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| "L'orgia della tolleranza" sconvolge Avignone |
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| Masturbazione, attori che urinano gli uni sugli altri e oggetti infilati nelle parti genitali. E' questa la denuncia della democrazia teatrale proposta da Jan Fabre al Festival di Avignone |
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| Martedì 14 Luglio 2009 |
| di Affari Italiani |
| in Spettacoli |
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di Iskra Naydenova Cannizzaro
Non dice nulla di fondamentale, nulla di nuovo. Eppure attira l'attenzione in modo del tutto particolare e inedito, mettendo in scena un mix di nudità e violenza. 'Orgie de la tollerance', spettacolo presentato in inglese con sottotitoli in francese al Festival di Avignone fino al 13 luglio, mette in scena gli effetti perversi della tolleranza assunta quale valore assoluto della democrazia occidentale, nonché la ragione di tutti i suoi insuccessi.
Tutto è concesso, ma quando lo spettatore avverte il senso di nausea dopo avere visto tutte quelle scene pregne di disgusto, forse bisognerebbe interrogarsi sul significato di questa espressione artistica teatrale. Scene di masturbazione collettiva, sodomia e pratiche erotiche hanno la pretesa di fare ridere il pubblico. Arte, o semplicemente ossessione malsana di Jan Fabre, che per l'ennesima volta chocca e azzarda, andando contro ogni previsione della platea? Gli interpreti sono freneticamente denudati, esposti, come oggetti nelle posizioni più oscene, più degradanti. Un attore lecca al suolo la sua stessa bava, un altro si infila un oggetto nel sedere, poi la masturbazione. Senza dimenticare quelli che urinano gli uni sugli altri. Derisione di una società malata e ossessionata dal sesso, o tentativo grottesco di cogliere l'attenzione, a tutti i costi, con tutti i mezzi? Questo articolo ha ricevuto 172 visite.
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