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| Il matrimonio fra gay? Parliamone in vernacolo |
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| Teatro di Rifredi a Firenze. Il fenomeno della compagnia livornese "Il Carrozzone": un teatro popolare libertario e politicamente corretto che parla di diritti civili |
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| Venerdì 20 Novembre 2009 |
| di la Repubblica - Firenze |
| in Spettacoli |
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IL Teatro vernacolare con i suoi padri padroni non è certo una forma d´arte libertaria. Fa eccezione la compagnia livornese "Il Carrozzone" diretta dal settantenne Giuseppe Pancaccini. Lo spettacolo Il marito der mi´ figliolo è da stasera a domenica a Rifredi all´interno del «Queer Theatre». Come afferma il regista-drammaturgo Pancaccini «È la prima volta che il Vernacolo analizza un tema scottante come i matrimoni fra omosessuali». A Livorno Il Carrozzone è un cult: «Siamo amati da tutti i ceti, da spettatori di ogni età e razza, facciamo oltre 50 repliche all´anno. In compagnia non ce ne è uno che non sia di sinistra. Siamo tutti attori amatoriali, abbiamo un altro lavoro. Io sono operatore turistico, ma abbiamo le nostre star: l´ottantacinquenne Alba Noemi è stata una gloriosa soubrette che ha recitato con Totò e Viviana Laris è in compagnia con Sebastiano Lo Monaco». Il Carrozzone, seppure con ironia, lazzi e senza prendersi troppo sul serio, ha spesso affrontato temi scottanti: «Nel ´74 con Separazione alla livornese ci schierammo a favore del divorzio. Il marito der mi´ figliolo parla del mondo di oggi, parla d´amore, delle perplessità di padri, madri, zie che si trovano di fronte un ragazzo dichiarare amore eterno ad una persona dello stesso sesso. Alla fine però l´amore trionfa e saranno felici anche i genitori». Ma i gay cosa hanno detto del vostro spettacolo? «Soltanto una frase: avete fatto più voi che il parlamento».
(ro. inc.) Questo articolo ha ricevuto 270 visite.
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