Da ieri le delegazioni dei 42 paesi in gara all’Eurovision Song Contest sono a Mosca, dove sono iniziate a ritmo serrato le prove tecniche e le conferenze stampa (video)
Ci siamo. Dopo due mesi di tour promozionali in giro per l’Europa, le delegazioni dei 42 paesi in gara al Song Contest da ieri sono a Mosca, dove sono iniziate a ritmo serrato le prove tecniche e le conferenze stampa. Ieri è stata la volta di Montenegro, Repubblica Ceca, Belgio, Bielorussia, Svezia, Armenia, Andorra, Svizzera e Turchia (video). Le prove tecniche si alterneranno per tutta la settimana; da domenica 10 partiranno invece le prove generali, 2 ore e 30 minuti filati come se si fosse in diretta. Ogni serata (due semifinali ed una finale) contano ciascuna due prove generali.
Chiusi ormai anche i pronostici e le pre-charts europee. Quest’anno più che in passato la gara è apertissima per almeno 10 dei paesi in competizione. Un superfavorito c’è, ed è il bel violinista 22enne che rappresenta la Norvegia, seguono a ruota la fisicità ostentata del greco Sakis Rouvas, la bellissima e sofisticata canzone francese dell’icona lesbo Patricia Kaas, i ritmi andalusi della spagnola Soraya e l’orecchiabilissima “Always” dell’Azerbaijan. Fuori dai giochi, almeno stando alle previsioni, la canzone pacifista dell’israelo-yemenita Noa in coppia con l’arabo-israeliana Mira Awad, la bellissima “It’s My Time” scritta dal premio Oscar Andrew Lloyd Webber e Diane Warren in gara per l’Inghilterra, e la canzone scritta da Ronan Keating per la Danimarca. Se le statistiche hanno un peso, dal 2001 ad oggi hanno vinto sempre paesi che non si erano mai aggiudicati un titolo in passato, se anche quest’anno dovesse essere confermata questa tendenza le maggiori possibilità sono in mano ad Armenia ed Azerbaijan, con i 2 outsider rappresentati da Bosnia e Montenegro che grazie al suo videoclip queer ed al sound anni Ottanta di “Just Get Out of My Life” ha spopolato nelle discoteche gay di tutta Europa.
Nel frattempo, tra gli “eventi collaterali”, fervono i preparativi anche per lo Slavic Gay Pride che si svolgerà, nuovamente senza autorizzazioni da parte del sindaco omofobo di Mosca, il giorno della finale, sabato 16 maggio. Tra gli organizzatori dello Slavic figura anche il 19enne Sergey Androsenko, leader della Gay Youth Association della Bielorussia che lo scorso 26 aprile, con enorme coraggio, ha fatto sventolare per la prima volta una bandiera rainbow in una manifestazione ufficiale per le strade della capitale Minsk:
GAYNEWS
Giornale di Informazione sull'Omosessualità - Registrazione Tribunale di Bologna numero 5735 del 03/5/1989
Sede: Via Don Minzoni 18, 40121 Bologna info@gaynews.it