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| Bologna. Mikaela Cappucci e l´omo-katekesi di Suor Melodia |
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| "Vado in scena con una buffa crociata anti-frocizzazione del mondo". Stasera è al Cassero |
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| Giovedì 23 Aprile 2009 |
| di la Repubblica - Bologna |
| in Spettacoli |
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di CHIARA PILATI
Si chiama Suor Melodia, prega, canta e si aggira fra i locali della città con un unico scopo: convertire il suo pubblico e riportare all´ovile tutte le pecorelle smarrite. E´ uno dei personaggi di Mikaela Cappucci, classe 1979, attrice abruzzese ma bolognese di adozione fondatrice di Mika Male Teatro, al Cassero questa sera alle 21.30 con lo spettacolo satirico «L´importanza di lavarsi presto. Katekesi di purificazione», promosso da Arcilesbica. C´è solo un «problema» che si frappone fra Suor Melodia e il suo obbiettivo, la «mosessualità», come la chiama lei, che non le va giù e che, anzi, la fa andare su tutte le furie. «Suor Melodia - racconta Mikaela - comincia la sua opera di conversione in modo tranquillo invitando il pubblico a pregare con lei, ma quando arriva all´argomento omosessualità perde completamente le staffe, è arrabbiatissima con tutta la comunità Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e trans). Il problema, secondo lei, non solo esiste ma si vede pure, non sopporta il pensiero che nella scuola pubblica possano esserci insegnanti "mosessuali", per non parlare dei parrucchieri, che hanno fra le mani le teste delle signore pie».
Fra uno sketch e l´altro, «involontariamente suggeriti dai proliferi giornali di settore», Suor Melodia canta, con l´aiuto del musicista Luigi Flocco, e in una delle canzoni è contenuto il suo manifesto: «ridarò ai maschietti una vita virile e con una divisa li riunirò». Al termine, dopo un´ora di battute e musica che chiamano in causa anche il pubblico, la suora prega per depurare la «sozzietà» moderna da tutta questa sporcizia, perché proprio non si può assistere in silenzio alla «frocizzazione» del mondo intero. Ma Suor Melodia non è l´unico personaggio di Mikaela, la cui formazione teatrale passa attraverso la commedia dell´arte e la clownistica. Ce ne sono alcuni ricorrenti come «la Zenni», lavoratrice precaria di Monzuno, nata nel periodo di discussione dell´articolo 18, o la Contessa, vecchia signora decadente intimista e molto scic, o altri nati per occasioni speciali come la ragazza di «Sola ma non troppo» scritto per il Pride 2008 sui temi della figura femminile in epoca fascista. Questo articolo ha ricevuto 981 visite.
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