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| Storia di un amore gay: è polemica in Israele |
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| Arriva nelle sale “Eyes Wide Open” |
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| Domenica 06 Settembre 2009 |
| di L'Unione Sarda |
| in Spettacoli |
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Arriva nelle sale israeliane Eyes Wide Open , il film di Haim Tabakman che all'ultimo Festival di Cannes ha riscosso tanti apprezzamenti, ma che a Tel Aviv e nel resto del Paese è destinato a diventare bersaglio di critiche e polemiche. I protagonisti sono infatti due omosessuali della comunità ultra-ortodossa di Gerusalemme, un macellaio rispettato nel quartiere e un aspirante studente di scuola talmudica. Profondamente religiosi, profondamente legati, pagheranno con l'ostracismo il loro essere diversi. Il tema è di quelli da prendere con le pinze. «Per gli ortodossi - ha spiegato all'Ansa Kobi Arieli, religioso osservante, opinionista del quotidiano Maariv e giornalista alla radio militare israeliana - essere gay è qualcosa di sbagliato, contrario alle leggi ebraiche». Ma aggiunge: «Negli ultimi anni l'omosessualità è diventata argomento di discussione: e anche i religiosi più conservatori devono fare i conti col mondo che cambia».
Non troppo diversa è l'opinione di Avi Sofer, attivista e responsabile del circolo gay e lesbico di via Nahmani a Tel Aviv. «La comunità ortodossa non è monolitica come potrebbe sembrare. Ci sono quelli che respingono il peccato, non il peccatore. Certo, non c'è un approccio liberale, ma questo è tipico di tante religioni. Come quella cattolica».
06/09/2009 Questo articolo ha ricevuto 188 visite.
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