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| Festival di Roma, vince l’amore nazi-gay |
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| Premiato il film del regista italo-danese Donato, migliori attori Castellitto e la Mirren |
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| Sabato 24 Ottobre 2009 |
| di Il Centro |
| in Spettacoli |
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ROMA. Il Marc’Aurelio d’oro va al film più controverso del Festival internazionale del film di Roma, Brotherhood di Nicolo Donato, regista italo-danese ed ex fotografo di moda al suo debutto dietro la macchina da presa con un film sull’amore gay in un gruppo neonazista di Copenaghen. Migliori attori protagonisti: Sergio Castellitto e la britannica Helen Mirren.
La giuria presieduta dal regista Milos Forman ha preferito Brotherhood a L’uomo che verrà di Giorgio Diritti. Per il commovente film sulla strage di Marzabotto due riconoscimenti importanti: Gran premio della giuria e Marc’Aurelio d’oro del pubblico.
Broterhood (Fratellanza) racconta una storia shock ambientata nel mondo neo-nazista in Danimarca. E’ un viaggio nella realtà misconosciuta dei gruppi neonazisti, con la variante omosessuale, una deriva passionale vissuta come tradimento dagli altri membri dell’organizzazione e repressa senza pietà. Il tema, omosessualità da punire e razzismo, di attualità, è trattato da un regista allievo di Lars Von Trier con livido rigore suggerito dai paesaggi nordici e dal tetro look dei protagonisti, in un’escalation di violenza e tensione che diventa dramma e melodramma.
Il protagonista è il biondino Lars (interpretato da Thure Lindhart) che, disilluso dall’esercito, diventa un disertore per entrare nel movimento neonazista. Affidato all’esperto Jimmy (David Dencik), che picchia gay e pachistani ma beve birra biologica «perché bisogna rispettare la natura», Lars compie il suo apprendistato. Ma il cottage in riva al Mare del Nord, che entrambi stanno riparando, sede del movimento neonazista guidato da un canuto presidente con un carismatico grassone come vice, diventa improvvisamente, per entrambi, una cuccia calda, un microcosmo pericolosamente amoroso con i corpi nudi dei due intrecciati amorevolmente.
Lars vorrebbe scappare con Jimmy ma è convinto da quest’ultimo ad aspettare: si compie così un fatale errore. Scoperti, picchiati selvaggiamente dagli altri, Lars e Jimmy restano insieme perché il loro amore «contronatura», come dicono nel film, si rivela più forte dell’indottrinamento ideologico.
L’Italia, come in tre edizioni su quattro, si accontenta del Marc’Aurelio d’argento per la recitazione. Nel 2006 vinse Giorgio Colangeli, nel 2008 fu la volta di Donatella Finocchiaro e quest’anno tocca a Sergio Castellitto. L’attore romano è stato premiato per la sua interpretazione di Mero in Alza la testa di Alessandro Angelini. Una curiosità: nel film recita anche Giorgio Colangeli che, in un ideale passaggio del testimone, durante la conferenza stampa di alcuni giorni fa, ha «incoronato» il suo collega.
Duarnte la cerimonia conclusiva del festival, ieri sera nella sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della musica, condotta da Vanessa Incontrada, è stata premiata anche Helen Mirren (oscar due anni fa per The Queen), protagonista di «The last station», Marc’Aurelio d’argento come miglior attrice.
Fra gli ospiti più attesi della serata Giuseppe Tornatore, chiamato a consegnare a Meryl Streep il Marc’Aurelio d’oro alla carriera, e Carlo Verdone che ha premiato il film più votato dagli spettatori con il Marc’Aurelio d’oro del pubblico al miglior film-Bnl.
(c.s.) Questo articolo ha ricevuto 216 visite.
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