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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
"Leonera", l´inno alla maternità trionfa al Festival del cinema gay
Il Premio speciale della giuria al belga Elève libre di Joachim Lafosse con menzione al giovane attore Jonas Bloquet
Sabato 02 Maggio 2009
di la Repubblica - Torino
in Spettacoli

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Strano, assurdo, paradossale che a conquistare il festival di cinema gay sia l´archetipo femminile della maternità? Per niente. È solo la prova che al di sopra di tematiche obbligate e mobilitazioni della community, il cuore della rassegna è sempre e comunque il cinema. A vincere la ventiquattresima edizione è dunque l´argentino Leonera di Pablo Trapero, storia di una donna, di un´eroina, di una madre coraggio. La giuria - Harry Baer, Donatella Maiorca, Monica Rametta, Auraeus Solito e Todd Stephens - ha assegnato inoltre una menzione speciale alla protagonista Martina Gusman.

Il Premio speciale della giuria al belga Elève libre di Joachim Lafosse con menzione al giovane attore Jonas Bloquet. Menzione anche a Wu sheng feng ling (Soundless wind chime) di Kit Hung. Vincitori del concorso documentari sono ex aequo l´iraniano Khastegi (Sex my life) di Bahman Motamedian e Out in India: A Family´s Journey di Tom Keegan. Menzione speciale a Giorgio/Giorgia… storia di una voce di Gianfranco Mingozzi. Primo tra i corti dal Brasile Saliva di Esmir Filho, menzione speciale a Même pas mort di Claudine Natkin. Il premio «Nuovi sguardi» assegnato dai selezionatori del festival, Ricke Merighi, Davide Oberto e Cosimo Santoro è andato a Wu sheng feng ling, con il premio del pubblico. Che è andato per i documentari a Queer China di Cui Zi´en e per i corti a Tanjong Rhu (The Casuarina Cove) di Boo Junfeng da Singapore. Il festival si chiude con 35mila presenze e un incremento di pubblico del 5 per cento.

(c. car.)

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"Se avessi avuto i soldi avrei invitato Montagnier, Nobel per i suoi studi sul virus Hiv"



CLARA CAROLI



Direttore Giovanni Minerba, il festival ce l´ha fatta anche quest´anno nonostante i gufi e i menagramo. Il cinema gay batte l´intolleranza e la crisi. Fiorenzo Alfieri promette che l´edizione del venticinquennale si farà e per il 2011 promette addirittura un gemellaggio con la Biennale Democrazia. Siete stati sdoganati, insomma. Che effetto vi fa essere abbinati al più grosso evento mediatico dell´intellighenzia torinese?

«Noi facciamo l´Annuale Democrazia da ventiquattro anni. Mica abbiamo aspettato loro, semmai sono loro che si sono annessi i nostri eventi dedicati ai vent´anni dal crollo del Muro di Berlino. Se avessi avuto i soldi, quest´anno avrei invitato Luc Montagnier, Nobel per la medicina per i suoi studi sul virus Hiv. Sono convinto che avrebbero messo il cappello anche su quello. Ma non voglio essere polemico e sono contento che ci venga riconosciuto quello che siamo a tutto tondo: un´isola di libero pensiero».

Ieri Vladimir Luxuria era a La vita in diretta, su Raiuno, a parlare delle lobby gay. Esistono a Torino?

«Ma quali lobby gay?! Se esistessero non saremmo qui ogni anno a combattere per la sopravvivenza. L´unica lobby gay è quella cattolica del Vaticano».

È per dare fastidio al Papa che avete distribuito profilattici al pubblico, quest´anno?

«È per sostenere la campagna sull´Aids. L´iniziativa è di un´associazione. Noi l´abbiamo promossa. Ci sembrava civile, a proposito di democrazia».

Un giornalista tedesco ci ha scherzato sopra. Ha detto: con tutti questi preservativi mi farete venire voglia di usarli…

«Gli ho risposto: qui guardati i film, i preservativi mettili in valigia, portateli in Germania e usali lì».

La presidente Bresso ieri ha dichiarato che avrebbe disertato la convention pro Cofferati per venire da voi. Lo interpreta come un impegno?

«Certo. Lo è. Lei si è sempre impegnata. Ci ha sempre difesi. È una democratica».

E le promesse fatte la serata inaugurale da Fiorenzo Alfieri, che ha garantito che le «nozze d´argento» si faranno, il prossimo anno? Promesse da marinaio?

«Ci mancherebbe altro. Ha preso un impegno davanti a testimoni e in nessun modo gli permetteremo di rimangiarselo».

Che edizione le piacerebbe fare per i venticinque anni?

«Un´edizione bella, ricca. Più ancora di quella del ventennale. Ma più di tutto mi piacerebbe festeggiare una legge sui diritti delle coppie omosessuali».

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