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| CENSURA IN IRAN E GAY CINESI, FILM-DENUNCIA AL FESTIVAL |
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| "Spring Fever" racconta la storia di una donna che assume un uomo per spiare la relazione omosessuale in cui e' coinvolto il marito |
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| Giovedì 14 Maggio 2009 |
| di AGI - Agenzia Giornalistica Italia |
| in Spettacoli |
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Cannes, 14 mag. - I riflettori del mondo in queste ore sono tutti puntati sul Festival di Cannes. Oggi l'attenzione non era pero' dovuta al consueto clamore che la kermesse attira ogni anno, ma al fatto che in programmazione ci fossero due film di violenta denuncia delle violazioni dei diritti umani e della liberta' in Cina e Iran, due pellicole girate dagli autori tra mille difficolta' e correndo grossi rischi. Si tratta di "Spring Fever" del cinese Lou Ye, in concorso, e di "No one knows about persian cats", dell'iraniano Bahman Ghobadi, nella sezione 'Un certain regard'. Lou Ye, bandito dalla Cina per le sue posizioni politiche dopo il film "Summer Palace", in concorso a Cannes nel 2006, ha sfidato le autorita' di Pechino e girato clandestinamente la sua ultima pellicola la cui trama e' rimasta segreta fino alla sua proiezione di Cannes. A mettere a rischio il suo rientro a Pechino e' soprattutto il tema del film: l'omosessualita'.
"Spero di essere l'ultimo regista bandito in Cina", ha spiegato Lou rispondendo alle domande dei giornalisti in merito al divieto di girare il film in territorio cinese emesso dalle autorita' di Pechino dopo "Summer Palace". "Spero che non mi accada nulla al mio rientro in Cina, sono solo un regista che ha girato un film - ha aggiunto -. Quello che mi dico sempre e' 'non aver paura del cinema'". Girato con una camera a mano, "Spring Fever" racconta la storia di una donna che assume un uomo per spiare la relazione omosessuale in cui e' coinvolto il marito, con tutte le conseguenze che ne seguono. Anche "No one knows about persian cats" e' stato girato clandestinamente per le vie di Teheran e il coraggioso regista Ghobadi fu fermato due volte dalla polizia e costretto a mentire dicendo di girare un innocuo documentario. Il film racconta la storia di due giovani che decidono di mettere su un gruppo musicale e cominciano a girare per Teheran in cerca di ragazzi disposti a lasciare il Paese e a seguirli in Europa. Nel film si affrontano i temi della censura, della repressione e dei divieti che vengono imposti dal regime di Teheran. Questo articolo ha ricevuto 364 visite.
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