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| AMORI IN LIBERTA’ |
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| Sono legati alla realtà attuale i lavori teatrali presentati nell’ambito della rassegna milanese “Liberi Amori Possibili” i rapporti con la famiglia, la pressione sociale, la violenza omofobica. |
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| Lunedì 04 Maggio 2009 |
| di Pride |
| in Spettacoli |
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Sono legati alla realtà attuale i lavori teatrali presentati nell’ambito della rassegna milanese “Liberi Amori Possibili” i rapporti con la famiglia, la pressione sociale, la violenza omofobica. Non senza ironia, per sorridere anche dei nostri limiti.
AMORI IN LIBERTA’
Di Mario Cervio Gualersi
PRIDE
Mentre Roma attende col fiato sospeso la decisione del sindaco Alemanno e del competente assessore alla cultura circa il sostegno finanziario alla XV edizione di Garofano Verde, Milano si prepara a varare la III Rassegna di Teatro Omosessuale Liberi Amori Possibili, a cura del Teatro Libero che si è garantito il patrocinio della Provincia, a differenza del Comune che lo ha negato. "Ci posizioniamo a fianco di Roma, Dublino e Parigi", dichiara il direttore organizzativo Francesco Di Rienzo, "nel dar vita a un progetto che nasce da un desiderio civile e culturale di mostrare diversi aspetti dell'omosessualità, il rapporto uomo-uomo, donna-donna, il transgender, la bisessualità, considerando la pièce teatrale come immediato spunto di riflessione. Questo appuntamento annuale crede nella convinzione che l'arte non regoli le ingiustizie e le discriminazioni, ma che abbia almeno il merito di denunciarle e renderle visibili”.
Dal 4 al l2 maggio Liberi Amori Possibili propone ben nove spettacoli in un buon equilibrio di temi e registri drammaturgici, dalla commedia al dramma, passando per la rielaborazione dell'episodio di cronaca al surreale. Nel programma ritroviamo piccoli "classici" come Oberon di Ugo Chiti, drammaturgo, regista e sceneggiatore cinematografico. Al centro il drammatico conflitto tra un figlio gay e la propria madre che è uno stimolo a riflettere sull'accettazione della "diversità". La regia è di Nanny Schiffino, anche interprete accanto a Federica Capuano e Livia Trama. Già collaudato anche Benzina, testo di Daniele Falleri messo in scena da Roberto Zunino, sull'incendiaria passione amorosa tra Lenni e Stella (Laura Renaldo e Lia Lopomo), due giovanissime che, pur di preservare la loro unione e il lavoro in una stazione di servizio, arrivano a commettere un feroce delitto.
Dall'America giunge Le luci di Laramie di Moses Kaufmann, ispirato al massacro del ventunenne Matthew Shepard da parte di due coetanei che nel 1998 lo ammazzarono di botte solo perché si era dichiarato gay. Il testo nasce dalle interviste e testimonianze raccolte dall'autore e dalla sua compagnia teatrale tra gli abitanti di Laramie nello stato del Wyoming.
Proprio a Dublino ne abbiamo visto un paio d’anni fa un allestimento off molto povero di mezzi ma di grande impatto emotivo. Adesso tocca a Gianluca Ferrato, attore e cantante qui in veste di regista, cimentarsi con questo doloroso capitolo della nostra storia. “E’ un viaggio nella memoria che affronto con otto giovanissimi attori, pieni di desiderio di gettare il cuore oltre la barricata: sono certo che molti di loro pensano a Matthew come a un angelo. Hanno solo otto sedie, poche luci essenziali, tutto il loro coraggio e la voglia di essere giovani, perché ‘finché si è giovani tutto e possibile’, tranne se incontri Aarron McKinney e Russel Andersonn , o chi per loro. Roma e Milano vivono giorni bui e non si contano le aggressioni a gay e lesbiche: giovani fascisti che dopo aver alzato le mani sibilano nelle orecchie o urlano a gran voce che la città non li vuole piu: tollerante per definizione, forse la capitale perderà questo suo pregio”.
Molte le novità ospitate nella rassegna, a partire da Sotto il convento... niente! di Flavio Mazzini con la regia di Marco Medelin. "Parlo di una coppia di uomini innamorati", ci dice l'autore, "di un governo che promette leggi sulle unioni civili e di un paese con molti problemi ma tutto sommato felice. Poi, in un attimo, esplode tutto. Sono passati solo due anni e l'amore ha lasciato posto all'indifferenza, il nuovo parlamento ignora la causa gay e il Paese è sull'orlo della catastrofe. Vi ricorda qualcosa? Spero sempre che la gente si diverta ma riesca anche a riflettere. Se avessi più talento porterei in scena emozioni più forti o storie più asciutte, ma le mie due vene, quella militante e quella un po' cialtrona, si compensano a vicenda e questo è il risultato... Ho scelto la chiave della commedia per illustrare i rimedi inadeguati di una destra cinica e forcaiola e un Vaticano sordo alla sua stessa missione, senza peraltro dimenticarmi delle responsabilità del centrosinistra e degli stessi gay, che ho dipinto fatui, avidi, lussuriosi, egoisti, arroccati in difesa del proprio orticello e incapaci di guardare agli obiettivi comuni che potrebbero raggiungere".
Farà molto discutere Attrazione dell'abisso, scritto e diretto da Massimo Stinco, tratto da Io, prete gay di Marco Politi, sullo scottante problema della sessualità dei religiosi, mentre di quella delle persone trans si occupa Anch'io come te di Gianluca De Col che torna in scena con la regia di Marta Arosio. 12 baci sulla bocca di Mario Geraldi ci trasporta nella provincia napoletana dove Emilio e Mirko vivono la classica parabola d'amore che trova un infelice sbocco con il matrimonio del più fragile dei due.
Un bizzarro viaggio nella storia dell'omosessualità, da Saffo a Allen Ginsberg, viene sintetizzato in Lo specchio dell'amore, tratto dall'opera di Alan Moore e Jose Villarrubia, di cui Tobia Rossi cura la regia. E infine non guasta certo una risata che ci suscita la commedia musicale Sono diventato etero!, di Lorenzo De Feo, anche regista, che con Isabella disegna il personaggio sopra le righe di una madre fiera di un figlio omosessuale e sempre schierata dalla sua parte: quale peggior sciagura per la poveretta della notizia che il suddetto ha perso la testa per una donna?
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