«Mi sono messa gli strass proprio come te, lo sapevo che stasera venivi a vedermi a teatro..., non potevo sfigurare!». Una battuta tra amiche, dal palco alla platea, dove l'altra sera al Teatro della Cooperativa un'attentissima Vladimir Luxuria si è divertita ad ascoltare Anna Meacci, nei panni di «Romanina », uno dei primi trans italiani. Una parte che Luxuria, già attrice a Foggia negli anni 80, avrebbe potuto benissimo interpretare. Le sarebbe piaciuto? «Anna ha vinto una sfida, si è spogliata della sua identità femminile per poi riconquistarla. Io non avrei saputo fare di meglio».
Una serata emozionante perché ha il sapore del vero; la vita di Romina Cecconi, oggi una bella ed elegante signora di 68 anni che lavora in un negozio a Bologna. Una persona coraggiosa che ha attraversato un' epoca (dagli anni 50 agli 80) pagando un caro prezzo. Il carcere, prima quello maschile nella sua città, Firenze, e poi, dopo l'operazione (il 19 settembre 67), il confino in uno sperduto paesino della Puglia; qui ancora tre anni in cella, a Foggia, ma questa volta nel reparto femminile, perché il tribunale di Lucca (nel '72) aveva finalmente riconosciuto la sua identità. Umiliazioni e soprusi, vissuti con forza e positività. «Questo spettacolo insegna — commenta Luxuria — che l'ironia è un'arma efficace per sopravvivere alle cattiverie altrui».
«Aspetto il 5 che passa domani mattina, rispondeva la Romanina al solito brigadiere mentre passeggiava alla fermata del tram»: tra un aneddoto e una confessione scatta il dialogo tra la Meacci e il pubblico. «Io non sono di Firenze ma di un paesino vicino a Siena, lo stesso di Rosy Bindi («c'è anche chi è più bigotto, non ti preoccupare... » commenta Luxuria), ma queste sono storie vissute, le ha raccontate tutte lei nella sua autobiografia».
E nel foyer con Luxuria si parla dell'oggi. «Viviamo un periodo un po' più fortunato, diciamo che stiamo facendo passettini da geisha. Non c'è più l'articolo 1 che ci arresta come delinquenti, ma le porte del mondo del lavoro sono ancora chiuse, e l'unico modo per sopravvivere resta la prostituzione. Alla fine ci multano e ci arrestano comunque... ».
Stasera, un altro illustre ospite: in attesa di leggere il suo libro «Le favole non dette» (ed. Bompiani), il pubblico dopo lo spettacolo (in scena fino a domenica, ore 20.45), potrà discutere con Franco Grillini, presidente onorario Arcigay. Biglietti agevolati. Info: 02.64.74.99.97.
Spettatrice Vladimir Luxuria in platea
Livia Grossi Questo articolo ha ricevuto 170 visite.
|