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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
L´amore tra Emanuele e Nardino in scena davanti ai reclusi di Enna
L´amore tra Emanuele e Nardino in scena davanti ai reclusi di Enna
Rappresentato in carcere "Le mille bolle blu" di Salvatore Rizzo con Filippo Luna
Giovedì 28 Maggio 2009
di la Repubblica - Palermo
in Spettacoli

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di FRANCESCO VIVIANO

ENNA - All´inizio era "una cosa per froci", poi quando hanno scoperto che si trattava di una storia vera, drammatica e d´amore, sia pure tra due persone dello stesso sesso, un barbiere ed un suo cliente avvocato, un centinaio di detenuti hanno interrotto più volte lo spettacolo per applaudire, molti avevano le lacrime agli occhi.

L´evento, il primo nella storia delle carceri italiani, ha portato in scena il delicato tema dell´omosessualità, rappresentato davanti ad un pubblico di detenuti, anche per reati associativi, nel piccolo teatro allestito all´interno delle carceri di Enna.

E alla fine si è aperto anche un piccolo dibattito tra l´attore de "Le mille bolle blu", Filippo Luna e l´autore dello spettacolo, il giornalista Salvatore Rizzo. È stato un successo inaspettato per il tipo di spettacolo rappresentato e per il tipo di pubblico che lo ha visto e seguito. Tra gli spettatori anche una decina di donne detenute e condannati all´ergastolo per omicidi ed altri reati. Anche per violenze sessuali.

"Le mille bolle blu", tratto dal libro di Rizzo, "Muore lentamente" (Pietro Vittorietti edizioni), racconta la storia di un amore profondo e struggente vissuto per trent´anni nella clandestinità. Protagonisti Nardino ed Emanuele, barbiere il primo e avvocato il secondo. La scintilla tra i due scocca nella bottega di Nardino, in un rione di Palermo. Un rapporto che infrange le regole, un sentimento segreto che costeggia - senza mai scalfire - la loro normale vita di mariti e padri di famiglia. Il patto sentimentale resterà segreto e inossidabile dal 1961, l´anno in cui Mina cantava Le mille bolle blu, fino al 1991, quando per un cancro muore Emanuele.

L´idea è nata da un operatore culturale e dal comandante della casa circondariale Marisa Messina che hanno avanzato la proposta alla direttrice Letizia Bellelli. Il carcere del capoluogo di provincia più alto d´Italia ospita oltre duecento persone fra maschi e femmine.

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