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| Firenze. Quaranta film gay tra amore eterno e sesso promiscuo |
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| L´omaggio al cineasta Rosa von Prunheim e alle vittime omosessuali dell´Olocausto |
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| Martedì 24 Novembre 2009 |
| di la Repubblica - Firenze |
| in Spettacoli |
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di FULVIO PALOSCIA
Un gatto guarda sornione l´obiettivo mentre la sua padrona sbuccia piselli, unico «doppio senso» di una fotografia che evoca casalinghitudine. Il messaggio dell´immagine scelta dal Florence Queer Festival per promuovere la sua settima edizione (in memoria del fotografo Derno Ricci; all´Odeon dal 26 novembre al 5 dicembre) è chiaro: omosessualità uguale normalità, e i 40 film in cartellone sono qui a dimostrarcelo. Sia che indaghino temi scabrosi (The good american di Jocken Hick, 2/12 alle 18) sugli escort gay), sia che si parli di genitorialità omosessuale. Ridendoci sopra, come fa Patrik age 1.5 di Ella Lemhagen (2/12), storia di una coppia di uomini che - senza saperlo - adotta un figlio omofobo, o documentando la vita di chi ha compiuto questa scelta, vedi Homo baby boom di Anna Boluda (2/11, 20.45). Non mancano ritratti di gay celebri: da Quentin Crisp, il più famoso omosessuale britannico, interpretato da John Hurt in An englishman in New York di Nancy Kissam (29/11, 22.45), allo scrittore Christopher Isherwood e Don Bachardy, legati da una storia d´amore a cui Guido Santi e Tina Mascara hanno dedicato il documentario Chris & Don: a love story (29/11, 15.30). Le pellicole italiane mettono in luce contraddizioni e segreti riguardo alle tematiche omo tra passato e presente: Giorgio/Giorgia... storia di una voce di Gianfranco Mingozzi rievoca la vita di Giorgio Montana, più conosciuto come Giorgia O´ Brien, grande diva dei palcoscenici di casa nostra (2/12, 16.30); Isola Nuda di Debora Inguglia indaga la vita di un gruppo di omosessuali catanesi mandati al confino ad Ustica durante il fascismo (30/11, 17.30); Una questione delicata di Peter Marcias (3/12, 18) e Il compleanno di Marco Filiberti (3/12, alle 23) sono spaccati di violenza quotidiana. La retrospettiva è dedicata a Rosa von Prunheim, leggendario cineasta queer tedesco: il nome femminile è in omaggio alle vittime omossessuali dell´Olocausto, marchiate appunto da un triangolo rosa. E c´è anche un film di Natale: The houseboy di Spencer Lee Schilly (28/11) ovvero la dicotomia, insanabile nel mondo gay, tra amore eterno e sesso promiscuo. Questo articolo ha ricevuto 543 visite.
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