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| Luca Zingaretti. Quello fra omosessuali per me è “Amore e basta” |
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| venezia. Molti film affrontano i temi che occupano le prime pagine |
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| Sabato 05 Settembre 2009 |
| di La Stampa |
| in Spettacoli |
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Mai come quest’anno la Mostra è in sintonia con l’aria del tempo. Molti film affrontano i temi che occupano le prime pagine. Dopo l’inizio con la questione dialettale di Baarìa, le accuse allo strapotere tv di Videocracy, le tensioni provocate dal film romeno Francesca, ecco la questione gay. Alla «Villa degli autori», che ospita i «Venice Days» di Giorgio Gosetti, Luca Zingaretti legge versi di Aldo Nove che elencano i mille modi con cui in Italia vengono chiamati gi omosessuali. Partecipare al film di Stefano Consiglio L’amore e basta «è stata l’occasione di una scoperta». Nell’antologia di nove storie vissute da coppie gay e lesbiche, l’attore ha trovato la possibilità di avvicinarsi a un mondo che lo ha colpito: «Fin da bambino ti insegnano che la parola “frocio" contiene una valutazione negativa, poi scopri, crescendo, che non è così, ma per capire davvero è necessario avvicinarsi, guardare da vicino. Comprendere, per esempio, che, rispetto a quelle etero, le coppie gay hanno una dose maggiore di consapevolezza perché il loro formarsi comporta una scelta più forte, più importante».
«L’amore e basta - dice Zingaretti - è un film che educa, che aiuta a comprendere». Amatissimo commissario Montalbano, sexsymbol del piccolo e grande schermo, Zingaretti, da sempre, è anche un’icona gay: «Mi fa piacere, si vede che la gente apprezza il mio approccio al lavoro». Il riferimento alle aggressioni subite dal mondo omosessuale nei giorni scorsi a Roma è inevitabile: «Sono episodi che fanno parte di un generale imbarbarimento del Paese. Auspico solo una cosa: che a tutte le dichiarazioni dei nostri politici facciano seguito impegni seri, concreti. Insomma, che ci siano delle prese di posizione e che i responsabili degli atti criminosi non la passino liscia, altrimenti sarebbe come andare indietro di quarant’anni». Sullo schermo Zingaretti legge un testo di Nove scritto apposta per il film, mentre Ursula Ferrara firma mini-interventi animati sul tema: «Racconto - dice il regista - tremori, gioie, paure, dignità, difficoltà, speranze, di persone dello stesso sesso che si amano e vivono insieme». In attesa di tornare sul set della nuova serie di Montalbano, Zingaretti lavora, con Domenico Stranone, alla sceneggiatura del suo film: «È la storia di un bambino il cui padre è stato ucciso da un terrorista. Voglio raccontare un dramma umano, non politico». Questo articolo ha ricevuto 437 visite.
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