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| "Leonera", l´inno alla maternità trionfa al Festival del cinema gay |
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| Il Premio speciale della giuria al belga Elève libre di Joachim Lafosse con menzione al giovane attore Jonas Bloquet |
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| Sabato 02 Maggio 2009 |
| di la Repubblica - Torino |
| in Spettacoli |
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Strano, assurdo, paradossale che a conquistare il festival di cinema gay sia l´archetipo femminile della maternità? Per niente. È solo la prova che al di sopra di tematiche obbligate e mobilitazioni della community, il cuore della rassegna è sempre e comunque il cinema. A vincere la ventiquattresima edizione è dunque l´argentino Leonera di Pablo Trapero, storia di una donna, di un´eroina, di una madre coraggio. La giuria - Harry Baer, Donatella Maiorca, Monica Rametta, Auraeus Solito e Todd Stephens - ha assegnato inoltre una menzione speciale alla protagonista Martina Gusman.
Il Premio speciale della giuria al belga Elève libre di Joachim Lafosse con menzione al giovane attore Jonas Bloquet. Menzione anche a Wu sheng feng ling (Soundless wind chime) di Kit Hung. Vincitori del concorso documentari sono ex aequo l´iraniano Khastegi (Sex my life) di Bahman Motamedian e Out in India: A Family´s Journey di Tom Keegan. Menzione speciale a Giorgio/Giorgia… storia di una voce di Gianfranco Mingozzi. Primo tra i corti dal Brasile Saliva di Esmir Filho, menzione speciale a Même pas mort di Claudine Natkin. Il premio «Nuovi sguardi» assegnato dai selezionatori del festival, Ricke Merighi, Davide Oberto e Cosimo Santoro è andato a Wu sheng feng ling, con il premio del pubblico. Che è andato per i documentari a Queer China di Cui Zi´en e per i corti a Tanjong Rhu (The Casuarina Cove) di Boo Junfeng da Singapore. Il festival si chiude con 35mila presenze e un incremento di pubblico del 5 per cento.
(c. car.)
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"Se avessi avuto i soldi avrei invitato Montagnier, Nobel per i suoi studi sul virus Hiv"
CLARA CAROLI
Direttore Giovanni Minerba, il festival ce l´ha fatta anche quest´anno nonostante i gufi e i menagramo. Il cinema gay batte l´intolleranza e la crisi. Fiorenzo Alfieri promette che l´edizione del venticinquennale si farà e per il 2011 promette addirittura un gemellaggio con la Biennale Democrazia. Siete stati sdoganati, insomma. Che effetto vi fa essere abbinati al più grosso evento mediatico dell´intellighenzia torinese?
«Noi facciamo l´Annuale Democrazia da ventiquattro anni. Mica abbiamo aspettato loro, semmai sono loro che si sono annessi i nostri eventi dedicati ai vent´anni dal crollo del Muro di Berlino. Se avessi avuto i soldi, quest´anno avrei invitato Luc Montagnier, Nobel per la medicina per i suoi studi sul virus Hiv. Sono convinto che avrebbero messo il cappello anche su quello. Ma non voglio essere polemico e sono contento che ci venga riconosciuto quello che siamo a tutto tondo: un´isola di libero pensiero».
Ieri Vladimir Luxuria era a La vita in diretta, su Raiuno, a parlare delle lobby gay. Esistono a Torino?
«Ma quali lobby gay?! Se esistessero non saremmo qui ogni anno a combattere per la sopravvivenza. L´unica lobby gay è quella cattolica del Vaticano».
È per dare fastidio al Papa che avete distribuito profilattici al pubblico, quest´anno?
«È per sostenere la campagna sull´Aids. L´iniziativa è di un´associazione. Noi l´abbiamo promossa. Ci sembrava civile, a proposito di democrazia».
Un giornalista tedesco ci ha scherzato sopra. Ha detto: con tutti questi preservativi mi farete venire voglia di usarli…
«Gli ho risposto: qui guardati i film, i preservativi mettili in valigia, portateli in Germania e usali lì».
La presidente Bresso ieri ha dichiarato che avrebbe disertato la convention pro Cofferati per venire da voi. Lo interpreta come un impegno?
«Certo. Lo è. Lei si è sempre impegnata. Ci ha sempre difesi. È una democratica».
E le promesse fatte la serata inaugurale da Fiorenzo Alfieri, che ha garantito che le «nozze d´argento» si faranno, il prossimo anno? Promesse da marinaio?
«Ci mancherebbe altro. Ha preso un impegno davanti a testimoni e in nessun modo gli permetteremo di rimangiarselo».
Che edizione le piacerebbe fare per i venticinque anni?
«Un´edizione bella, ricca. Più ancora di quella del ventennale. Ma più di tutto mi piacerebbe festeggiare una legge sui diritti delle coppie omosessuali». Questo articolo ha ricevuto 609 visite.
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