54° Eurofestival: per la Russia spunta una candidatura gay
La selezione russa avviene internamente alla tv di Stato Channel One, e tra i numerosi candidati spunta anche un cantante dichiaratamente gay, con un fan davvero insospettabile: Putin (video)
Si chiama Boris Moiseyev, e fisicamente somiglia al suo omonimo Boris Eltsin, è il primo cantante apertamente omosessuale del suo paese, ed è uno dei numerosi artisti in attesa del verdetto ufficiale per rappresentare la Federazione Russa al prossimo Eurofestival, che si svolgerà all’Olympic Indoor Arena di Mosca.
Di Moiseyev sicuramente apprezziamo il coraggioso coming out, ma difficilmente saremo tra i suoi tifosi e sostenitori, la sua musica è universalmente riconosciuta come “cheesy pop”, che molto eufemisticamente ne descrive il cattivo gusto ed il trash (in)volontario. Lui stesso ama descriversi come un via di mezzo “tra la romanziera Barbara Cartland e la drag queen inglese Danny La Rue”.
La sua candidatura ha già scatenato i commenti omofobi di molti blogger russi, e chissà cosa ne pensa di lui il sindaco di Mosca Yury Luzhkov, noto ultraomofobo che non perde occasione, in ogni conferenza stampa dedicata all’Eurovision, di sottolineare come tutti i gay saranno benvenuti in occasione del festival, purché non sfilino! Che più o meno sta a significare: “Siano benvenuti i soldi gay degli eurofan, purché non si facciano notare troppo”.
Moiseyev è convinto di poter bissare il successo del suo collega Dima Bilan, anche lui noto per essere ‘un cantante dichiaratamente… russo’ (e chi vuol capire…), che con "Believe" ha vinto l’edizione di Belgrado 2008.
Moiseyev in una lunga intervista rilasciata al settimanale Moscow Times ripercorre le tappe della sua vita artistica e non, ricorda le violenze subite sin da bambino perché diverso, le enormi difficoltà per portare a termine le turné, spesso ostacolate dal KGB che negava permessi ed autorizzazioni di espatrio. E tutto questo nonostante uno dei suoi fan più entusiasti si chiami Vladimir Putin, che lo ha definito un “artista che onora la Russia”.
Nonostante la simpatia e la solidarietà che proviamo per Moiseyev, speriamo con tutto il cuore che la sua canzone prevedibilmente trash, dall'italico titolo “Bambina”, non salga sul palco dell’Eurofestival il prossimo 16 maggio.
La Russia nel 2009 sarà al suo 13° Eurovision Song Contest; la prima e unica vittoria è giunta nel 2008 con “Believe” di Dima Bilan, che già ci aveva provato nel 2006 centrando una seconda posizione con il brano “Never Let You Go”, ma la Federazione Russa al suo attivo ha anche un anno scandalo, il 2003, quando sul palco salirono le furbe t.A.T.u. con il brano “Ne ver', ne boysia” (Don't Believe, Don't Fear). In un sol colpo il “lesbo” duo riuscì a scontentare fan, pubblico e giornalisti: non si presentarono mai alle prove, vennero fischiate in sala stampa, minacciarono un’esibizione in diretta mondovisione a dir poco trasgressiva, durante la gara vennero accolte dai fischi del pubblico della “Skonto Hall” di Riga, cantarono in russo deludendo i fan europei, stonarono come due campane incrinate, e da super favorite si piazzarono terze, dietro a Turchia e Belgio.
“Don't Believe, Don't Fear” all’Eurofestival del 2003:
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