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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
3° Queer Lion: la rassegna stampa
3° Queer Lion: la rassegna stampa
Pubblichiamo la rassegna stampa di sabato 29 e domenica 30 agosto dedicata al Queer Lion Award
Domenica 30 Agosto 2009
di La redazione di Gaynews
in Spettacoli

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MOSTRA DI VENEZIA. DA CLOONEY A STALLONE, DIVI E FESTE SCACCIACRISI

Non mancheranno i divi, nonostante qualche defezione eccellente, e non mancheranno le feste, nonostante qualche incertezza: il glamour non è mai stato il forte della Mostra del cinema di Venezia (2-13 settembre) ma considerando la congiuntura economica critica poteva andare peggio. Tra i più attesi George Clooney (con o senza Elisabetta Canalis?), protagonista di The men who stare at goats di Grant Heslov e Matt Damon, tornato ad un peso normale dopo i chili in più richiesti dal ruolo di The Informant nel film di Steven Soderbergh. L'incontro fotogenico mamma-figlia Jane Birkin-Charlotte Gainsbourg è saltato: quest'ultima non arriverà al Lido per Persecution di Patrice Chereau. Birkin invece, con Sergio Castellitto, promuoverà 36 vue du Pic Saint Loup di Jacques Rivette. Niente Charlotte Rampling per Life During Wartime del regista di culto Todd Solondz, niente Richard Gere per il Brooklyn's Finest di Antoine Fuqua, niente Charlize Theron (ma Viggo Mortensen sì) per The Road di Hillcoat e neppure, sembra, il bel Luca Argentero del Grande Sogno di Placido, sul set del nuovo film di Julia Roberts Mangia, prega, ama. Tra i divi stranieri ci saranno però Sly Stallone, Colin Firth, Julianne Moore con il neo regista, lo stilista-guru Tom Ford, Isabelle Huppert di White Material di Claire Denis, Nicolas Cage e Eva Mendes del Cattivo Tenente: ultima chiamata New Orleans di Werner Herzog, il grande vecchio Omar Sharif di The Traveller di Ahmed Maher, l'ormai big star Michael Moore di Capitalism, Tilda Swinton di Io sono l'amore di Luca Guadagnino. Al Lido la zona intorno al Palazzo del cinema, con l'incognita del cantiere è riuscita ad organizzarsi con varie location di prestigio: la terrazza Quintessentially con dentro la Bené Spa, la gift room del marchio Cascella, il privé tutto bollicine di Moet Venice 2009 e la terrazza dell'Excelsior con varie situazioni, il Lancia Café, il Nastro Azzurro Club (che sarà inaugurato il 3 settembre con una festa in onore di Laura Chiatti) cui si è aggiunta la Lounge Style Star, spazio elegante in bianco e nero che ha in agenda già due party il 4 settembre per Marie Claire-Msn e il 10 per Rubinacci-The Rake. Ci sono poi il bar di Studio Universal, lo spazio Cinesicilia con due antiche macchine da presa utilizzate da Tornatore per Baaria, film d'apertura di Venezia 66. Tra gli eventi più esclusivi la festa del 4 settembre sul rompighiaccio Prometej di Alberta Ferretti per Herzog e il remake del Cattivo Tenente, attesi Cage e la Mendes; la cena a San Servolo per Il grande sogno di Placido, una festa top secret in onore di Stallone l'11 settembre per il nuovo film distribuito in Italia da Massimo Ferrero; la serata a Palazzo Grassi per gli artisti finalisti del Gucci Group Award (7/9). L'8 settembre poi 150 invitati da Medusa sono previsti alla festa a lume di candela con menu tipico italiano in onore di George Clooney e Ewan Mc Gregor. Glamour assicurato dal main sponsor L'Oreal che al Lido festeggia il centenario con una collezione make up apposita e la cura del look delle star, oltre ad una seconda edizione del premio L'Oreal Paris. Previste anche tante occasioni meno formali, come il Re-birth party di J+ all'Aurora Beach Club, la festa in spiaggia per Poeti di Tony D'angelo, quella all'insegna dello spirito russo in onore del film Kakraki di Ilya Domichev, quella al Blue Moon con cocktail dedicato a Dieci Inverni di Valerio Mieli e il Queer Lion Party alla Discoteca Imperial, evento gay del 5 settembre. Infine le due feste targate Biennale: quella sulla spiaggia dell'Excelsior per l'apertura il 2 settembre, presenti una quantità tale di personalità internazionali da record (da Michael Moore a Giorgio Armani) e quella di chiusura nella location dei saloni del Des Bains il 13 settembre. (29-08-2009 – Ansa) (Il Gazzettino)

CINEMA AL PRIDE VILLAGE

Due giorni di cinema al Pride Village per il «Queer Lion 2009»: oggi e domani verrà presentata in anteprima al festival dell’Arcigay in Fiera, la terza edizione del premio collaterale del Festival del Cinema di Venezia per il miglior film con tematiche omosessuali o di interesse «queer». Un avvenimento che animerà le giornate del Lido dal 2 al 12 settembre, in contemporanea con la mostra cinematografica veneziana. A Padova intanto si parte stasera alle 21.30 con la proiezione al Pride Village del film vincitore dello scorso anno: «Un altro pianeta» film a basso budget realizzato da Stefano Tummolini. Il film racconta una giornata al mare di Salvatore (interpretato da Antonio Merone) sulla spiaggia di Capocotta a Ostia dove, grazie a un incontro inaspettato con un gruppo di persone, sarà costretto a fare i conti con il fantasma del suo passato. La pellicola, costata circa mille euro, è stata realizzata in una settimana, e successivamente acquistata e distribuita dalla Ripley’s Film. Il regista vincitore del «Queer Lion 2008» sarà presente al Pride Village per discutere con il pubblico del suo film, presentato dal direttore artistico della manifestazione cinematografica Daniel Casagrande. Domani secondo appuntamento: alle 21.30 nell’area lounge verrà presentato il libro di Vincenzo Patanè «100 classici del cinema gay. I film che cambiano la vita» di Cicero editore. Un volume con le schede delle principali pellicole a tematica omosessuale, a partire dai primi film con un sottofondo omosessuale degli anni ’30 fino ai recentissimi «Brockeback Mountain» e «Milk». Quest’anno invece tra i 14 film in gara per vincere il «leone d’oro gay» ci sono «A Single Man» di Tom Ford, tratto dal libro omonimo del 1964 di Christopher Isherwood; «Io sono l’amore» di Luca Guadagnino, film con una forte figura femminile lesbica tra le protagoniste; il vietnamita «Choi voi» (Adrift) di Thac Chuyen Bui; e «Il compleanno» di Marco Filiberti, storia di un quarantenne sposato che perde la testa per il figlio di una coppia di amici. (29-08-2009 Il Mattino di Padova)

OGNI SERA C’È UNA FESTA E SI COMINCIA GIÀ PRIMA DELL’APERTURA UFFICIALE

La parola d’ordine è «basso profilo», ovviamente, visti i tempi. Ma per il cinema il Lido prepara una grande festa, e allora che festa sia. Si comincia ancor prima che cominci: se l’inaugurazione è mercoledì 2 al Lido, già martedì 1 si brinda a San Polo, dove per la pre-apertura viene presentato a un pubblico di circa 700 invitati il Leone d’Oro 1959, «La Grande Guerra», alla presenza del regista Mario Monicelli. Niente lussuoso banchetto come negli anni passati, ma un’allegra tavolata di formaggi e salumi direttamente in Campo. Un po’ per stare in linea con lo spirito e l’epoca del film, soprattutto perché costa un terzo rispetto alla cena degli anni passati. Si ha, in generale, l’idea che ne esca qualcosa di molto divertente. La sera stessa, con un cocktail al Danieli, la rivista Variety si presenta sulla scena: sarà una redazione in loco a curare il daily della Mostra, che fino all’anno scorso era di Ciak; sarà in inglese, ma con traduzioni a cura della redazione di Venezia News. Mercoledì 2 si entra nel vivo, con la proiezione del primo film in gara, Baarìa di Giuseppe Tornatore, cast stellare e parterre all’altezza con tutte le istituzioni, i più vip e i meno vip in passerella. Dalla Sala Grande si migrerà in massa a sera verso la spiaggia dell’Excelsior: ancora segreto l’allestimento, ma la cena di gala dovrebbe ricalcare quella, molto apprezzata, delle passate edizioni. Lunghissimo buffet con tutto ma proprio tutto, tra i tavoli la madrina Maria Grazia Cucinotta, giurati, cast: ci saranno in ordine sparso, oltre a Tornatore, Sandrine Bonnaire, Ang Lee e Luciano Ligabue, Michele Placido, Enrico Lo Verso. Ampia rappresentanza dell’imprenditoria veneta. La festa, dopo la spiaggia, per il cast di Baarìa continua sulla terrazza del Lancia Café, sempre Excelsior. Se il gran finale, sabato 12, è già in calendario nel giardino del Des Bains, da tenere d’occhio il 4 settembre la festa di Alberta Ferretti in onore di Eva Mendes e Nicolas Cage sul suo rompighiaccio Prometej (200 invitati), la festa ancora segreta di e per Tom Ford, un party privato per Tilda Swinton in un palazzo veneziano, il gala con le Cirque du Soleil domenica 6 settembre, e sabato 5 un evento gay assai trasgressivo alla discoteca Imperial. Al Lancia Café praticamente ogni sera una festa per un film, e così in Villa degli Autori e al Blue Moon; il 5 settembre si consegna il Premio Gucci a Palazzo Grassi e poi in 60 (forse 80) si festeggia a Punta della Dogana: tavoli a esse correranno tra le opere d’arte, coperti da raffinatissime tovaglie e attorniati da sedie di grande firma. (di Anna Sandri) (29-08-2009 La Nuova Venezia) (Il Mattino di Padova) (La Tribuna di Treviso)

A VENEZIA UN LEONE DALLE "ALI ARCOBALENO" CONTRO L'OMOFOBIA. PETER MARCIAS GIURATO AL QUEER LION 2009

“Strano” e “insolito”: con questo significato veniva originariamente usata la parola inglese queer. Il termine ora indica “tutte le persone il cui orientamento sessuale e identità di genere differisce da quello strettamente eterosessuale” (Wikipedia). Un leone ”strano e insolito”, dalle ali con i colori dell’arcobaleno, ha ricavato la sua tana in uno dei festival cinematografici più prestigiosi. Dal 2007, la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia dedica un premio al “Miglior film con tematiche omossessuali”: il Queer Lion. Un premio contro la discriminazione delle diversità, in un’Italia in cui si moltiplicano le aggressioni contro i gay, “colpevoli” magari di scambiarsi un bacio all’uscita di un locale. Della Giuria del Queen Lion 2009, in programma dal 3 all’11 settembre, è stato chiamato a fare parte anche il giovane regista sardo Peter Marcias. Allievo di Marco Bellocchio – che definisce “un grande maestro” – Marcias è giunto alla ribalta con la docu-fiction “Ma la Spagna non era cattolica?” (2007) e il film “Un attimo sospesi” (2008), in concorso alla mostra del cinema di San Paolo in Brasile. “Con i fatti che succedono di questi tempi “– spiega il regista oristanese - strumenti come il Queer Lion sono importanti e necessari. Io ho realizzato nel 2007 il film ‘Ma la Spagna non era cattolica?’, che tratta di questi temi, e ho toccato con mano la difficoltà del nostro paese a digerire certe questioni legate all’omosessualità”. La docu-fiction, definita dal Morandini 2009 “un film che induce con critica pacatezza alla riflessione sulla nozione di laicismo e sulle interferenze vaticane ed ecclesiastiche”, sarà presto disponibile su dvd. L’opera si sofferma sulle vicende personali del regista spagnolo di un’inchiesta a Romaper conto di un canale televisivo iberico. Reportage sullo scalpore suscitato nell'Italia condizionata dal Vaticano delle riforme del “laicissimo” Zapatero. Giunto nella capitale, l’uomo ritrova una donna che aveva amato a Madrid anni prima e che ora vive un rapporto di coppia lesbico. “E’ un grande onore - sottolinea Marcias – per me fare parte di questa Giuria internazionale che assegna un premio prestigioso per le tematiche queer e la diversità”. Un premio che vuole essere un punto fermo contro l’intolleranza e il pregiudizio. La terza edizione del “leone arcobaleno” è infatti dedicata ai due giovani omosessuali aggrediti e feriti nei giorni scorsi all’uscita del Gay Village di Roma. Uno fra gli episodi più gravi di una discriminazione, purtroppo, diffusa. C’è chi, ad esempio, ritiene persino lecito ricorrere ad una raccolta firme e alle minacce per cacciare da un condominio una coppia gay che ha appena preso alloggi a Caserta. E, a volte, l’intolleranza sale anche in cattedra. Fanno venire i brividi gli insegnamenti del professor Emilio Biagini, Università di Cagliari, che nel suo libro di testo di Geografia politica inveisce contro il cosiddetto “omosessualismo” e il femminismo che, la citazione è testuale, porteranno “all’estinzione della popolazione dell’Europa occidentale”. Quello fornito dal festival di Venezia è, quindi, un contributo a contrastare l’omofobia e gli omofobi anche sul piano “culturale”. Tra i 14 film in gara a Venezia“A single man” di Tom Ford – la storia di una giornata nella vita di un professore omosessuale, rimasto solo dopo la morte del partner – e “L’amore e basta”, in cui si intrecciano le vicende di nove coppie gay e lesbiche. Accanto a Marcias giudicheranno le opere proposte i registi Gustav Hofer e Luca Ragazzi, presidenti di Giuria, il giornalista e critico cinematografico Roberto Schinardi e il direttore della rivista “Time out Amsterdan” Mark Smith. (29-08-2009 IlMinuto)

CALA IL SIPARIO SUL PRIDE VILLAGE

Numeri che parlano, che raccontano cinquantadue giorni di successi. Ottantaseimila presenze, seimila metri quadrati dedicati alla cultura, all’intrattenimento, al dibattito. Questa sera cala il sipario sul Padova Pride village, il festival organizzato in fiera dall’Arcigay che a partire dal 10 luglio ha animato l’estate padovana. Ma è solo un arrivederci, il «village» tornerà con l’edizione numero 3. Il festival 2009 si chiude con un doppio appuntamento: cinema e musica. Gli organizzatori chiamano a raccolta giovani e meno giovani, single e famiglie. Alle 22 saliranno sul palco Mercuria, Turbina e Scintilla. Ma l’ultima sera il Pride village strizza l’occhio anche al cinema: in occasione del «Queer Lion», premio collaterale della mostra del cinema di Venezia dedicato al miglior film che affronta tematiche gay, verrà presentato il libro di Vincenzo Patanè «100 classici del cinema gay. I film che ci hanno cambiato la vita». NON SOLO KERMESSE. «Un festival che è riuscito ad abbattere la diffidenza reciproca, i pregiudizi: la festa di tutti, non solo uno slogan, ma il risultato che abbiamo ottenuto». Alessandro Zan, coordinatore regionale dell’Arcigay ed assessore all’Ambiente della giunta Zanonato, tira le somme dopo sette settimane di lavoro: «Padova ha dimostrato di essere una città laica, matura, di stampo europeo. Il village è stata una manifestazione aperta alla città. Un antidoto per abbattere lo stagnante clima di omofobia e violenza: i recenti fatti di Roma ne sono un esempio». Padova sbatte la porta in faccia alle botte, alle intimidazioni con un festival che anche il prossimo anno avrà come teatro la Fiera: «Rappresenta un traguardo - spiega Zan - Una struttura istituzionale come la Fiera che ospita una manifestazione organizzata dall’Arcigay è simbolo di apertura». Gli fa eco Paolo Coin, direttore di Padova fiere: «La fiera è stata felice di ospitare l’evento, di recuperare il proprio ruolo di servizio alla città. Faremo il bis». IL POPOLO DEL VILLAGE. Qual è la carta d’identità del “villeggiante”? Il Pride village ha risposto alla domanda attraverso un questionario. Ecco i numeri: uomini 63 per cento, donne 19,5. Poi un 17,5 per cento di indecisi: «non so». Il 42 per cento proveniva da Padova, il 15 dalla Provincia, il 29 dal resto del Veneto, il 13 da fuori regione. E il voto al village? Lo promuove a pieni voti l’86,5 per cento. (di Fabiana Pesci) (30-08-2009 Il Mattino di Padova)

MOSTRA DEL CINEMA MERCOLEDÌ IL VIA AL LIDO. ATTESI CAGE E LA MENDES. LE CURIOSITÀ: LA SPA E IL PREMIO GAY

Partenza mondana per il colossal di Tornatore I l party siciliano con arancine, cassate e tendine paramosca in onore di Baarìa di Giuseppe Tornatore. Il party a lume di candela per 150 invitati per non vedere con chi si presenterà l’atteso (e habituée della Mostra) George Clooney... Il Lancia Café sulla terrazza dell’hotel Excelsior, più grande, con l’aria condizionata e con l’ambizione di lanciare la prima lancia di Lancia: un’imbarcazione da 13 metri con cui traghettare i volti noti durante il festival. Gli occhi puntati su Margareth Madè, stanga siciliana con gli occhi verdi che Tornatore ha scelto come protagonista del suo film dopo provini durissimi. Il rompighiaccio «Prometeij » della stilista Alberta Ferretti, che torna in laguna dopo un anno di pausa e promette di ospitare, il 4 sera Nicolas Cage ed Eva Mendes. La Spa di fronte al Casinò per mettere i piedi nelle pietre e farsi fare un massaggio al collo mentre intorno (e dietro, e davanti) la vita della Mostra scorre come su una tangenziale. Le feste in spiaggia, il party in onore del Queer Lion, il premio dell’orgoglio gay, dedicata la sera del 5 alla discoteca Imperial ai due ragazzi omosessuali aggrediti a Roma nei giorni scorsi. Meno tre al via e la 66esima Mostra internazionale d’Arte cinematografica di Venezia mantiene intatti tutti gli elementi di sempre: un misto di attesa e curiosità per chi ci sarà (e chi no: molte defezioni, tra cui Monica Bellucci, per dire) e voglia di capire che film vedremo, festa dei cinéphile «malati» di pellicole «indigeste» e kermesse per chi ama vedere gente sfilare in abiti da sogno, tacchi da far venire le vertigini, belli che più belli proprio non si può. TUTTE LE STELLE DI BAARÌA La partenza mondana è tutta affidata al kolossal italiano Baarìa di Giuseppe Tornatore. Per vedere la pellicola, attesa da anni, al Lido mercoledì sera (passerella ore 19) si vedranno: Dolce & Gabbana con la loro «musa» Simona Ventura, Giorgio Armani e la campionessa di nuoto Federica Pellegrini (che di Armani è una addicted), Pier Silvio Berlusconi e Silvia Toffanin. Tra i protagonisti il duo comico Ficarra & Picone, Nino Frassica, Laura Chiatti, Giorgio Faletti, Leo Gullotta (che già era in Nuovo Cinema Paradiso), Beppe Fiorello, Raoul Bova, Gabriele Lavia, Donatella Finocchiaro. Oltre naturalmente alle giurie, dove spicca (e spiccherà tra quelli che la passerella la vedono dietro le transenne) la rockstar Luciano Ligabue, giurato di Venezia 66. PIZZA, FRITTI & CO. La gastronomia è da sempre la croce (e pochissimo la delizia) della Mostra del Cinema. Negli anni si è assistito a tentativi di ogni tipo: cucina molecolare, azoto liquido, delizie da nouvelle cuisine, fast-food, cibo liofilizzato o quasi. Quest’anno ci si riprova. L’onere è tutto di Tino Eventi, la costola catering di un tempio della carne in quel di Ormelle, in provincia di Treviso gestito da Tino Vettorello. Un altro trevigiano alle prese con i gusti dei veneziani dopo Celeste Tonon, il ristoratore di Venegazzù che anche quest’anno infila tre eventi niente male: la preapertura in campo San Polo per la Grande Guerra, ilpremioCampiello alla Fenice il 5 (mille e passa invitati, risotto al basilico come piatto forte) e il premio Gucci a Punta della Dogana con un tavolo a «s» per 150 privilegiati e il riconoscimento per un artista emergente. Vettorello avrà tutta la ristorazione dell’area garden (aperta a tutti) e i due ristoranti per accreditati dentro il Casinò: al Lido si potrà gustare pizza napoletana con farina Caputo (ma forno elettrico), angolo fritti del Mediterraneo fuori dalla Sala Darsena, wine bar (immancabile) con prodotti Igp italiani, tre feste targate Biennale sulla terrazza, riaperta, del palazzo del Cinema. Ma cos’avranno questi trevigiani? «Rischiamo— dice Vettorello — e siamo in gara continua per fare bene. I prezzi? Alla portata di tutti». Vedremo. VARIETY CI GUARDA Da quest’anno il daily della Mostra, il foglio che informa e spettegola sul festival, sarà frutto di una collaborazione tra la «bibbia» Variety e la più nostrana Venezia News. Le «nozze » saranno festeggiate martedì dalle 18 alle 20.30 sulla Terrazza del Danieli con cocktail e menu tutti ispirati al mondo del cinema, rigorosamente per chi se lo può permettere. (di Sara D’Ascenzo) (30-08-2009 Corriere del Veneto)

QUEER LION

Sarà idealmente dedicata ai due giovani omosessuali aggrediti al Gay Village il Queer Lion alla Mostra del cinema. «Saranno molti - dicono gli organizzatori - i baci gay che illumineranno gli schermi del Lido», dalle coppie del documentario L’amore e basta di Stefano Consiglio, a A Single Man di Tom Ford, alla passione dei protagonisti de Il compleanno di Marco Filiberti. (30-08-2009 La Nuova Venezia) (Il Mattino di Padova) (La Tribuna di Treviso)

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