunes oltre due milioni di canzoni cantate dal cast. E la compilation della serie ha raggiunto la vetta delle classifiche. Ma la soddisfazione più grande è un’altra, confida l’autore: «Dalle centinaia di e-mail che ricevo, so di tantissimi ragazzi che si sono convinti a esprimersi nel canto o nella danza. Per quanto mi riguarda, averlo fatto ha salvato la mia vita».

Chiara Maffioletti

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