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Saranno LAURA ANNIBALI e KARL DU PIGNE’ gli ospiti di OUTING (Teleroma 56, 877 di SKY, ore 22.30-00.30) sabato 7 febbraio, trasmissione scritta e condotta dal poeta, scrittore e giornalista MAURIZIO GREGORINI. Già ospite gradita del programma in alcune puntate delle passate stagioni, Laura Annibali presenterà il documentario “L’ALTRA ALTRA META’ DEL CIELO”, da lei ideato e sceneggiato, diretta dalla giovane Salima Balzerani, documentario selezionato anche al Festival International du Cinéma Lesbien et Féministe di Parigi e presentato a Roma, con buon riscontro di critica e di pubblico, alla Casa del Cinema di Villa Borghese, due appuntamenti che sono stati seguiti da accessi ed interessanti dibattiti. “L’altra altra metà del cielo” non è soltanto un documentario lesbico, bensì, all’unisono, una ricerca culturale, informativa, divulgativa per la diffusione della conoscenza delle identità di genere, delle problematiche che riguardano il diverso orientamento sessuale, senza tralasciare l’analisi della costruzione identitaria sia della persona singola, sia dell’intera comunità lesbica. Laura Annibali, sessantatreenne, laureata in Scienze Politiche, ha lavorato come funzionario-cordinatore al Ministero delle Finanze e, una volta raggiunta l’età della pensione, si è dedicata al volontariato in vari campi, soprattutto alla diffusione della cultura teatrale italiana destinata alle scuole. E’ l’impegno verso la sua condizione di lesbica, per anni taciuta per motivi di lavoro, che la porta, finalmente libera di dirsi, ad impegnarsi per la realizzazione del documentario dove donne omosessuali che si sono dichiarate, vivendo apertamente la loro identità, ne testimoniano l’esperienza, donne come EDDA BILLI (“L’unica cosa che manca all’esperienza della mia vita, è la fondazione di un partito che chiamerei Partito della sorellanza, affinché emerga una vera democrazia paritaria e si sia finalmente governate solo da donne”, rivela Edda Billi), icona del femminismo e del lesbismo, decana della CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE; ROSINA GIANANDREA, tassista di Roma e componente del COORDINAMENTO LESBICO SEPARATISTA, che spiega al microfono della Annibali come la fedeltà sia un optional anche nella coppia gay; l’avvocato SUSANNA LOLLINI e altre quali SARA MURATORE e ISABELLA MORELLI, protagoniste -nelle interviste- non solo di orientamento sessuale, ma anche di temi legati alla società, alla spiritualità, alla politica e alla religione. “L’altra altra metà del cielo” è anche disponibile su Donnatv e sarà proiettato domenica otto febbraio presso la Casa Internazionale della Donna, mentre l’Assessore Pari Opportunità Carla di Veroli ne garantisce la proiezione in alcuni circoli di anziani. Tuttora molti non capiscono cosa sia una DRAG QUEEN. Ecco allora come la KARL DU PIGNE’ ne spiega il significato: “Ogni volta che qualcuno vede le mie foto o mi guarda in televisione, nelle trasmissioni a cui prendo parte, immagino che si chieda: ‘Ma che roba è?’. Questo accade nella migliore delle ipotesi, perché la cultura italiana non ha ancora compreso la differenza tra drag-queens, travestiti e transessuali. I transessuali sono uomini e/o donne che hanno intrapreso una via lunga e a volte dolorosa che li/le porterà a diventare da uomini donne e viceversa. I travestiti sono uomini, non necessariamente omosessuali, che si vestono da donna (attenzione: da donna!) senza scimmiottare od esagerare certe caratteristiche prettamente femminili: generalmente il loro fine ultimo è quello di divertirsi o, meglio ancora, di rimorchiare. In ultimo, nessuno nasce drag-queen, ci si diventa col tempo poiché si rende necessaria una notevole dose di ironia e di coraggio. Sono stato sempre gay, almeno fin dove arriva il mio ricordo. Nel mio immaginario però non esisteva un ‘terzo’ sesso: da bambino guardavo i film western o i vecchi film americani in bianco e nero e mai e poi mai m'immedesimavo nel cowboy o nel gangster. Ero sempre la pallida, pulitissima e innocentissima donnina che era lì, ad aspettare che il suo uomo tornasse, la prendesse fra le braccia maschie e forti e la baciasse appassionatamente. Con l'andare degli anni questa mia ‘immedesimazione’ si è spostata verso attrici e donne dello spettacolo che fossero però meno donne ma più femmine. Chi di noi non ha amato Marilyn Monroe? Credo proprio pochi. Però ho incominciato ad apprezzare altre tipologie d'attrici, soprattutto quelle americane: Joan Crawford, Bette Davis, Jane Russell. Tutte con una prepotente personalità, spesso ingabbiate in ruoli ‘classici’, ma con un piglio e una determinazione che mi affascinavano. Nel corso degli anni questa mia ‘attitudine’ si è concretizzata: la lampadina ‘drag’ che è stata sempre in me si è accesa anni fa. Quando a carnevale ci mascheravamo, io ero sempre la travestita più esagerata, quella più originale e senz'altro quella ‘meno donna’. Avevo maturato dentro di me la consapevolezza che non ero una ‘travestita’, ne tantomeno una donna, e che la mia via era quella di essere una drag. Una difficile immedesimazione: venti anni fa di drag non si parlava, vedere una drag queen in un film o in televisione era praticamente impossibile: non c'erano punti di riferimento. Qualcosa arrivava dagli Stati Uniti: vedere Divine fu per me uno shock. Pensai: allora non sono pazzo!”. Per la Karl du Pigné, la presenza ad OUTING sarà anche l’occasione di poter parlare del CIRCOLO DI CULTURA OMOSESSUALE MARIO MIELI, di cui è responsabile e di cui si è appena festeggiato il venticinquesimo anno di attività. Questo articolo ha ricevuto 310 visite.
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