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| A Padova tre giornate cinegay |
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| Dal festival «Da Sodoma a Hollywood» appena concluso a Torino i film più premiati. Apre il vincitore «Leonera» |
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| Lunedì 04 Maggio 2009 |
| di Il Mattino di Padova |
| in Spettacoli |
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di EMANUELE MASPOLI
PADOVA. «Da Sodoma a Hollywood» sbarca anche quest’anno a Padova, per la quattordicesima edizione delle Giornate di cinema e cultura omosessuale (www.cuc-cinemauno.it). Da oggi fino al 6 maggio, tre serate d’intense visioni, con inizio alle 18.30 e fino a tarda serata, richiameranno un, si spera, numeroso pubblico al cinema Astra di Via Tiziano Aspetti, cercando di dare un assaggio dell’importante festival torinese e di quella cultura cinematografica “queer” che fatica ad affermarsi in Italia, e soprattutto ad essere qui distribuita. Le giornate cadono a ridosso del Festival di Torino (concluso il 30 aprile) proprio per garantire la presenza dei film anche a Padova, prima che lascino, spesso definitivamente, il territorio italiano. E’ dunque da non perdere l’occasione offerta dal Centro Universitario Cinematografico.
La selezione dei film torinesi è curata da Luca Di Lorenzo. «Ci saranno i film più premiati a Torino - garantisce l’organizzatore - come Leonera, che ho insistito per avere a Padova; un bellissimo film al femminile che sarà distribuito dalla Buena Vista in tutto il mondo, ma non in Italia». Con il vincitore del festival di Torino, Leonera - Il covo del leone di Pablo Trapero (Argentina/Brasile), saranno proiettati i migliori documentari: Out in India sulla lotta contro l’aids nel grande paese asiatico, dove milioni di persone sono sieropositive; e Giorgio/Giorgia... Storia di una voce, dell’italiano Gianfranco Mingozzi, che ripercorre attraverso interviste e sequenze televisive l’esperienza artistica di Giorgia O’Brien (all’anagrafe Giorgio Montana), una grande diva del palcoscenico italiano degli anni ’50 e ’60. Menzione speciale della giuria al festival di Torino «per il coraggio con cui affronta in modo profondo, intelligente ed estremamente rigoroso un tema difficile e scabroso come quello della pedofilia, grazie a una sceneggiatura perfettamente calibrata con dialoghi asciutti ed essenziali», Elève libre di Joachim Lafosse (Belgio) chiuderà a Padova le proiezioni di martedì. Mentre mercoledì concluderà le tre Giornate il filippino Il segreto di Antonio di Joselito Altarejos: «un film che non potrebbe essere prodotto in Italia», secondo Di Lorenzo, e proviene invece dalla straordinaria new wave gay di un paese cattolico e tradizionalista come le Filippine. Si tratta di una nuova importante ondata di cinematografia indipendente, con storie d’adolescenti, a volte scabrose, sempre delicate e profonde, come quelle raccontate da Auraeus Solito, già vincitore a Torino nel 2006 e quest’anno membro della giuria del Festival. Suo è Boy, in programmazione stasera a Padova: film censurato a marzo al festival di Singapore, che andrà ad arricchire le Giornate padovane, cercando come gli altri di scalfire il piatto panorama cinematografico italiano, nel quale per fortuna le Giornate stesse aprono una finestra, piccola ma significativa, verso diversi orizzonti. Questo articolo ha ricevuto 244 visite.
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