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| Dopo 42 anni la Mostra di Venezia sdogana Tinto Brass, anche grazie al Queer Lion Award |
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| Pubblichiamo la rassegna stampa completa di tutti i quotidiani che riportano la notizia di Brass selezionato a Venezia citando il Queer Lion Award |
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| Domenica 02 Agosto 2009 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Spettacoli |
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VENEZIA: BRASS, LA MOSTRA MI SDOGANA DOPO 42 ANNI
ROMA - E' un invito totalmente inaspettato quello che è giunto a Tinto Brass dopo anni lontananza dal Festival. La 66/a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia omaggerà il regista con una retrospettiva dedicata alla sua carriera. Un'occasione per presentare alla stampa internazionale il suo ultimo lavoro Hotel Courbet, che vede protagonista Caterina Varzi. Brass coglie l'invito di Marco Muller con piacere e commenta: "Sono cambiato io o Marco Muller e i suo esperti? Comunque sia sono contento. Mi dispiace solo che lo sdoganamento sia avvenuto un po' troppo tardi perché anche Tinta potesse rallegrarsene". Dal 1967, continua Brass, anno di Nerosubianco, film cioé che mi ha 'bandito' dal Festival, al 2009, anno della mia riammissione con Hotel Courbet, sono passati 42 anni, la metà di quanti ce ne vollero perché la Biennale di Venezia facesse ammenda nei confronti di Gustave Klimt". Il rapporto del festival con il cinema di Brass è stato in effetti piuttosto contrastato. Nel 1983, La Chiave è restato fuori dalla Mostra, diretta da Gian Luigi Rondi, mandando su tutte le furie il regista e il produttore del film, Giovanni Bertolucci, che ha accusato Venezia di "posizione censoria". Nel 1995, il regista è sbarcato, per provocazione, al Lido con sei discinte attrici di Fermo Posta Tinto Brass', in polemica con una Mostra, che secondo lui presentava "opere quaresimali e lassative. Il vero segreto è essere esclusi dai Festival, non andarci: si ha più spazio così sui giornali". Un arrivo che si era rivelato più difficile del previsto: i gondolieri si erano rifiutati di portare il colorato gruppo al Lido, perché, "rappresentava un uso improprio delle gondole, a soli fini pubblicitari". Brass non si è scoraggiato, ed è arrivato su una caorlina, altra imbarcazione tipica veneziana, insieme a una decina delle sue interpreti, felici di posare molto poco vestite. Uno spettacolo che è costato al regista una denuncia e un processo per oltraggio al pubblico pudore, che ha alla fine portato al pagamento da parte di Brass di una multa. Un passaggio in Procura che non ha fermato il cineasta dal ripetere la sortita alla Mostra di Venezia, per fini promozionali, varie volte, come nel 1999 per Trasgredire, presentandosi al Lido con una quindicina di attrici coperte da boa di piume . Nel 2005 invece il regista se l'é presa con l'attuale direttore della Mostra, Marco Muller, per l'esclusione di Monamour, accusandolo di aver prima espresso interesse per il film e poi di aver fatto "un patetico dietrofront". Sempre al Lido, ma fuori dal festival, c'é stato nel 2006, quando ha partecipato alle 'Giornate di Cinema Omosessuale', organizzate in contemporanea con la Mostra. Nel 2007 invece è tornato perché presente all'interno del programma ufficiale di Venezia, nella sezione Western all'italiana, con Yankee (l'Americano) e nel 2008 come presidente della giuria del premio collaterale della Mostra, "Queer Lion", dedicato al miglior film con tematiche omosessuali. Quello di quest'anno è quindi un felice ritorno in laguna per l'intellettuale Brass che sarà accompagnato da Caterina Varzi psichiatra e avvocato di successo, ma in questo caso attrice e musa ispiratrice del Maestro. (01-08-2009 Italia – Ansa)
BRASS: «FINALMENTE VENEZIA MI SDOGANA»
E' UN INVITO totalmente inaspettato quello che è giunto a Tinto Brass dopo anni lontananza dal Festival. La 66ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia renderà omaggio al regista con una retrospettiva dedicata alla sua carriera. Un'occasione per presentare alla stampa internazionale il suo ultimo lavoro Hotel Courbet', che vede protagonista Caterina Varzi, psichiatra e avvocato di successo, in questo caso attrice e musa ispiratrice del Maestro. Brass coglie l'invito di Marco Müller con piacere e commenta: «Sono cambiato io o Marco Müller e i suo esperti? Comunque sia sono contento. Mi dispiace solo che lo sdoganamento sia avvenuto un po'troppo tardi perché anche Tinta (Carla Cipriani, moglie del regista scomparsa il 9 agosto 2006, ndr) potesse rallegrarsene». «DAL 1967 continua Brass anno di Nerosubianco', film cioè che mi ha bandito dal Festival, al 2009, anno della mia riammissione con Hotel Courbet', sono passati 42 anni, la metà di quanti ce ne vollero perché la Biennale di Venezia facesse ammenda nei confronti di Gustave Klimt». Il rapporto del Festival con il cinema di Brass è stato in effetti piuttosto contrastato. Nel 1983, La Chiave' restò fuori dalla Mostra, diretta da Gian Luigi Rondi, mandando su tutte le furie il regista e il produttore del film, Giovanni Bertolucci, che accusò Venezia di «posizione censoria». Nel 1995, il regista sbarcò per provocazione al Lido con sei discinte attrici di Fermo Posta Tinto Brass', in polemica con una Mostra, che secondo lui presentava «opere quaresimali e lassative». Finì con una denuncia per oltraggio al pubblico pudore e una multa. Poi altre provocazioni. Nel 2005 il regista se la prese con l'attuale direttore della Mostra, Marco Müller, per l'esclusione di Monamour'. Nel 2007 invece è tornato perché presente all'interno del programma ufficiale di Venezia, nella sezione Western all'italiana, con Yankee' (l'Americano) e nel 2008 come presidente della giuria del premio collaterale della Mostra, «Queer Lion» dedicato al miglior film con tematiche omosessuali. (02-08-2009 Italia – Il Resto del Carlino) (Italia – Il Giorno) (Italia – La Nazione)
BRASS: «FINALMENTE INVITATO ALLA MOSTRA»
Al regista veneziano, dopo tante “esclusioni”, viene dedicata una retrospettiva. «Sono cambiato io o Marco Müller e i suoi esperti?»
VENEZIA. E’ un invito totalmente inaspettato quello che è giunto a Tinto Brass dopo anni lontananza. La 66ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia omaggerà il regista con una retrospettiva dedicata alla sua carriera. Un’occasione per presentare alla stampa internazionale il suo ultimo lavoro Hotel Courbet, che vede protagonista Caterina Varzi. Brass coglie l’invito di Marco Müller con piacere e commenta: «Sono cambiato io o Marco Müller e i suo esperti? Comunque sia sono contento. Mi dispiace solo che lo sdoganamento sia avvenuto un po’ troppo tardi perchè anche Tinta potesse rallegrarsene. Dal 1967 - continua Brass - anno di Nerosubianco, film cioè che mi ha “bandito” dal festival, al 2009, anno della mia riammissione con Hotel Courbet, sono passati 42 anni». Il rapporto della Mostra con il cinema di Brass è stato in effetti piuttosto contrastato. Nel 1983, La chiave è rimasto fuori dalla Mostra, allora diretta da Gian Luigi Rondi, mandando su tutte le furie il regista e il produttore del film, Giovanni Bertolucci, che ha accusato Venezia di «posizione censoria». Nel 1995, il regista è sbarcato al Lido con discinte attrici di Fermo Posta Tinto Brass, in polemica con una Mostra che secondo lui presentava «opere quaresimali e lassative». Uno spettacolo che è costato al regista una denuncia e un processo per oltraggio al pubblico pudore, che ha alla fine portato al pagamento da parte di Brass di una multa. Nel 2005 invece il regista se l’è presa con Marco Müller per l’esclusione di Monamour, accusandolo di aver prima espresso interesse per il film e poi di aver fatto «un patetico dietrofront». Nel 2006 Brass ha partecipato alle Giornate di Cinema Omosessuale, organizzate in contemporanea con la Mostra e nel 2007 è tornato perchè presente all’interno del programma ufficiale di Venezia, nella sezione Western all’italiana, con Yankee (l’Americano). Nel 2008 è stato presidente della giuria del premio collaterale della Mostra, «Queer Lion», dedicato al miglior film con tematiche omosessuali. (02-08-2009 Italia – Il Mattino di Padova) (Italia – La Nuova Venezia) (Italia – La Tribuna di Treviso)
IL REGISTA ALLA MOSTRA
Ora Venezia riabilita Tinto Brass Bandito nel '67 dal Lido, il maestro del pornosoft viene omaggiato con una retrospettiva sulla sua carriera
È un invito totalmente inaspettato quello che è giunto a Tinto Brass dopo anni di lontananza dal Festival. La 66ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia omaggerà il regista con una retrospettiva dedicata alla sua carriera. Un'occasione per presentare il suo ultimo lavoro “Hotel Courbet”, che vede protagonista Caterina Varzi. Brass ha colto l'invito di Marco Muller con piacere e ha commentato: «Sono cambiato io o Marco Muller e i suoi esperti? Comunque sia, sono contento. Mi dispiace solo che lo sdoganamento sia avvenuto un po' troppo tardi perchè anche Tinta (la moglie morta tre anni fa) potesse rallegrarsene». Dal 1967, continua Brass, anno di “Nerosubianco”, «il film che mi ha bandito dal Festival, al 2009, anno della mia riammissione con Hotel Courbet, sono passati 42 anni, la metà di quanti ce ne vollero perchè la Biennale di Venezia facesse ammenda nei confronti di Gustave Klimt». Il rapporto del festival con il cinema di Brass è stato in effetti piuttosto contrastato. Nel 1983, “La Chiave” è restato fuori dalla Mostra diretta da Gian Luigi Rondi, mandando su tutte le furie il regista e il produttore del film, Giovanni Bertolucci, che aveva accusato Venezia di «posizione censoria». Nel 1995, il regista sbarcò, per provocazione, al Lido con sei discinte attrici di “Fermo Posta Tinto Brass”, in polemica con una Mostra, che secondo lui presentava «opere quaresimali e lassative». Un arrivo che si rivelò più difficile del previsto: i gondolieri si erano rifiutati di portare il colorato gruppo al Lido, perchè, «rappresentava un uso improprio delle gondole, a soli fini pubblicitari». Brass arrivò con le attrici seminude su una caorlina, altra imbarcazione tipica veneziana. Uno spettacolo che era costato al regista un processo. Una storia che non ha fermato le sortite del cineasta a Venezia: nel 1999, per “Trasgredire”, si presentò al Lido con una quindicina di attrici coperte da boa di piume . Nel 2005 invece il regista se l'è presa con l'attuale direttore della Mostra, Marco Muller, per l'esclusione di “Monamour”, accusandolo di aver fatto «un patetico dietrofront». Nel 2007 tornò perchè presente nella sezione Western all'italiana, con “Yankee” e nel 2008 come presidente della giuria del premio collaterale della Mostra, Queer Lion, dedicato al miglior film con tematiche omosessuali. Quello di quest'anno è quindi un felice ritorno in laguna per l'intellettuale Brass che sarà accompagnato da Caterina Varzi. (02-08-2009 Italia – L’Unione Sarda)
TINTO BRASS: «SDOGANATO DOPO QUARANTADUE ANNI»
Mostra del Cinema. Retrospettiva e presentazione del film «Hotel Courbet». Dopo censure e provocazioni, il rapporto si ricompone
È un invito totalmente inaspettato quello che è giunto a Tinto Brass dopo anni di lontananza dal Festival. La 66a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia omaggerà il regista con una retrospettiva dedicata alla sua carriera. Un'occasione per presentare alla stampa internazionale il suo ultimo lavoro «Hotel Courbet», che vede protagonista Caterina Varzi. Brass coglie l'invito di Marco Mueller con piacere e commenta: «Sono cambiato io o Marco Mueller e i suo esperti? Comunque sia sono contento. Mi dispiace solo che lo sdoganamento sia avvenuto un po' troppo tardi perchè anche Tinta potesse rallegrarsene». «Dal 1967, continua Brass, anno di "Nerosubianco", film cioè che mi ha bandito dal Festival, al 2009, anno della mia riammissione con "Hotel Courbet", sono passati 42 anni, la metà di quanti ce ne vollero perchè la Biennale di Venezia facesse ammenda nei confronti di Gustave Klimt». Il rapporto del festival con il cinema di Brass è stato in effetti piuttosto contrastato. Nel 1983, «La Chiave» è restato fuori dalla Mostra, diretta da Gian Luigi Rondi, mandando su tutte le furie il regista e il produttore del film, Giovanni Bertolucci, che ha accusato Venezia di posizione censoria. Nel 1995, il regista è sbarcato, per provocazione, al Lido con sei discinte attrici di «Fermo Posta Tinto Brass», in polemica con una Mostra, che secondo lui presentava «opere quaresimali e lassative. Il vero segreto è essere esclusi dai Festival, non andarci: si ha più spazio così sui giornali». Un arrivo che si era rivelato più difficile del previsto: i gondolieri si erano rifiutati di portare il colorato gruppo al Lido, perchè, «rappresentava un uso improprio delle gondole, a soli fini pubblicitari». Brass non si è scoraggiato, ed è arrivato su una caorlina, altra imbarcazione tipica veneziana, insieme a una decina delle sue interpreti, felici di posare molto poco vestite. Uno spettacolo che è costato al regista una denuncia e un processo per oltraggio al pubblico pudore, che ha alla fine portato al pagamento da parte di Brass di una multa. Un passaggio in Procura che non ha fermato il cineasta dal ripetere la sortita alla Mostra di Venezia, per fini promozionali, varie volte, come nel 1999 per «Trasgredire», presentandosi al Lido con una quindicina di attrici coperte da boa di piume . Nel 2005 invece il regista se l'è presa con l'attuale direttore della Mostra, Marco Mueller, per l'esclusione di «Monamour», accusandolo di aver prima espresso interesse per il film e poi di aver fatto «un patetico dietrofront». Sempre al Lido, ma fuori dal festival, c'è stato nel 2006, quando ha partecipato alle «Giornate di Cinema Omosessuale», organizzate in contemporanea con la Mostra. Nel 2007 invece è tornato perchè presente all'interno del programma ufficiale di Venezia, nella sezione Western all'italiana, con «Yankee» (l'Americano) e nel 2008 come presidente della giuria del premio collaterale della Mostra, «Queer Lion», dedicato al miglior film con tematiche omosessuali. Quello di quest'anno è quindi un felice ritorno in laguna per l'intellettuale Brass che sarà accompagnato da Caterina Varzi psichiatra e avvocato di successo, ma in questo caso attrice e musa ispiratrice del regista. (02-08-2009 Italia – Il Giornale di Vicenza) (Italia – L’Arena) (Italia – Cinemagay.it)
PER ANNI È STATO TENUTO LONTANO. «SONO CONTENTO, PECCATO NON CI SIA PIÙ MIA MOGLIE»
Venezia ‘sdogana’ Tinto Brass. La Mostra dedica una retrospettiva alla carriera del regista
ROMA — E’ un invito totalmente inaspettato quello che è giunto a Tinto Brass dopo anni lontananza dal Festival. La sessantaseiesima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia omaggerà il regista con una retrospettiva dedicata alla sua carriera. Un’occasione per presentare alla stampa internazionale il suo ultimo lavoro Hotel Courbet, che vede protagonista Caterina Varzi. Brass coglie l’invito di Marco Müller con piacere e commenta: «Sono cambiato io o Marco Müller e i suo esperti? Comunque sia sono contento. Mi dispiace solo che lo sdoganamento sia avvenuto un po’ troppo tardi perché anche Tinta potesse rallegrarsene». «Dal 1967 — continua Brass —, anno di Nerosubianco, film cioè che mi ha ‘bandito’ dal Festival, al 2009, anno della mia riammissione con Hotel Courbet, sono passati 42 anni, la metà di quanti ce ne vollero perché la Biennale di Venezia facesse ammenda nei confronti di Gustav Klimt». Il rapporto del festival con il cinema di Brass è stato in effetti piuttosto contrastato. Nel 1983, La chiave è restato fuori dalla Mostra, diretta da Gian Luigi Rondi. Nel 1995, il regista è sbarcato, per provocazione, al Lido con sei discinte attrici di Fermo Posta Tinto Brass, in polemica con una Mostra, che secondo lui presentava «opere quaresimali e lassative. Il vero segreto è essere esclusi dai Festival, non andarci: si ha più spazio così sui giornali». Un arrivo che si era rivelato più difficile del previsto: i gondolieri si erano rifiutati di portare il colorato gruppo al Lido, perché, «rappresentava un uso improprio delle gondole, a soli fini pubblicitari». Brass non si è scoraggiato, ed è arrivato su una caorlina, altra imbarcazione tipica veneziana, insieme a una decina delle sue interpreti, felici di posare molto poco vestite. Uno spettacolo che è costato al regista una denuncia e un processo per oltraggio al pubblico pudore, che ha alla fine portato al pagamento da parte di Brass di una multa. Un passaggio in Procura che non ha fermato il cineasta dal ripetere la sortita alla Mostra di Venezia, per fini promozionali, varie volte, come nel 1999 per Trasgredire. Nel 2005 invece il regista se l’è presa con l’attuale direttore della Mostra, Müller, per l’esclusione di Monamour, accusandolo di aver prima espresso interesse per il film e poi di aver fatto «un patetico dietrofront». Sempre al Lido, ma fuori dal festival, c’è stato nel 2006, quando ha partecipato alle Giornate di Cinema Omosessuale, organizzate in contemporanea con la Mostra. Nel 2007 invece è tornato all’interno del programma ufficiale di Venezia, nella sezione Western all’italiana, con Yankee e nel 2008 come presidente della giuria del premio collaterale della Mostra, Queer Lion. (02-08-2009 Italia – La Provincia di Cremona)
MOSTRA DEL CINEMA. RETROSPETTIVA E PRESENTAZIONE DEL FILM «HOTEL COURBET»
Tinto Brass: «Sdoganato dopo quarantadue anni». Dopo censure e provocazioni, il rapporto si ricompone
È un invito totalmente inaspettato quello che è giunto a Tinto Brass dopo anni lontananza dal Festival. La 66/a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia omaggerà il regista con una retrospettiva dedicata alla sua carriera. Un’occasione per presentare alla stampa internazionale il suo ultimo lavoro «Hotel Courbet», che vede protagonista Caterina Varzi. Brass coglie l’invito di Marco Mueller con piacere e commenta: «Sono cambiato io o Marco Mueller e i suo esperti? Comunque sia sono contento. Mi dispiace solo che lo sdoganamento sia avvenuto un po’ troppo tardi perchè anche Tinta potesse rallegrarsene». «Dal 1967, continua Brass, anno di "Nerosubianco", film cioè che mi ha bandito dal Festival, al 2009, anno della mia riammissione con "Hotel Courbet", sono passati 42 anni, la metà di quanti ce ne vollero perchè la Biennale di Venezia facesse ammenda nei confronti di Gustave Klimt». Il rapporto del festival con il cinema di Brass è stato in effetti piuttosto contrastato. Nel 1983, «La Chiave» è restato fuori dalla Mostra, diretta da Gian Luigi Rondi, mandando su tutte le furie il regista e il produttore del film, Giovanni Bertolucci, che ha accusato Venezia di posizione censoria. Nel 1995, il regista è sbarcato, per provocazione, al Lido con sei discinte attrici di «Fermo Posta Tinto Brass», in polemica con una Mostra, che secondo lui presentava «opere quaresimali e lassative. Il vero segreto è essere esclusi dai Festival, non andarci: si ha più spazio così sui giornali». Un arrivo che si era rivelato più difficile del previsto: i gondolieri si erano rifiutati di portare il colorato gruppo al Lido, perchè, «rappresentava un uso improprio delle gondole, a soli fini pubblicitari». Brass non si è scoraggiato, ed è arrivato su una caorlina, altra imbarcazione tipica veneziana, insieme a una decina delle sue interpreti, felici di posare molto poco vestite. Uno spettacolo che è costato al regista una denuncia e un processo per oltraggio al pubblico pudore, che ha alla fine portato al pagamento da parte di Brass di una multa. Un passaggio in Procura che non ha fermato il cineasta dal ripetere la sortita alla Mostra di Venezia, per fini promozionali, varie volte, come nel 1999 per «Trasgredire», presentandosi al Lido con una quindicina di attrici coperte da boa di piume . Nel 2005 invece il regista se l’è presa con l’attuale direttore della Mostra, Marco Mueller, per l’esclusione di «Monamour», accusandolo di aver prima espresso interesse per il film e poi di aver fatto «un patetico dietrofront». Sempre al Lido, ma fuori dal festival, c’è stato nel 2006, quando ha partecipato alle «Giornate di Cinema Omosessuale», organizzate in contemporanea con la Mostra. Nel 2007 invece è tornato perchè presente all’interno del programma ufficiale di Venezia, nella sezione Western all’italiana, con «Yankee» (l’Americano) e nel 2008 come presidente della giuria del premio collaterale della Mostra, «Queer Lion», dedicato al miglior film con tematiche omosessuali. Quello di quest’anno è quindi un felice ritorno in laguna per l’intellettuale Brass che sarà accompagnato da Caterina Varzi psichiatra e avvocato di successo, ma in questo caso attrice e musa ispiratrice del regista. (02-08-2009 Italia – Brescia Oggi) Questo articolo ha ricevuto 233 visite.
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