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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Carrey antieroe gay: sfido le polemiche
Carrey antieroe gay: sfido le polemiche
Sundance Festival In «I love you Phillip Morris» la storia vera di un uomo sposato che in prigione scopre l'omosessualità
Martedì 20 Gennaio 2009
di Corriere della Sera
in Spettacoli

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Scene a rischio censura con McGregor, toni da commedia anche sul dramma Aids



I protagonisti: «Una passione tra le sbarre, ci aspettiamo critiche di ogni tipo per la mancanza di sensi di colpa»

PARK CITY (Utah) — «Non è una storia gay: è una tenera, autentica "passione d'amore". Mi auguro che insegni ad alcuni ad accettarsi per quelli che sono e agli altri ad accettare chi non è come loro», dice Jim Carrey al termine della prima mondiale di I Love You Phillip Morris. L'attore interpreta la storia vera di Steven Russell, un uomo sposato, con una figlia, che finisce in prigione per truffa: tra le sbarre nasce la passione per il detenuto Morris (Ewan McGregor).

Mentre ci si chiede se Milk

di Gus Van Sant, sull'impegnato eroe nazionale americano del movimento gay, farà ai prossimi Oscar la stessa sorte, perdente, di Brokeback Mountain, il Sundance ha presentato il film che propone due gay anti-Milk perché impegnati solo, dopo il loro incontro in carcere, nella conduzione sentimentale e passionale della loro storia.

La vicenda narrata nel film diretto da Glenn Ficarra e Jean Requie — presentato senza visto di censura della Motion Picture Association of America al Sundance (non ha ancora una distribuzione Usa, tra i produttori c'è anche Luc Besson) — è tratta da cronache documentate come le risibili e veritiere quattro evasioni del protagonista dai penitenziari. Si aspettano polemiche anche per la figura che fanno nel film il sistema giudiziario americano e le carceri dove non si sa se sono più colpevoli i prigionieri o i direttori che vedono circolare droga.

La comunità gay, in primis il GLAAD (Gay and Lesbian Advocacy Group) che ha approvato il film, hanno già fatto di I Love You Phillip Morris

una bandiera e in molti stanno sfilando al Sundance per protestare contro un esercente mormone, che ha affittato una sala per proiettare film a Park City ed è «colpevole » di appartenere a una religione che ha investito milioni di dollari per sconfiggere l'approvazione nel referendum delle nozze gay/lesbo.

Il film parla di vita quotidiana sulla base degli articoli del reporter Steve McVicker sulle vite dei due protagonisti. E' in prigione (114 anni di pena) in Texas Steven Russell, è libero Phillip Morris. Doveva essere proprio Gus Van Sant a dirigere il film, ma poi Milk andò in porto dopo dieci anni e Gus cedette il copione ai due registi che spiegano: «Milk è un eroe gay della vita sociale e politica americana, Russell e Phillip sono due antieroi da commedia, colpevoli di truffe che permettevano loro di vivere come desideravano, ma dietro i loro sorrisi ci sono temi serissimi. Russell ha un'infanzia difficile dopo che è stato adottato. Poi diventa poliziotto, si sposa, ha una figlia... ». Confessa allegramente «sono gay» (in una scena di sesso a rischio censura) ma non per questo di non volere bene alla moglie e alla figlia. Dicono Carrey e Ewan: «Il legame è vissuto dai protagonisti senza alcun senso di colpa o finzione, ma con una naturalezza che coinvolge tutti coloro capaci di non discriminare i sentimenti a seconda dei sessi. Anche i toni da commedia, non sofferti come in Brokeback Mountain però daranno fastidio a tanti».

Jim Carrey: «Russell è un uomo geniale, che s'inventa continue vite e identità come avvocato, poliziotto, businessman di successo. L'America è piena di personaggi simili, con vite precarie e avventurose ». Fa impressione sullo schermo la naturalezza delle scene d'amore tra Jim ed Ewan o il vero dolore con il quale Jim vede morire di Aids un amico e poi usa un falso certificato da sieropositivo per evadere.

Ewan ammette: «Mi aspetto prese in giro e critiche di ogni tipo, ma la romantica storia di due identità che diventano una sola in un sentimento fragile nella società come una bolla di sapone è inattaccabile ». Nella nuova stagione, tante saranno le coppie gay sugli schermi ma sarà I Love You Philip Morris a monopo-lizzare ogni diatriba. Afferma Carrey: «Dicendo senza pudori

I Love You Phillip Morris

ho scelto di ricordare il vero valore delle parole amore e tolleranza a tutti coloro che l'hanno dimenticato o che ne hanno paura».

Giovanna Grassi

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