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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Pubblici oppositori dei diritti degli omosessuali
Pubblici oppositori dei diritti degli omosessuali
Ipocrisie. Arriva in Europa il film di Kirby Dick sui politici Usa dalla doppia vita. Passato al Tribeca, proiettato in America in sole 16 sale.
Venerdì 19 Giugno 2009
di Il Riformista
in Spettacoli

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di Ferdinando Cotugno

proiettato in America in sole 16 sale. Per il Washington Post è l'incubo degli spin doctor della Capitale: dall'ex sindaco di New York al guru elettorale di Bush.

di Ferdinando Cotugno

Pubblici oppositori dei diritti degli omosessuali. E privati libertini, omosessuali come i concittadini contro cui legiferano su diritti civili come quello a sposarsi e alla reciproca assistenza. Sono questi gli ingredienti del nuovo Sexgate americano, che ha coinvolto sindaci, senatori, un governatore proiettato alle presidenzali del 2012. Non è stata tanto la stampa a incalzare le loro ipocrisie sessuali, quanto la joint venture tra un documentarista e un blogger. Il risultato è Outrage, un film che è diventato - come ha scritto il Washington Post - l'incubo di molti Pr e spin doctor della Capitale.

Nessuno farà causa alla produzione, per non portare in tribunale la propria compromettente vita privata. Il piano di chi viene tirato in ballo da Outrage è sperare che sia l'imbuto della distrubuzione a insabbiarlo. In America il documentario è uscito in sordina, molti ne hanno letto, pochi l'hanno effettivamente potuto vedere. Presentato al Tribeca Festival di New York, al 7 giugno era stato proiettato in 16 sale su tutto il territorio americano.

Ora "Outrage" arriva in Europa, sarà proiettato domenica al Festival di Edimburgo. Il regista Kirby Dick, supportato dal barricadero blogger Mike Rogers, li ha stanati tutti, i politici americani segretamente omosessuali e politicamente omofobi. Sono democratici e repubblicani, c'è l'ex sindaco di New York Ed Koch, c'è il manager della campagna elettorale di George W. Bush Ken Mehlman.

C'è il Governatore della Florida, Charlie Crist, uno degli esponenti più in vista di un Grand Old Party in cerca di eroi. Una sua ex fidanzata, a domanda sulla sua omosessualità, risponde: «Ora non posso dirlo. Chiedetemelo fra dieci anni. Ora mi tocca tenere la bocca chiusa». E c'è soprattutto lui, Larry Craig, l'ex senatore repubblicano dell'Idaho arrestato all'aeroporto di Minneapolis l'11 giugno del 2007 per aver fatto delle avance a un poliziotto sotto copertura. La vicenda di Craig era esplosa prima del film, ma Rogers aveva scritto della sua omosessualità prima del clamoroso arresto. Il blogger è la figura chiave di tutto il progetto. Da anni, il suo scopo è smascherare tutti i politici gay di Washington: è stato lui a fornire a Kirby i contatti, i nomi, i luoghi. In Outrage le accuse sono talvolta di seconda mano - attivisti gay, giornalisti - spesso di prima, riportate da testimoni diretti che nel film mantengono l'anonimato. Il paradosso di Outrage, in ogni caso, è di contenere pochissimi scoop. Di molti, non solo di Craig, l'omosessualità era ben nota a Washington, raccontata sui siti web più informati.

Ma la regola non scritta dei media americani è questa: un politico può essere definito gay solo se è lui stesso a fare outing. I repubblicani e i democratici meno liberali (come Koch, ex sindaco democrat della Grande Mela particolarmente non sensibile al diffondersi dell'Aids in città) se ne guardano bene, continuano a condurre una vita coniugale normale e a votare leggi omofobe, senza che nessun grande quotidiano o network possa inchiodarli alla contraddizione. Il resto - anche se debitamente provato - rimane pettegolezzo da blogosfera.

A meno che non subentrino un outing o l'arresto per atti osceni, come successo allo sfortunato Craig. Outrage, dopo aver offerto prove e circostanze sul chi, prova così ad andare più a fondo. Si sofferma sul perché. Non perché queste persone vivano segretamente la propria sessualità, ma perché debbano proprio essere così attivamente anti-gay. «Per alcuni - ha spiegato Dick presentando il suo film - è semplice opportunismo politico, tattica per sviare i sospetti. Ma per molti altri è un modo per combattere sulla scena politica una battaglia privata, contro una sessualità che non riescono ad accettare».

Non c'è niente di nuovo, oggi la politica omofoba si combatte soprattutto sul diritto a sposarsi. Negli anni 80 la grande divaricazione tra pubblico e privato fu causata dall'epidemia Aids. In Outrage viene menzionata la storia d Terry Dolan, uomo di punta di quel Reagan che non nominava nemmeno la malattia che stava falcidiando i gay d'America. Dolan, si sarà capito, era gay. Un giorno si prese una bicchierata in faccia a una festa politica, da un attivista, che più che la politica dei repubblicani, non riusciva ad accettare la complicità di un omosessuale.

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