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| Fra sesso e gay il cinema cambia il Marocco |
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| Successo della rassegna di Marrakech |
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| Giovedì 17 Dicembre 2009 |
| di la Repubblica |
| in Spettacoli |
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Due film italiani nella kermesse e Isabella Ferrari giurata con Kiarostami
di MARIA PIA FUSCO
MARRAKECH - Lei si chiama Marcela, è un´artista tormentata e inquieta, lui è Abdelsellem, un duro appena uscito di prigione. S´incontrano in un locale, si ubriacano, si piacciono, si baciano freneticamente mentre salgono una scala, entrano in casa ed esplode un amplesso selvaggio nel buio. Non si vede nulla, ma gli ansimi e i respiri affannosi provocano nella platea un boato di entusiasmo, risate e applausi: il film è Fissures di Hicham Ayouch, la platea è quella del pubblico popolare del festival di Marrakech, che si entusiasma quando nel gioco della coppia s´inserisce un amico e la storia diventa una sorta di ruvido "Jules e Jim" del nostro tempo, ambientato a Tangeri.
Fissures è il film marocchino più audace presentato al festival, insieme a The man who sold the world dei fratelli Swel e Imad Noury, che racconta l´amicizia tra due ragazzi, tanto intensa da sfiorare l´omosessualità, e quando i due sullo schermo arrivano al bacio la reazione del pubblico è forte e rumorosa. C´è perfino chi lascia la sala. Fissures e il film dei Noury, come le reazioni del pubblico, sono interessanti e significativi della produzione marocchina di oggi, che cerca di aderire alla realtà di un paese in continuo movimento, sia pure frenato dal peso della cultura tradizionale islamica. Molti sono i giovani autori che sfidano le regole, nei loro film si raccontano storie di emigrati, c´è alcol, sesso, ragazze che scelgono il loro destino ribellandosi alla famiglia. Sia pure con qualche accorgimento, come il buio, il nudo che non supera i limiti della schiena, o, come in Fissures, la scelta di una protagonista libera e spregiudicata però straniera.
Il cambiamento della società marocchina verso l´occidentalizzazione è cominciato con l´insediamento di re Muhammed VI. È lui che ha voluto il festival di Marrakech, di cui è presidente suo fratello, il principe Moulay Rachid, al quale ogni anno partecipano cineasti del mondo occidentale. La nona edizione di quest´anno si è conclusa con la vittoria di Northless, primo film di Rigoberto Perezcano, di produzione messicana. L´Italia era presente con Io sono l´amore di Luca Guadagnino in concorso, mentre come film di chiusura è stato scelto La doppia ora di Giuseppe Capotondi. Isabella Ferrari era nella giuria, Abbas Kiarostami presidente. Questo articolo ha ricevuto 327 visite.
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